03 Jun, 2026 - 11:30

Chi è Tommaso Longobardi, lo stratega social di Giorgia Meloni alla ribalta

Chi è Tommaso Longobardi, lo stratega social di Giorgia Meloni alla ribalta

Se c'è un volto dietro la comunicazione social di Giorgia Meloni è quello di Tommaso Longobardi, il vero cervello digitale della premier.

Trentacinque anni, romano, dal 2018 è il social media manager della premier.

È lui a custodire le password dei canali istituzionali che arrivano a oltre 11 milioni di follower tra Facebook, Instagram, X, LinkedIn e TikTok. 

Ma perché in questi giorni si parla tanto di lui? 

Longobardi è alla ribalta per la pubblicazione del suo libro "Senza maschera. L'ascesa social di Giorgia Meloni", un testo che, per la prima volta, svela il "laboratorio" della comunicazione del presidente del Consiglio.

Del resto, se i sondaggi la danno ancora molto popolare presso l'elettorato italiano, una fetta di merito è senz'altro sua.

Vita privata e pubblica: cosa sappiamo di Tommaso Longobardi

Nato a Roma nel 1991, Longobardi ha una laurea triennale in psicologia. La sua formazione professionale è avvenuta presso la Casaleggio Associati, l'officina digitale che trasformò il Movimento Cinque Stelle nel primo partito d'Italia.

È lì che ha appreso i segreti del mestiere. Un fatto significativo: oggi i Cinque Stelle fanno un'opposizione spietata alla Meloni, ma la loro scuola social ha fatto fiorire l'uomo che si sta rivelando determinante per le fortune politiche di Giorgia Meloni.

L'incontro tra Longobardi e l'attuale premier è avvenuto nel febbraio 2018, quando Fratelli d'Italia era ancora un piccolo partito relegato all'opposizione.

Meloni per questo voleva una comunicazione molto netta. E Longobardi la accontentava decidendo dove, come e quando farla "parlare" in rete. Così è iniziata la loro scalata politica e professionale.

Ma il salto di qualità, naturalmente, è avvenuto nel 2022, quando Fratelli d'Italia ha vinto le elezioni.

Longobardi, nelle interviste che ha dato in questi giorni, ha confidato di essere una persona molto ansiosa. La sera della vittoria, quindi, più che festeggiare, sentì tutto il peso della responsabilità che gli cadeva addosso.

Tuttavia, costruendo un team di cinque persone (tutte under 35), di settimana in settimana, è riuscito a superare anche il timore reverenziale che incute Palazzo Chigi. 

La chiave del successo, a suo dire, è il rapporto personale che è riuscito a instaurare con Giorgia Meloni e la naturalezza che la premier riesce a trasmettere in qualsiasi circostanza.

Sulla vita privata di Longobardi, si sa che da poco è diventato padre, circostanza che potrebbe portarlo a "staccare un po' la spina" dal ritmo serrato del lavoro che lo caratterizza.

Longobardi è una figura fissa accanto alla Meloni, la accompagna sempre anche nei suoi viaggi istituzionali all'estero.

Perché il libro "Senza maschera" è al centro dell'attenzione

Il 28 maggio è uscito il libro con il quale Longobardi descrive la sua esperienza professionale.

Edito da Guerini e Associati e con prefazione della stessa Meloni, "Senza maschera" è un libro-verità sugli ultimi 8 anni della leader del centrodestra. 

Il volume ripercorre il passaggio di Giorgia Meloni da leader di un piccolo partito di opposizione a prima donna presidente del Consiglio.

Il focus è incentrato sul cambiamento di passo anche comunicativo che ha caratterizzato il passaggio dall'opposizione a Palazzo Chigi.

Longobardi racconta in prima persona retroscena, scelte, intuizioni ma anche errori di chi ha costruito quella comunicazione giorno per giorno dal 2018.

Per lui, la chiave del successo social di Giorgia Meloni è la scelta di non rispondere alle narrazioni imposte dal dibattito pubblico, bensì di perseguire e valorizzare i propri temi con un linguaggio che la rende sempre riconoscibile al grande pubblico.

Così, Longobardi ripercorre i casi che hanno fatto, ormai, storia: dallo slogan "Io sono Giorgia" al fenomeno internazionale "Melodi", nato dall'incontro con il premier indiano Narendra Modi che ha generato milioni di interazioni e rafforzato il seguito internazionale della premier, fino alla scelta di far partecipare per la prima volta un presidente del Consiglio a un podcast (quello di Fedez in occasione del referendum sulla Giustizia).

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Il consenso anche nel mondo digitale non si produce con algoritmi o slogan, ma con autenticità e rapporto diretto con le persone

è un mantra del social media manager del presidente del Consiglio.

La prefazione di Meloni è significativa:

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Tommaso non è uno yes man. Quando non è d'accordo, lo dice. Argomenta il suo punto di vista, prova a convincerti, non si limita ad annuire

Il libro arriva proprio mentre i partiti si preparano alla ormai imminente campagna elettorale per le elezioni politiche previste nel 2027.

Qualcuno ha chiesto a Longobardi se lascerebbe Meloni per lavorare con qualche altro leader politico. Lui non l'ha escluso. Però, ha tenuto a precisare che il rapporto personale che è riuscito a coltivare con lei non è facilmente replicabile. 

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