È sempre patrimoniale. Non c'è campagna elettorale senza che qualcuno del centrosinistra non la ripeschi e la riproponga un po' come la panacea di tutti i mali.
Questa volta è toccato alla segretaria del Pd Elly Schlein:
ha dichiarato la numero uno del Nazareno ospite di Luca Sommi sul Canale 9.
Ma quel "siamo favorevoli" a chi fa riferimento?
In realtà, la patrimoniale, oggi come in passato, è un campo minato: è un tema che spacca la politica italiana, soprattutto a sinistra.
Ci vuole un bel coraggio per mettere sul tavolo della discussione di nuovo la patrimoniale. Ma, a dimostrarlo di averlo, nei giorni scorsi, è stata Elly Schlein.
In ogni caso: a giudicare dalle reazioni dei suoi stessi alleati, la segretaria del Pd dovrà faticare non poco a inserire questa tassa nel programma del Campo largo.
Nello stesso Partito Democratico, infatti, vorrebbe la patrimoniale solo l'ala più di sinistra (e quindi vicina alla segretaria) e vicina alla Cgil di Maurizio Landini.
Antonio Misiani, il responsabile economico della segreteria del Nazareno, non ha mai detto no alla nuova tassa. Ma l'ala riformista, ad esempio, ha fatto già sapere che non ne vuole sentire nemmeno parlare.
Filippo Sensi, nelle vesti di suo portavoce, l'ha messa così:
Come dire: meglio concentrarsi su come far crescere il Paese, su come aumentare la produttività del lavoro degli italiani in modo tale da aumentare anche gli stipendi anziché tornare a una vecchia idea, sempre uguale a se stessa.
Era il 2006 quando, in occasione della finanziaria del governo Prodi, Riforndazione Comunista se ne uscì con un manifesto che sarebbe entrato nella storia. Faceva vedere un panfilo e, invocando la patrimoniale, la scritta:
Non se ne fece nulla.
Come nulla si combinò nel 2022, quando l'allora segretario del Pd Enrico Letta fu giusto un pochino più cauto di Elly Schlein proponendo una tassa sulle successioni ereditarie oltre i 5 milioni di euro da destinare a un fondo a favore dei giovani.
Quest'anno, prima di Schlein, è tornato alla carica Maurizio Landini. Il segretario della Cgil ha proposto un contributo di solidarietà dell'1,3% per chi detiene oltre 2 milioni di euro.
Ma è stato un altro buco dell'acqua.
Rimanendo nell'ambito Pd, l'economista ex senatore dem Carlo Cottarelli ha fatto notare:
Il sindaco di New York che ha fatto scappare molto paperoni della Grande Mela introducendo provvedimenti contro i redditi alti.
ha avvertito Cottarelli.
E comunque: visto che lo stesso Pd è spaccato di fronte all'ipotesi-patrimoniale, chi sostiene l'idea patrocinata dalla segretaria Schlein e dalla Cgil di Maurizio Landini?
Di sicuro Alleanza Verdi e Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni:
ha spiegato, in versione Robin Hood, Angelo Bonelli.
Ma tant'è: il centrodestra è compattamente contro l'introduzione della patrimoniale.
Antonio Tajani, il segretario di Forza Italia, ha assicurato che finché ci saranno loro al governo non se ne discuterà nemmeno.
Ma, oltre alla galassia che si estende alla sinistra del Pd e di Avs, quindi quella rossa più radicale, anche gli altri alleati di Elly Schlein non vogliono introdurre questa tassa.
Matteo Renzi, ad esempio, è stato tranchant:
Tattico perché, secondo il leader di Italia Viva, così facendo il Campo larga "regala" l'argomento "meno tasse" al centrodestra. E strategico perché solo l'annuncio di una patrimoniale fa fuggire all'estero i paperoni".
Mamdani, che a New York ha voluto in realtà una tassa più circoscritta della patrimoniale, "solo" un super balzello sulle seconde case, docet, insomma.
Ma ciò che c'è da sottolineare è che nella battaglia della patrimoniale Elly Schlein viene rimasta sola con Landini anche dal Movimento Cinque Stelle:
ha detto una fedelissima di Giuseppe Conte, Vittoria Baldino. Chissà se Schlein vorrà rilanciare...