Il 2027 sarà l'anno buono per vedere Urbano Cairo, il patron del Corriere della Sera, di La7 e del Torino Calcio, in politica?
Non è la prima volta che se ne parla. Ma quest'anno l'indiscrezione ha più fondamenta che mai perché, per qualcuno, potrebbe finire per diventare il grande federatore del centrosinistra.
Insomma: tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, sarebbe il suo il terzo nome che potrebbe rappresentare il Campo largo nella sfida al centrodestra di Giorgia Meloni.
Lui, a dirla tutta, non fa granché per smentire quest'ipotesi. Intervistato da Mario Giordano nel corso del Festival della tv di Dogliani, in provincia di Cuneo, ha dichiarato anche di aver commissionato dei sondaggi.
E che comunque già reciti una parte in commedia nel mondo della politica italiana, l'ha confermato uno dei suoi giornalisti di punta, il direttore del TgLa7 Enrico Mentana.
E insomma: una delle grandi novità che possono riservarci i prossimi mesi nel campo della politica italiana è costituita dalla possibile discesa in campo di Urbano Cairo.
Del resto, l'editore di La7 non ha mai fatto mistero che l'uomo al quale si è sempre ispirato è stato Silvio Berlusconi. Prima investendo nell'editoria, poi nel calcio. E ora in politica?
Mai dire mai. Anche se Cairo sceglierebbe lo schieramento opposto a quello che fu del Cavaliere: il centrosinistra.
Per qualcuno, Cairo sarebbe un ottimo federatore tra le varie anime del Campo largo. Potrebbe rassicurare la parte più moderata e riformista, fino ad attingere dalla stessa Forza Italia del suo pigmalione. E, nello stesso momento, garantire anche quella più radicale visto che da anni ormai la sua La7 le fornisce un palcoscenico mediatico mai avuto prima, simile, probabilmente, solo alla Rai 3 trasformata in TeleKabul da Angelo Guglielmi e Sandro Curzi una quarantina d'anni fa.
E quindi: Cairo sogna Palazzo Chigi?
ha dichiarato al Festival della tv. Tuttavia, un'ultima frase ha lasciato più di uno spiraglio aperto:
Come dire: se il Campo largo si ingolfa con lo scontro per la leadership tra Schlein e Conte, se le primarie saranno un redde rationem più che una soluzione, il centrosinistra sa a chi citofonare...
Ma che Urbano Cairo già oggi giochi un ruolo politico con la sua La7 tutta votata alla sinistra più radical non è un mistero. Nemmeno per lui:
"È una televisione militante?", gli ha chiesto sempre Mario Giordano. E lui:
Cairo ha detto che non vede "conduttori bolscevichi a La7". Tuttavia:
ha ammesso, sapendo evidentemente che Smith regola anche il mercato della domanda politica.
Tanto più che Enrico Mentana ha confermato che a La7 si sente un po' un marziano (in compagnia forse solo delle sue Alessandra Sardoni e Gaia Tortora, di David Parenzo e Tiziana Panella):
Il succo dell'ammissione di Mentana è questo:
Una scelta editoriale ben precisa, evidentemente. Che, secondo qualcuno, è propedeutica a quella destinata a sparigliare il tavolo della politica nel 2027.