29 May, 2026 - 16:35

Come ha fatto il Fisco a incassare oltre 5 miliardi in più in 5 mesi? Il "trucco" del Pos e del registratore di cassa

Come ha fatto il Fisco a incassare oltre 5 miliardi in più in 5 mesi? Il "trucco" del Pos e del registratore di cassa

L'obbligo di collegare il Pos al registratore di cassa telematico, in soli cinque mesi, ha portato risultati ben oltre le più rosee aspettative per il Fisco: 5,3 miliardi di euro di base imponibile emersa e qualcosa come 115 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La misura anti-evasione entrata pienamente a regime a marzo 2026 si sta rivelando un mezzo potentissimo per contrastare l'evasione fiscale.

A confermarlo è stato il viceministro all'Economia Maurizio Leo nel corso di un convegno della Fondazione Centro Studi Commercialisti.

L'esponente del governo Meloni ha parlato di "risultati molto significativi".

Come ha fatto il Fisco in 5 mesi a incassare oltre 5 miliardi di euro in più

Il meccanismo che sta arricchendo il Fisco italiano è semplice ma molto redditizio: dal 5 marzo 2026, ogni pagamento elettronico richiede automaticamente uno scontrino fiscale.

Il che significa che ora l'Agenzia delle Entrate può incrociare in tempo reale gli incassi elettronici, tracciati dagli istituti bancari, con gli scontrini emessi dai commercianti.

Questo sistema rende molto più difficile omettere documenti fiscali o dichiarare importi inferiori rispetto a quelli realmente incassati.

Solo nel mese di aprile, sono stati registrati circa 100 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento di circa 5 miliardi di euro di ricavi emersi.

L'imponibile aggiuntivo di 5,3 miliardi riguarda l'Iva e, ipotizzando un'aliquota media del 18%, significa un miliardo di incassi effettivi in più per lo Stato.

Se il ritmo rimanesse costante, si formerebbe un extragettito di 2,4 miliardi.

La tecnologia alla base è stata realizzata da Sogei, la società del ministero dell'Economia che ha integrato le banche dati permettendo all'Agenzia delle Entrate di rafforzare significativamente le capacità di controllo.

È bastata una procedura informatica gratuita sul portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate per far emergere quasi un terzo di evaso in più rispetto allo stesso mese del 2025.

Le reazioni del governo

Il risultato è particolarmente significativo considerando che la misura è stata inserita nella Legge di Bilancio 2025 in attuazione dei commi 74-77 della legge 207/2024.

Si tratta, quindi, di una vittoria che può sbandierare il governo di centrodestra.

Dopo anni in cui di lotta all'evasione si è solo parlato, è stato messo in campo un meccanismo che aiuta senz'altro a combatterla sul serio.

E pensare che una delle polemiche che ha investito Giorgia Meloni è stata quella di quando definì proprio il collegamento tra Pos e cassa "l'ennesimo orpello burocratico di uno Stato spione".

E poi, come dimenticare la sua sortita del "pizzo di Stato" durante un comizio a Catania?

Era il maggio del 2023, e la premier ebbe a dire:

virgolette
L'evasione devi combatterla dove sta: big company, banche, frodi sull'Iva... non sul piccolo commerciante a cui chiedi il pizzo di Stato solo perché devi fare caccia al gettito più che all'evasione fiscale...

Tre anni dopo, il viceministro Leo ha sottolineato che "nessun miracolo, nessuna nuova tassa, nessun controllore in più sul territorio" ha prodotto questi risultati, ma solo l'incrocio fra due banche dati già esistenti.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, invece, ha commentato dicendo che questo risultato "contribuisce a rinsaldare il patto sociale, a beneficio dei contribuenti onesti e, indirettamente, dell'intera collettività".

Come si svolge la lotta all'evasione fiscale in Italia

Nel 2026 il contrasto all'evasione fiscale resta una priorità dell'Agenzia delle Entrate, con il direttore Vincenzo Carbone che ha anticipato l'invio di 2,4 milioni di lettere oltre che 395 mila controlli digitali tramite incroci tra 730, conti correnti e spese.

Le categorie più a rischio evasione sono presto dette: i ristoranti, le panetterie, i negozi di abbigliamento, i bar e le pasticcerie.

Per gli esercenti che non si adeguano all'obbligo di collegamento sono previste sanzioni da 100 a 1.000 euro e, nei casi più gravi, la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'attività.

L'obiettivo fissato dalla legge di Bilancio 2026 è di ridurre l'evasione di 13 miliardi entro la fine di quest'anno.

I controlli automatizzati Iva, il taglio alle compensazioni debiti/crediti e il rafforzamento dello scambio dati con l'Agenzia delle Entrate sono le nuove armi (aggiunte alla fatturazione elettronica) che la tecnologia regala per rendere lo Stato più ricco e la società più giusta.

A ben vedere, una vera e propria rivoluzione silenziosa. Ma che può cambiare l'Italia.

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