08 Jun, 2026 - 16:16

Nicole Minetti, perché da oltre un mese si parla della grazia che le ha concesso Mattarella?

Nicole Minetti, perché da oltre un mese si parla della grazia che le ha concesso Mattarella?

Perché da fine aprile uno dei temi più roventi della politica italiana è quello della grazia che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso all'ex igienista dentale nonché protagonista delle "cene eleganti" ai tempi di Berlusconi ed ex consigliera regionale di Forza Italia Nicole Minetti?

Stando a un'inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano, la grazia era immeritata perché Minetti, in Uruguay, continuava a tenere un comportamento poco ravveduto nella residenza dell'attuale compagno, l'imprenditore veneziano Giuseppe Cipriani.

Anzi: continuava a favorire la prostituzione. In più, l'aver adottato un bambino uruguayano malato sarebbe stato solo una scusa per sottrarsi alla pena da scontare in Italia.

Nicole Minetti, la grazia che ora fa rischiare la chiusura al Fatto Quotidiano

Tutto è iniziato quando la trasmissione televisiva "Mi Manda Rai Tre" ha reso pubblica la notizia che Nicole Minetti, condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione nel processo "Ruby bis" e per peculato nell'inchiesta "Rimborsopoli", era stata graziata dal Presidente Mattarella.

Minetti doveva scontare la condanna attraverso l'affidamento in prova ai servizi sociali anziché in carcere.

Ma, il 18 febbraio 2026, per lei, è sopraggiunta la grazia per motivi umanitari, legati alle gravi condizioni di salute del bambino adottato in Uruguay che lei stava assistendo.

È qui che entra in gioco Il Fatto Quotidiano: il giornale di Marco Travaglio fa scattare un'inchiesta secondo la quale i motivi della grazia non sarebbero veritieri.

A seguito di quest'inchiesta, il Quirinale ha richiesto approfondimenti.

Nell'occhio del ciclone ci finisce il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio e la Procura di Milano, accusati dai partiti del Campo largo di non aver seguito scrupolosamente la procedura di presentazione della pratica di grazia a Mattarella.

Fatto sta che, a inizio giugno, la Procura Generale di Milano conclude i suoi accertamenti confermando il parere favorevole alla grazia: i magistrati non riscontrano alcuna irregolarità nelle procedure di adozione del minore e nel comportamento di Minetti in Uruguay: nessun festino con prostitute e droga. Le motivazioni umanitarie della grazia sono confermate.

Di conseguenza, il Quirinale ne prende atto confermando l'atto di clemenza a favore di Nicole Minetti. E l'inchiesta del Fatto Quotidiano crolla facendo temere adesso per la stessa sopravvivenza del giornale: Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani hanno annunciato azioni legali e una richiesta di risarcimento da 250 milioni di euro contro il quotidiano di Travaglio e gli altri organi di stampa che hanno trattato il caso.

L'ultima pubblicazione del Fatto

Il Fatto, però, mentre i legali di Minetti e Cipriani hanno formalizzato la controffensiva legale, ha continuato a difendere la propria inchiesta.

Secondo il giornale di Travaglio, la Procura generale di Milano non ha trovato elementi nuovi per rivedere la grazia perché non ha ascoltato Graciela De Los Santos Torres, una massaggiatrice che ha lavorato nella tenuta uruguayana di Cipriani e Minetti e che è stata l'accusatrice principale del giro di prostituzione e droga.

Ma tant'è: per la procura, le denunce della massaggiatrice si sono rivelate infondate stando al lavoro delle forze dell'ordine. E i fatti riportati dalla stampa non sono risultati corrispondenti al vero.

In più, il 7 giugno, si è saputo che la stessa Graciela ha ritrattato tutte le accuse mosse contro Cipriani e Minetti davanti a un notaio.

I messaggi tra il giornalista del Fatto e la massaggiatrice uruguayana cosa dicono?

Oggi, però, Il Fatto Quotidiano, anche contro il principio giornalistico di difendere le proprie fonti, è andato avanti a testa bassa pubblicando i messaggi intercorsi tra il giornalista che ha condotto l'inchiesta, Thomas Mackinson, e Graciela De Los Santos, la massaggiatrice uruguaiana finita al centro dell’inchiesta. 

Dai resoconti pubblicati dal Fatto, emerge che Graciela ha parlato a lungo con il giornalista, scambiando centinaia di messaggi e fornendo fotografie e screenshot, prima di assumere una posizione molto più cauta, non dare più l'assenso alla pubblicazione della sua intervista e procedere con la ritrattazione davanti a un notaio. 

Il senso complessivo dei messaggi è quindi questo: fino a un certo punto, Graciela sembrava disposta a sostenere l’inchiesta del Fatto e a confermare le sue accuse, anche se chiedeva protezione e riservatezza.

Poi, però, ha deciso di fare un passo indietro e di ritrarre quanto aveva dichiarato.

A essere solo, a questo punto, è Il Fatto. Con la spada di Damocle di una causa di risarcimento record da 250 milioni (che vorrebbe dire la chiusura del giornale) e l'accusa del ministro Nordio di aver tentato solo di infangare la Presidenza della Repubblica.

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