27 May, 2026 - 11:50

Garlasco, cosa hanno detto i consulenti di Sempio su DNA e impronta della scarpa dell'assassino

Garlasco, cosa hanno detto i consulenti di Sempio su DNA e impronta della scarpa dell'assassino

L'aplotipo Y che la perizia Albani attribuisce alla linea paterna dell'indagato Andrea Sempio, che secondo la Procura di Pavia è l'assassino di Chiara Poggi, "non può essere considerato, allo stato, prova di un contatto aggressivo diretto".

Ad affermarlo è la consulente Marina Baldi, specialista in genetica medica. Nelle scorse ore sono stati resi noti alcuni passaggi delle relazioni tecniche depositate ai pm pavesi dal pool difensivo di Sempio, con l'obiettivo di controbattere a quanto emerso durante le indagini.

Secondo l'esperta, questo elemento non solo non proverebbe l'aggressione alla vittima, ma è anche "tecnicamente debole", in quanto "non si tratterebbe di profili pieni e singoli, ma di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati". Da queste considerazioni emerge come il dato non abbia "valore individualizzante".

Garlasco, cos'ha detto la difesa di Sempio sul DNA trovato sotto le unghie della vittima

La perizia della genetista forense Denise Albani, depositata a dicembre 2025, ha evidenziato una compatibilità "moderatamente forte" delle tracce esaminate con il profilo biologico di Andrea Sempio "e di tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare".  

Però, secondo la genetista Baldi, "assume rilievo decisivo la presenza di un ulteriore profilo maschile Y non attribuito su altro dito della vittima". 

Questa circostanza, quindi, prova che il materiale sulle unghie

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non è geneticamente univoco e che non può essere selezionata soltanto la componente asseritamente compatibile con l'indagato, ignorando la presenza di altri contributi maschili.

Data la presenza di contributori ignoti, "il rischio di sovrastimare il valore probatorio è particolarmente elevato", scrive la consulente.

Pertanto,

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anche qualora si ritenesse esistente una compatibilità parziale Y con Andrea Sempio, tale dato non prova che egli abbia avuto un contatto aggressivo con la vittima, né che sia stato graffiato nel corso dell'azione omicidiaria.

Resta l'ipotesi del trasferimento del DNA

Come già emerso in precedenza e ribadito più volte dalla difesa, restano sempre in ballo le ipotesi di un trasferimento secondario, "occasionale, da contaminazione, manipolazione dei reperti o deposito non correlato al fatto".

Dato che non c'è un profilo definito "completo, singolo, quantitativamente significativo, riproducibile e coerente con la dinamica di un graffiamento aggressivo" , il dato genetico

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deve essere considerato un elemento fragile, parziale, e non individualizzante, non idoneo a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta

è la conclusione di Marina Baldi. Sono cinque le consulenze tecniche depositate dal pool della difesa, oltre a una memoria con allegati.

L'impronta della scarpa dell'assassino? "Non compatibile con Sempio"

Sull'impronta insanguinata e a pallini, lasciata dal killer di Chiara Poggi sulla scena del crimine, si sono espressi i consulenti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis.

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La larghezza del piede dell'indagato è fisicamente impossibile da contenere in una scarpa la cui suola e la cui dima interna sono progettate per ospitare piante dei piedi di larghezza significativamente inferiore, pari a un massimo di 9,2 centimetri

sostengono i due esperti. 

Sempio, nell'ottobre 2025, è stato sottoposto a rilievi biometrici dalla dottoressa Cristina Cattaneo per realizzare, tramite una grafica 3D, la simulazione dell'aggressione nella villetta di via Pascoli e le impronte lasciate dall'assassino, attribuite a una scarpa marca Frau taglia 42. Secondo questo studio, la taglia di calzatura indicata per l'indagato è 42/43.

Palmegiani e De Angelis nella loro relazione evidenziano che il rapporto tra larghezza e lunghezza del piede di Sempio è di circa il 42%:

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un valore che si discosta significativamente dai parametri standard di una calzatura taglia 42, numero compatibile con il piede del condannato Alberto Stasi.

Andrea Sempio ha sempre dichiarato di indossare la misura 44 e i consulenti, sottolineando come le conclusioni della consulenza siano "nette", sono basate sull'incompatibilità fisica "tra l'anatomia dell'indagato e la struttura della calzatura dell'aggressore".

Quindi, anche ammettendo che la lunghezza sia coerente,

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la larghezza del piede di Sempio eccede di oltre 2 centimetri lo spazio massimo disponibile nella scarpa Frau taglia 42 identificata sulla scena del crimine, escludendo dunque che egli possa aver lasciato quelle tracce.

 

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