Il caso Delmastro, l'ex sottosegretario alla Giustizia fatto dimettere da Giorgia Meloni subito dopo l'esito del referendum dello scorso 23 marzo, si arricchisce di un nuovo capitolo.
Oggi, la Procura ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di acquisire tutte le chat con Caroccia, il ristoratore accusato di riciclare soldi per conto del clan Senese e la cui figlia 18enne è stata, seppur per un breve periodo, socia dell'esponente di Fratelli d'Italia.
In più, appena ieri, Delmastro, che non è indagato, è stato audito dalla commissione parlamentare Antimafia.
Nel corso della deposizione, l'ex sottosegretario ha ammesso solo delle leggerezze, ma nessuna colpa specifica nell'essere entrato in società con la famiglia che gestisce la Bisteccheria.
Delmastro l'ha messa anche sul ridere, giurando che da allora è diventato vegetariano.
Ma perché è stato coinvolto in questa vicenda?
Stando alla Procura, Mauro Caroccia, con la catena dei suoi ristoranti La Bisteccheria, riciclava soldi per conto del clan della camorra che fa capo a Michele Senese ed è attivo soprattutto a Roma.
Ieri, in commissione Antimafia, Delmastro ha ricostruito il rapporto che lo lega alla famiglia Caroccia raccontando che tutto è nato per caso, quando, una sera, aveva trovato chiuso il ristorante accanto al suo e lo ha scelto per la cena:
Delmastro, così, divenne ben presto cliente di Caroccia:
In questa società con la figlia di Caroccia, Delmastro ha specificato di aver investito 25 mila euro per affitto, stipendi, arredi e approvvigionamenti e 1500 euro per le quote societarie:
ha precisato l'ex esponente del governo Meloni in quanto, appena saputo che Caroccia aveva già una condanna sul groppone, decise subito di cedere le sue quote:
Caroccia, in ogni caso, era già stato costretto a chiudere altri 8 locali per i legami con la criminalità.
Fatto sta che questo ravvedimento non è bastato a Delmastro per evitare di finire al centro delle polemiche politiche.
Nell'ultima settimana prima del referendum sulla Giustizia dello scorso marzo, il caso Bisteccheria-Delmastro scoppiò sulle pagine del Fatto Quotidiano.
La sinistra e il fronte del No subito insorsero: come fa un sottosegretario alla Giustizia a essere socio d'affari di una 18enne figlia di un uomo legato alla mala?
Ieri, in commissione Antimafia, a questa domanda, Delmastro ha dato la seguente risposta:
Cosa significhi per Delmastro "schermare l'operazione" rimane un mistero.
Fatto sta che lui si sente quasi vittima di ciò che è accaduto:
In ogni caso, a Delmastro, sempre in commissione Antimafia, è stato chiesto anche il motivo per cui non ha comunicato alla Camera l'operazione che aveva portato a termine:
Alla Bisteccheria si sono succedute varie cene di Delmastro anche con altri esponenti del governo e della maggioranza come l'ex capo di Gabinetto del ministro Nordio Giusi Bartolozzi, e i parlamentari di Fratelli d'Italia Donzelli e Schiano.
ha ripetuto l'ex sottosegretario.
In ogni caso, le sue risposte in commissione Antimafia non hanno soddisfatto le opposizioni.
Il Pd ha parlato di risposte "imbarazzate e imbarazzanti". Giuseppe Conte ha dichiarato che quella di Delmastro è una "ricostruzione inverosimile" e che, nella migliore delle ipotesi, se risultasse vera, testimonierebbe solo l'inadeguatezza della classe dirigente del centrodestra.
Il prossimo capitolo lo scriverà il commercialista di Delmastro parlando sempre in commissione Antimafia e la giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio che deve decidere riguardo la richiesta della Procura di acquisire le chat.