Non ci sono ancora indagati sul presunto avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita: ma continuano senza sosta le audizioni in Questura a Campobasso nell'inchiesta per omicidio premeditato.
Due persone sono state risentite nuovamente dagli inquirenti mentre oggi, 28 maggio 2026, verranno conferiti ufficialmente i nuovi incarichi tecnici disposti dalla Procura di Larino.
Intanto la Sezione criminalità organizzata della Polizia (Sco) sta analizzando i dispositivi prelevati lo scorso 4 maggio dalla casa delle due donne a Pietracatella: smartphone, un tablet, un computer e un router Wi-Fi. La copia forense è stata effettuata venerdì 22 maggio. Un accertamento tecnico irripetibile, al quale hanno assistito i legali dei cinque medici indagati per omicidio colposo e i legali dei familiari delle vittime.
Ieri, 27 maggio, sono stati sentiti nuovamente Luigi Di Ielsi, fratello di Antonella e zio di Sara, e per la terza volta un’insegnante dell’Istituto Agrario di Riccia: è una professoressa di matematica da tempo amica di Gianni Di Vita. Sono oltre cento le persone ascoltate finora, ma diversi testimoni vengono richiamati più volte per approfondimenti e verifiche.
Nell’ultima audizione, avvenuta sempre nella giornata di ieri e durata circa sei ore, Gianni Di Vita si sarebbe detto anche disponibile a mettere a disposizione degli investigatori il proprio cellulare. L'unico dispositivo che non è stato sequestrato.
Lunedì 26 maggio è stata invece la volta di Isuccia, l’anziana zia di Gianni Di Vita. L’audizione è durata un paio d'ore: la donna avrebbe preparato una torta consumata a Natale dalla famiglia Di Vita. L'anziana è stata convocata per chiarire le sue dichiarazioni su presunti retroscena familiari, rilasciate ad alcune emittenti televisive nazionali.
Anche la cugina di Gianni Di Vita, Laura, verrà riascoltata nei prossimi giorni.
Oggi entreranno ufficialmente nel pool investigativo Carlo Alessandro Locatelli, direttore del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, lo stesso che aveva individuato la ricina nel sangue delle vittime, e il chimico forense Daniele Merli, chiamato ad approfondire gli aspetti scientifici e tossicologici dell'inchiesta.
I due esperti lavoreranno insieme al medico legale Benedetta Pia De Luca, che è incaricata di depositare entro il 30 giugno la relazione definitiva sulle autopsie eseguite sui corpi di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Nel provvedimento, che è stato firmato dalla procuratrice Elvira Antonelli, è stata infatti evidenziata la necessità di ampliare il collegio dei consulenti tecnici con specialisti per effettuare accertamenti tecnici non ripetibili.
Come emerso nei giorni scorsi, per quanto riguarda il movente gli investigatori si starebbero focalizzando su rancori e dissidi mai sopiti in ambito familiare, su questioni economiche ma anche su presunte gelosie legate al 55enne Gianni Di Vita, commercialista molto conosciuto in zona, ex sindaco di Pietracatella ed ex tesoriere regionale del Pd.
Un altro interrogativo riguarda proprio la ricina: è stata acquistata sul dark web oppure estratta artigianalmente dalla pianta del ricino, presente anche in Molise?
Nei giorni scorsi la Procura ha chiesto agli esperti di estrapolare, da ciascun apparato sequestrato nella casa di Pietracatella, tutti i dati utili per accertare relazioni e collegamenti con navigazioni internet eventualmente dirette a procurarsi la sostanza tossica anche da parte delle vittime. Oltre alle eventuali chat tra mamma e figlia inerenti al possibile avvelenamento da ricina e a documenti, missive, pagine di diario riguardanti eventuali patologie sofferte e non conosciute.
Oltre a questi elementi, è stata inoltre richiesta l’estrapolazione di tutti i dati relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, per accertare fatti e circostanze che possano aiutare a ricostruire le abitudini di vita e i rapporti interpersonali delle due donne.