31 May, 2026 - 20:30

Il baby fenomeno Jodar e quei gesti che non fanno bene al tennis

Il baby fenomeno Jodar e quei gesti che non fanno bene al tennis

Raggiungere i quarti di finale del Roland Garros non capita certo a tutti, specialmente se hai 19 anni e fino a qualche mese fa eri poco più di uno sconosciuto. La parabola di Rafael Jodar, tennista classe 2006, è stata davvero incredibile e lo spagnolo sembra avere tutte le carte in regola per riscrivere ogni record. La vittoria in rimonta contro il connazionale Carreno Busta ha ribadito il talento sconfinato del giovane madrileno, terzo spagnolo della storia a raggiungere un traguardo del genere nello Slam francese. Gli altri due? Rafa Nadal e Juan Carlos Ferrero, non certo gli ultimi arrivati nel tennis moderno. 

Peccato, però, che nel giorno dell'ennesimo trionfo a Parigi si parli più degli atteggiamenti di Jodar che del suo rendimento in campo. Colpa di un paio di gesti che non sono sfuggiti alle telecamere. Comportamenti decisamente fuori luogo, specialmente se sei un privilegiato e hai la possibilità di misurarti su palcoscinici del genere a quest'età. Peccati di giovinezza? Solo il tempo ce lo dirà ma, finora, Jodar non ha fatto certo bella figura.

Jodar, dalla spinta al raccattapalle al mancato saluto

Il primo Roland Garros della carriera non si scorda mai. A 19 anni Jodar ha già dimostrato di essere destinato a grandi cose, quanto grandi ce lo dirà solo il tempo. Sta di fatto che lo spagnolo è approdato ai quarti di finale alla sua maniera, lottando, rimontando e trionfando davanti a una folla in visibilio. A macchiare il suo percorso, però, ci ha pensato lo stesso baby fenomeno. Durante il terzo turno contro l'americano Michelsen, Jodar si è quasi scontrato con una raccattapalle, evitando il contatto per questione di centimetri.

Le immagini lo immortalano mentre sembra spingere la bambina a fondo campo, anche se la prospettiva non è ben chiara. Al di là della presunta colpevolezza, però, quello che non è piaciuto è stato il suo atteggiamento in conferenza stampa. Il tennista ha negato di aver toccato la raccattapalle, chiudendo l'argomento senza scusarsi. Il sospetto che non abbia fatto nulla di male rimane ma, in ogni caso, il 19enne avrebbe potuto reagire in un'altra maniera per spegnere le polemiche ed uscire dalla vicenda in un modo più elegante. D'altronde il tennis è sempre stato legato al fair play, così come ci hanno insegnato i campioni del passato.

Le polemiche attorno allo spagnolo

A rincarare la dose ci ha pensato l'ottavo di finale vinto contro Carreno Busta. Nel momento dell'entrata in campo, infatti, Jodar ha totalmente ignorato la bambina che lo aspettava per accompagnarlo. Un'altra "gaffe" dovuta all'adrenalina del momento che non lo ha risparmiato dalle critiche. La scena ha riportato alla mente quanto successo a Luciano Darderi, travolto dalle polemiche nella semifinale degli Internazionali d'Italia contro Ruud.

L'azzurro si era scusato per il suo atteggiamento e l'augurio è che lo spagnolo faccia lo stesso nelle prossime ore. D'altronde, oltre a questi episodi, a stonare con il talento in campo è il modo di porsi del classe 2006. L'ennesimo video in cui si lamenta perché il raccattapalle impiega un istante in più per portargli l'asciugamano testimonia una superbia che non appartiene a questo sport. Nulla di irrecuperabile, ovviamente, ma la sensazione è che Jodar debba fare un passo indietro per non diventare il bersaglio numero uno della critica.

Il rispetto come cardine del tennis

Se i comportamenti di Jodar hanno avuto una risonanza del genere è anche perché sono arrivati su un campo di tennis. Questo sport si fonda sul rispetto reciproco, declinato in ogni forma e nei confronti di chiunque. Poco importa se si parli di un avversario o di un semplice raccattapalle, l'attenzione verso il prossimo ha sempre fatto parte dell'identikit del campione. E in questo Jodar ha ancora molto da imparare da Sinner e Alcaraz, veri gentlemen che in più occasioni hanno invitato i "ball boy" a ripararsi sotto la pioggia in loro compagnia.

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