"Killer silenzioso": così viene definito il tumore al pancreas che resta, ancora oggi, una delle forme di cancro più aggressive e difficili da trattare, per la quale le opzioni terapeutiche restano limitate. Oltre la metà dei casi viene diagnosticata quando sono già presenti metastasi: in Italia fa registrare circa 15mila decessi ogni anno.
Ma ora una speranza arriva dallo studio "Resolute", presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO) che si svolge a Chicago: un farmaco sperimentale in fase clinica, ovvero già somministrato a pazienti, ha ottenuto risultati definiti "promettenti".
La molecola inserita nello studio "Resolute" – che ha coinvolto 500 pazienti già sottoposti a precedenti trattamenti tramite centri americani, asiatici ed europei – si chiama daraxonrasib ed è somministrata in compresse. Nei pazienti con tumore al pancreas metastatico (adenocarcinoma pancreatico duttale metastatico), il farmaco ha mostrato una sopravvivenza mediana di 13,2 mesi rispetto ai 6,7 delle terapie finora a disposizione.
Non solo: provoca anche meno effetti collaterali rispetto alla chemio. Solo l'1,2% dei pazienti trattati con daraxonrasib hanno dovuto interrompere la terapia, contro l'11,2% del gruppo che è stato sottoposto alla chemioterapia standard.
Questo risultato, hanno evidenziato gli oncologi, è il maggiore successo ottenuto nel trattamento di questa neoplasia da moltissimi anni, nonostante la molecola daraxonrasib sia ancora in fase sperimentale. Un ulteriore passo avanti nella ricerca.
Oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma duttale pancreatico è associato a una mutazione del gene Kras, responsabile della proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. La nuova molecola si è mostrata efficace sia nei tumori che presentano questa mutazione sia nelle forme prive del gene mutato.
Negli Stati Uniti il farmaco è già disponibile per i pazienti grazie al programma "Expanded Access", in attesa che venga approvata la sua commercializzazione.
La molecola daraxonrasib è inoltre in fase di sperimentazione in differenti studi clinici, sia per il trattamento di prima linea per il cancro al pancreas ancora non metastatico, che per altri tumori legati a mutazioni del gene RAS. I ricercatori continuano intanto a lavorare anche per comprendere come i tumori possano sviluppare resistenza e individuare altre terapie, da usare in combinazione con questo farmaco, nell'ottica di migliorare la sua efficacia.
I risultati ottenuti sono considerati particolarmente importanti perché stanno cambiando "radicalmente il panorama terapeutico" per chi è affetto da adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico con mutazione Kras.
ha evidenziato Rachna Shroff, capo della Divisione di Ematologia-Oncologia presso la University of Arizona Cancer Center ed esperta in tumori gastrointestinali.