01 Jun, 2026 - 12:26

Chi erano Salvo Felice e Patrizia Zanaglia, i coniugi trovati morti a Ferrara: si indaga sulle cause

Chi erano Salvo Felice e Patrizia Zanaglia, i coniugi trovati morti a Ferrara: si indaga sulle cause

Si chiamavano Salvo Felice e Patrizia Zanaglia e avevano rispettivamente 65 e 62 anni i coniugi trovati senza vita nel loro appartamento di via Canonici, a Ferrara, dopo giorni di silenzio. A far scattare l'allarme sono stati i vicini; quando i soccorritori sono entrati in casa, forzando una finestra, la tragica scoperta. Entrambi erano riversi sul pavimento, a poca distanza l'uno dall'altro. Restano da chiarire le cause del decesso; dai primi accertamenti sarebbe però stata esclusa l'ipotesi di una morte violenta. 

Chi erano Salvo Felice e Patrizia Zanaglia, morti a Ferrara

Salvo e Patrizia vivevano da tempo in un appartamento al terzo piano di una palazzina popolare di via Canonici, a Ferrara. Lui lavorava come ragioniere; lei, invece, era casalinga. Non avevano figli e conducevano una vita molto riservata, con pochi rapporti con l'esterno.

I vicini di casa hanno raccontato di due "persone schive", parlando però di "liti frequenti e accese" che, nel corso degli anni, avrebbero attirato più volte l'attenzione, richiedendo l'intervento delle forze dell'ordine. Sembra inoltre che percepissero un assegno sociale. 

Il ritrovamento dei corpi e le prime ipotesi investigative

Nella mattinata di ieri, domenica 31 maggio 2026, poco prima delle 11, i loro corpi sono stati ritrovati senza vita a poca distanza l'uno dall'altro, sul pavimento dell'appartamento, completamente in disordine. A lanciare l'allarme erano stati alcuni residenti, insospettiti da un odore anomalo proveniente dalle scale e dal fatto che dei coniugi non si avessero notizie da diversi giorni. 

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri, che per entrare nell'abitazione - chiusa dall'interno - hanno dovuto forzare una finestra. Dai primi accertamenti non sarebbero emersi segni di violenza, lesioni o tracce di colluttazione. Né sarebbero stati riscontrati segni di effrazione. Per questo motivo, gli inquirenti avrebbero escluso sin da subito un omicidio. 

Resta da chiarire cosa abbia provocato il decesso dei due, risalente ad almeno due o tre giorni prima del ritrovamento. Tra le ipotesi prese in considerazione da chi indaga - e su cui solo l'autopsia potrà fornire maggiori risposte - figurano un malore, un gesto volontario o una possibile intossicazione. La Procura ha già disposto tutti gli esami del caso, inclusi quelli tossicologici.

La città scossa anche da un femminicidio: morta una 50enne

Sotto shock, intanto, la città di Ferrara, già segnata da un altro grave fatto di cronaca. Nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio, Samanta Zironi, 50 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione di via Gatti Casazza, nel quartiere Barco. Accanto al corpo, un coltello da cucina.

Quello che, secondo gli inquirenti, il marito, Vladimiro Lombardi, 52 anni, avrebbe usato per colpirla e ucciderla. Era stato l'uomo - ora fermato per omicidio volontario e trasferito in carcere - ad allertare i soccorsi, parlando di un possibile suicidio. Secondo le prime ricostruzioni, tra loro ci sarebbero stati precedenti violenti. Tanto che la donna avrebbe voluto denunciarlo.

L'Ansa riporta che "risultano interventi delle forze dell'ordine per liti tra i due". Una versione confermata dai conoscenti, che a fonti locali parlano infatti di "femminicidio annunciato".

virgolette
Lui era ossessivamente geloso. Lei negli ultimi anni non usciva quasi mai, il marito non la faceva incontrare con nessuno,

le dichiarazioni di una vicina a Il Resto del Carlino. La coppia ha anche una figlia, ora affidata ai servizi sociali. Da ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. 

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