Dovrà dare conto alla giustizia italiana. Ieri, Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale israeliano, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle violenze contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla.
L'indagine riguarda i fatti accaduti a fine maggio quando gli attivisti, alla loro seconda missione, tentarono di raggiungere Gaza.
La Procura romana, dopo la diffusione di un video con gli attivisti fermati nel porto di Ashod, costretti in ginocchio con le mani legate dietro la schiena e derisi, ha ipotizzato i reati di sequestro di persona e tortura, con ulteriori ipotesi di rapina e violenza sessuale in valutazione.
La Procura di Roma ha avviato l'indagine dopo le denunce presentate dagli attivisti della Flotilla fermati in acque internazionali dalla Marina israeliana che parlavano di scariche di taser, proiettili di gomma, botte, molestie e aggressioni sessuali.
Ventinove attivisti, tra cui cittadini italiani, furono abbordati al largo di Creta il 29 aprile, portati in Israele e successivamente espulsi.
Le ipotesi di reato nei confronti dell'esponente del governo Netanyahu sono tutte molto gravi: sequestro di persona, detenzione illegale degli attivisti in Israele, tortura, violenze e umiliazioni.
In più, i magistrati romani starebbero prendendo in esame anche altri reati come la violenza sessuale.
Il video diffuso sui canali social dello stesso ministro Ben-Gvir che mostra gli attivisti bendati, ammanettati e in ginocchio con la scritta "Benvenuti in Israele", sarà allegato alle audizioni e sarebbe la prova principale della sua colpevolezza.
A condurre le indagini sono Stefano Opilio e Lucia Lotti, coordinati da Francesco Lo Voi.
Il procedimento in corso arriva dopo le inchieste aperte per fatti simili dell'autunno scorso, quando per la prima volta la Flotilla cercò di raggiungere Gaza.
Fatto sta che Ben-Gvir ha risposto all'indagine con la sua solita tracotanza. L'esponente del governo Netanyahu, esponente di un partito di estrema destra, si è dichiarato "non intimidito" dall'iniziativa della Procura di Roma. Anzi, ha attaccato frontalmente l'Italia.
Sul suo profilo X ha scritto letteralmente:
ארץ המגף הפכה לארץ הכפכף. pic.twitter.com/IMkIjHZtu6
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) June 8, 2026
Inoltre, in una nota ufficiale, il ministro ha affermato:
Insomma: Ben-Gvir non arretra. Tutt'altro: ha assicurato che continuerà "a stare con orgoglio al fianco dei nostri combattenti".
L'iniziativa della Procura romana arriva dopo che il governo italiano ha chiesto contro Ben-Gvir delle sanzioni a livello europeo.
In tal senso, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha già inviato una richiesta esplicita all'Alta rappresentante Kaja Kallas.
Il 21 maggio, dopo aver pubblicato il video di Ben Gvir con gli attivisti catturati, l'aveva messa così:
Le immagini, del resto, dicono già tutto