L’operazione condotta dalla Marina francese, con il supporto del Regno Unito, contro una petroliera sospettata di appartenere alla cosiddetta “flotta ombra” russa riaccende l’attenzione sul sistema di elusione delle sanzioni internazionali emanate in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. L’intervento, avvenuto nell' Oceano Atlantico, si inserisce in un contesto di crescente controllo delle rotte marittime utilizzate per aggirare le restrizioni imposte dall’Unione Europea sul petrolio russo.
La Marina francese, insieme al supporto del Regno Unito, ha intercettato, il 31 maggio 2026, una nave petroliera sospettata di appartenere alla cosiddetta “flotta ombra” russa. Lo ha annunciato l’1 giugno il presidente francese, Emmanuel Macron, affermando che la nave, identificata con il nome Tagor, è soggetta a sanzioni.
"La Marina francese ha intercettato ieri mattina una nuova petroliera, la Tagor, soggetta a sanzioni internazionali. La nostra determinazione è ferma e incrollabile. L'operazione è stata condotta nell'Atlantico, in acque internazionali, con il supporto di diversi partner, tra cui il Regno Unito, nel rigoroso rispetto del diritto del mare", ha affermato Macron in una dichiarazione pubblicata su X. Il post è stato accompagnato da un video che mostrava una persona che scendeva da un elicottero su una nave usando una corda, e ha aggiunto:
La Prefettura marittima francese dell’Atlantico ha comunicato che una squadra di ispezione è salita a bordo di una nave partita da Murmansk, in Russia, che navigava con bandiera del Madagascar e si trovava in mare aperto, a oltre 400 miglia nautiche a ovest della Bretagna, nell’oceano Atlantico al largo della Francia.
La Marine nationale a arraisonné hier matin un nouveau pétrolier sous sanctions internationales en provenance de Russie : le Tagor. Notre détermination est constante et totale.
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) June 1, 2026
Cette intervention a été effectuée en Atlantique, en haute mer,… pic.twitter.com/zxEslYjbUE
Mosca ha reagito all’operazione condotta dalla Francia e dai suoi alleati. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato riguardo al sequestro della nave:
La nave è stata intercettata mentre sono già in vigore numerose sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia a causa della guerra in Ucraina iniziata nel febbraio 2022. Centinaia di navi collegate alla flotta sono soggette a sanzioni dell’UE. Tuttavia, grazie alla flotta ombra di centinaia di petroliere, la Russia è riuscita a aggirare queste restrizioni.
Non è la prima volta che la marina militare francese effettua questo tipo di operazioni. Nell’ottobre del 2025, le autorità francesi hanno sequestrato la petroliera Boracay, che navigava sotto bandiera del Benin, al largo della costa atlantica.
Nel mese di gennaio, la Marina francese ha intercettato nel Mediterraneo un’altra petroliera ritenuta appartenente alla "flotta ombra russa".
Il 20 marzo, invece, la marina francese ha abbordato nel Mediterraneo occidentale la petroliera Deyna, sospettata di appartenere alla flotta ombra. Successivamente le autorità francesi hanno autorizzato la ripresa della navigazione dopo il pagamento di una multa.
Le autorità chiamano flotta ombra russa una rete di centinaia di petroliere utilizzate dalla Russia per aggirare le sanzioni internazionali imposte dall'UE dopo l'inizio della guerra in Ucraina. Questa viene utilizzata per trasportare greggio e prodotti petroliferi oltre i canali ufficiali. Le entrate petrolifere costituiscono una componente fondamentale dell'economia russa e svolgono un ruolo cruciale nel finanziare la macchina da guerra.