Nella galassia di "Star Wars" ci sono personaggi che non hanno bisogno di parlare troppo per diventare leggenda. E Boba Fett è sempre stato uno di quelli. Poche battute, armatura iconica, presenza glaciale: tanto è bastato per trasformarlo nel cacciatore di taglie più amato della saga.
Adesso, dopo quattro anni di silenzio seguiti alla conclusione di "The Book of Boba Fett", Lucasfilm riaccende i motori del personaggio con un nuovo progetto che punta dritto al cuore dei fan più nostalgici.
E nel frattempo, la timeline di "Star Wars continua ad allargarsi sempre di più, tra antichi Jedi, nuovi Sith e storie ambientate migliaia di anni prima di Luke Skywalker.
Il ritorno di Boba Fett arriverà il 9 settembre 2026 con "Star Wars: The Book of Boba Fett", adattamento a fumetti ufficiale della serie Disney+ pubblicato da Marvel Comics.
Dietro il progetto ci sono due nomi già molto amati dai fan della saga: Rodney Barnes e Will Sliney. La nuova serie racconterà ancora una volta l’ascesa di Boba Fett nel mondo criminale di Tatooine dopo la caduta di Jabba the Hutt, mantenendo il tono sporco e western che aveva caratterizzato lo show originale.
La vera chicca? Il debutto a fumetti di personaggi diventati subito cult tra gli appassionati, come Garsa Fwip e Dokk Strassi. Un dettaglio che conferma quanto Lucasfilm stia cercando di espandere sempre di più il lato "criminale" dell’universo "Star Wars".
E sì, il fascino di Boba Fett continua a funzionare proprio perché il personaggio resta ambiguo: non è mai davvero un eroe, ma nemmeno un villain classico. È il perfetto anti-eroe della galassia.
Quando "Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce" ancora è uscito al cinema, nessuno immaginava che quel cacciatore di taglie con l’armatura mandaloriana sarebbe diventato un’icona pop.
Eppure il mito di Boba Fett è cresciuto proprio grazie al mistero. Nei film originali parlava pochissimo, ma aveva un’aura completamente diversa rispetto agli altri personaggi della saga. Poi è arrivato "The Mandalorian" a riportarlo al centro della scena, trasformandolo improvvisamente in uno dei volti più richiesti dai fan.
Da lì Lucasfilm ha capito una cosa semplice: il pubblico voleva ancora storie ambientate nei bassifondi della galassia, lontano dai Jedi perfetti e dalle grandi guerre politiche. Boba Fett rappresenta esattamente questo lato più sporco, criminale e imprevedibile di "Star Wars".
Ed è anche il motivo per cui il personaggio continua a sopravvivere a tutto. Perfino alla Fossa di Sarlacc.
Una delle cose più folli di "Star Wars" è la sua cronologia. Ormai non si parla più solo di trilogie: la timeline attraversa migliaia di anni e decine di serie tv, film, fumetti e videogiochi.
Tutto ruota attorno alla Battaglia di Yavin, lo scontro finale di "Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza". Gli eventi precedenti vengono indicati come BBY (Before the Battle of Yavin), quelli successivi come ABY (After the Battle of Yavin). Insomma, l'Avanti Cristo e il Dopo Cristo di "Star Wars".
Ecco le grandi ere della saga:
Praticamente, oggi "Star Wars" non è più soltanto una saga cinematografica: è un universo narrativo gigantesco dove ogni epoca ha il suo stile e i suoi protagonisti.
Per anni Luke Skywalker, Darth Vader e la famiglia Skywalker sono stati il centro assoluto del franchise. Ma ormai Lucasfilm sta chiaramente cambiando direzione.
I nuovi progetti guardano sempre più verso storie parallele, nuovi Jedi e personaggi outsider. Da una parte ci sarà il film di James Mangold dedicato all’alba dei Jedi; dall’altra il futuro della galassia dopo Rey Skywalker.
In mezzo ci sono figure come Boba Fett, Thrawn e Din Djarin, che stanno lentamente costruendo un’altra identità per "Star Wars": meno favola classica, più universo espanso totale.
E forse è proprio questo il segreto della saga. Cambiare continuamente pelle senza perdere mai quel senso di avventura che, da quasi cinquant’anni, continua a far sognare milioni di fan.