02 Jun, 2026 - 07:22

Nuovo reboot di Resident Evil: qual è l’ispirazione inaspettata di Zach Cregger?

Nuovo reboot di Resident Evil: qual è l’ispirazione inaspettata di Zach Cregger?

Il reboot di "Resident Evil" di Zach Cregger è più vicino alla realtà di quanto ci si potesse aspettare. Il film, come già anticipato da trailer e sinossi ufficiale, seguirà le vicende di Bryan (interpretato da Austin Abrams), un ordinario corriere medico la cui routine subisce una scossa a dir poco pericolosa quando scoppia un’epidemia virale letale.

Dovrà lottare per la sopravvivenza mentre cerca di consegnare la potenziale cura del virus e si scontrerà con le pericolose creature mutanti create dalla Umbrella Corporation.

A che esperienza è ispirato il nuovo film di "Resident Evil"?

Ciò che in molti non sanno è che non ci sono di mezzo solo i soliti videogiochi. Se si tratta di ispirazione, il film di "Resident Evil" in arrivo è, almeno in parte, influenzato dalle esperienze personali di Cregger, in cui molti spettatori possono facilmente immedesimarsi.

In un’intervista dietro le quinte con Sony, infatti, il regista ha rivelato che, da fan della saga, ha giocato ai videogiochi famosi del franchise innumerevoli volte. Pertanto, quando è arrivato il momento di sviluppare un reboot di "Resident Evil", ha deciso di affrontare la storia in modo tale che gli spettatori vedessero il film attraverso i suoi occhi e, in particolare, attraverso le sue sensazioni durante il gioco e gli errori che lo hanno portato a perdere, quindi a morire.

Il regista, attraverso questo reboot, vuole proprio costruire un survival horror che restituisca esattamente quella miscela di ansia, suspense e anche un po’ il senso di disagio e inadeguatezza che lui stesso aveva provato giocando per anni ai videogiochi della saga Capcom.

Ecco di seguito l'intervista a Sony:

Zach Cregger: le caratteristiche del giocatore comune di "Resident Evil" e del protagonista del reboot

Zach Cregger i giochi del franchise li ha consumati, rigiocati, studiati, e la cosa interessante è che li ha affrontati così come farebbe ognuno di noi. Quindi ha sbagliato spesso, ha sprecato munizioni e mancato bersagli proprio nel momento peggiore, ed è così che vuole portarci la storia di un giocatore che non è infallibile, proprio per portare al centro il suo fallimento e l’imperfezione per umanizzare il suo protagonista.

Cregger racconta, in particolare, di aver sempre faticato con le armi, specie con quelle più potenti e scenografiche che popolano l’universo di "Resident Evil". Questo perché chiaramente non è mai stato un esperto di pistole, fucili o lanciagranate e, pad alla mano, questo si traduceva in colpi mancati, caricatore vuoto al momento sbagliato e una costante sensazione di vulnerabilità: sono queste le vibes che si respireranno quando avremo a che fare con il personaggio principale del film.

Si abbandonano le tipiche figure dell’action tradizionale (quindi agenti scelti, ex militari, piloti d’élite) e si sceglie un eroe che non è altro che una persona comune, proprio per farci immedesimare e toccare con mano quel senso di pericolo. Bryan è qualcuno che non ha la minima idea di come si maneggi un’arma quando le cose si fanno terribilmente rischiose.

L’ispirazione per l’atmosfera di "Resident Evil", il reboot

Tutte queste scelte e l’ispirazione direttamente dalla sua esperienza di gioco, volta per volta, hanno permesso al regista di catturare la tensione e il senso di angoscia che tanto negli anni hanno caratterizzato il franchise, più puramente survival, preferendoli a una trama specifica e molto ramificata.

Da qui è chiaro che lo scopo sia quello di tenere il pubblico con il fiato sospeso man mano che la storia e le sfide si intensificano. Si aumenta così la posta in gioco per lo scontro finale.

Il film sarà disponibile nelle sale italiane il 17 settembre.

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