Una carriera che dura sette decenni, il cappello appeso al chiodo con fierezza. Sembra proprio che Clint Eastwood, il quale ha da poco compiuto 96 anni (il 31 maggio scorso), abbia deciso di ritirarsi dal mondo del cinema sia come interprete che come regista.
A farcelo capire, anche se non con un comunicato ufficiale, è stata la dichiarazione di suo figlio Kyle Eastwood.
In un’intervista all’emittente francese France 3, il musicista e compositore Kyle Eastwood, figlio di Clint, ha rivelato che suo padre si è silenziosamente ritirato dalle scene.
Infatti, in una dichiarazione ha detto in modo naturale, parlando dell’attore:
Consideriamo che Eastwood ha iniziato la sua carriera sul grande schermo a metà degli anni ’50 e si è affermato negli anni ’60 nel genere western, con la trilogia di film diretti da Sergio Leone: "Per un pugno di dollari" (1964), "Per qualche dollaro in più" (1965) e "Il buono, il brutto, il cattivo" (1966), famosa anche come "Trilogia del dollaro" e, da quell’esplosione di fama e ammirazione incredibili, non si è più fermato (e aveva tra i 34 e i 36 anni circa).

Nel corso della sua lunga carriera, Eastwood ha continuato a rapirci con le sue interpretazioni nei classici "Dirty Harry" (1971), "Magnum Force" (1973), "The Enforcer" (1976), "Sudden Impact" (1983) e "The Dead Pool" (1988), nei quali ha vestito i panni del ribelle poliziotto Harry Callahan.
Tra le altre grandi interpretazioni, non possiamo dimenticarci "La notte brava del soldato Jonathan", "Una calibro 20 per lo specialista", "Fuga da Alcatraz", "Il cavaliere pallido", "Gli spietati", "Million Dollar Baby" e "Gran Torino".
L’attività come regista per Clint Eastwood inizia nel 1971 con "Play Misty for Me". Continua a dirigere per tutta la sua carriera in film come "Bird", "The Rookie", "Unforgiven", "The Bridges of Madison County", "Midnight in the Garden of Good and Evil", "Mystic River", "Million Dollar Baby", il dittico "Flags of Our Fathers/Letters From Iwo Jima", "Invictus", "American Sniper", "Sully" e "Richard Jewell".
L’impressionante filmografia di Eastwood, che conta più di settanta ruoli sullo schermo e circa quaranta film diretti, gli ha fatto guadagnare quattro premi Oscar (tra cui quello per la miglior regia per "Gli spietati" e "Million Dollar Baby"), quattro Golden Globe e due premi della Directors Guild of America. Ha inoltre ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un César onorario nel 1998, un Leone d’oro onorario nel 2000 e una Palma d’oro onoraria nel 2008.
Se è proprio vero che Eastwood si è ritirato dal mondo del cinema, potremmo considerare "Juror #2", il dramma giudiziario del 2024, la sua ultima opera registica. Come attore, invece, lo abbiamo visto recitare sul grande schermo nel film "Cry Macho" (2021), di cui è stato anche il regista.