Si chiamava Salvatore Solimeno e aveva 46 anni l'uomo che nel pomeriggio di venerdì 5 giugno 2026 è stato ucciso a colpi di pistola al culmine di una lite scoppiata per motivi condominiali a Boscotrecase, in provincia di Napoli. Nella notte sono stati fermati i due presunti responsabili: si tratta di Fulvio Titas, 33 anni, e Antonio Guastafierro, 27 anni, ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la lite che ha portato all'omicidio di Salvatore Solimeno, 46 anni, sarebbe scoppiata per questioni legate alla gestione dei rifiuti condominiali, in particolare al deposito dei sacchetti della spazzatura. Un episodio apparentemente banale, inserito, forse, in un contesto di vecchie ruggini tra vicini di casa.
L'allarme era scattato nel pomeriggio di ieri, 5 giugno, quando al numero unico di emergenza 112 era arrivata una chiamata che parlava di "diversi colpi d'arma da fuoco" tra Corso Umberto I e via Promiscua, a Boscotrecase. All'arrivo delle forze dell'ordine sul posto, l'uomo era già privo di vita, riverso sul pavimento della sua abitazione. Gli aggressori, invece, si erano dileguati.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Torre Annunziata, Emilio Prisco, e affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo locale, si sono concluse in nottata con l'arresto dei due presunti responsabili. Si tratta di Fulvio Titas, 33 anni, con precedenti per rapina, come la vittima, che si è presentato spontaneamente in caserma, e Antonio Guastafierro, 27 anni.
Entrambi sono stati trasferiti in carcere. Stando a quanto emerso finora, sarebbe stato il secondo a esplodere i proiettili che hanno ucciso Solimeno, raggiunto all'arteria femorale. L'aggressione si sarebbe consumata nell'area che confina con le abitazioni dei protagonisti. Il 46enne, ferito, sarebbe comunque riuscito a trascinarsi verso casa, perdendo molto sangue.
L'arma utilizzata, una pistola calibro 9 con matricola abrasa - elemento ora al centro degli approfondimento degli investigatori - è stata sequestrata insieme a quattro proiettili inesplosi, tre bossoli e i cellulari degli indagati. Anche la salma della vittima è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, che nei prossimi giorni disporrà l'autopsia.
Gli accertamenti proseguono per ricostuire l'esatta dinamica dei fatti. Il sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto, ha condannato intanto pubblicamente l'accaduto. "Desidero esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza ai familiari di Salvatore, nel rispetto del dolore che stanno vivendo", ha scritto, spiegando di confidare "nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, chiamate a fare luce" sulla vicenda.
E ancora: "Boscotrecase è una comunità sana, fatta di persone perbene, di famiglie, di giovani e di associazioni che credono nel dialogo, nel rispetto delle regole e nella solidarietà. È a questi valori che dobbiamo continuare a guardare, senza lasciare spazio alla violenza e all'odio".
Appena qualche giorno fa, un episodio analogo si era registrato alla periferia di Roma, dove Luca Di Vito, 57 anni, era stato ucciso a coltellate da un vicino 18enne. Il fratello della vittima ha raccontato ai giornalisti che tutto sarebbe nato proprio da una lite per la spazzatura, come nel caso di Napoli.