26 May, 2026 - 14:07

Perché stanno riempiendo d'insulti Erri De Luca? Cosa ha detto sul genocidio e il sionismo

Perché stanno riempiendo d'insulti Erri De Luca? Cosa ha detto sul genocidio e il sionismo

C'è chi scrive di non credere ai propri occhi; chi sostiene che gli è andato di volta il cervello; chi giura di bruciare tutti i suoi libri, "che non sono più degni di stare nella mia libreria".

Perché da ventiquattro ore sui social c'è un flusso pressocché ininterrotto di insulti contro lo scrittore napoletano Erri De Luca?

Il motivo è questo: ieri, il Foglio ha pubblicato un'intervista che ha dato nei giorni scorsi al giornale Israel Hayom nella quale si è dichiarato sionista e contro il termine "genocidio" per ciò che è accaduto a Gaza.

In realtà, queste due dichiarazioni non rappresentano nemmeno una novità per chi conosce bene lo scrittore napoletano: si sa che coltiva da sempre una grande passione per la cultura ebraica e che sulla guerra non l'ha mai pensata come il mainstream della sinistra dura e pura, mondo dal quale pure proviene avendo militato da ragazzo in Lotta Continua.

Ma tant'è: apriti cielo! I ProPal senza se e senza ma, i rappresentanti della sinistra pura e dura si sono sentiti traditi. E hanno cominciato a fare due cose. Dal basso, ad insultarlo sui social. E dall'alto, inteso come establishment culturale, a ignorarlo.

Cosa ha detto Erri De Luca sul genocidio e il sionismo da meritare gli insulti?

Il pueblo della sinistra italiana, da ventiquattro ore, si sente orfano di quello che credeva un suo santino: Erri De Luca.

Lo scrittore napoletano, la prossima settimana, sarà a Gerusalemme in occasione dell'International Writers Festival di Mishkenot Sha'ananim, "un atto di allineamento morale contro i venti dominanti", l'ha definito il giornale Israel Hayom pensando che il premio Nobel J. M. Coetzee, ad esempio, ha deciso di boicottarlo per la guerra.

Ma un atto che è stato preso come un tradimento da parte di tanti che si professavano "ammiratori" dello scrittore. 

Nello specifico, il secondo tradimento nel giro di poco tempo, visto che Erri De Luca, contrariamente al pensiero dominante della sinistra più radicale, sostiene anche il diritto dell'Ucraina a resistere davanti all'invasore russo.

Già il 14 marzo 2022, in un'intervista al Fatto Quotidiano, De Luca si era detto a favore delle armi a Kiev. A ottobre del 2025, ospite di Gramellini su LA7, alla domanda se avesse partecipato alle manifestazioni pro Gaza, aveva risposto no argomentando, tra l'altro, così:

virgolette
“Continuo a pensare che il fronte principale sia l’Ucraina. E per quel fronte non vedo alcuna mobilitazione...”

Da allora, in tv non si è più visto. Ma il patatrac con il mondo ProPal, però, si è consumato del tutto solo ieri.

Il Foglio ha riportato queste sue frasi sul sionismo, la guerra e il genocidio (vero o presunto) compiuto da Israele a Gaza:

virgolette
In Italia, e in gran parte dell'occidente oggi, sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me, il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria...

Inoltre, sempre a Israel Hayom, De Luca ha dichiarato anche:

virgolette
Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa, ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo

Beh, che ci fosse un prezzo da pagare era scontato: insulti, invettive, minacce per il "traditore" del pensiero dominante di quello che qualcuno ha preso a chiamare "palestinismo". 

De Luca e l'uso del termine "genocidio"

E insomma: non c'è Flotilla che tenga con Erri De Luca. Preferisce l'isolamento anziché "condividere il palco con persone che desiderano che Israele venga cancellato dalla mappa". Il coro "Palestina libera dal fiume al mare", lo lascia agli altri. A chi la pensa come gli aguzzini di Hamas.

virgolette
Non collaborerò con nessun evento o forum in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza

è stata un'altra sua frase che i ProPal hanno segnato in rosso.

virgolette
So benissimo cosa sia un genocidio. E applicarlo alla guerra a Gaza è una distorsione storica e verbale

è stata, praticamente, la sua "ammissione di colpa" davanti al tribunale del "popolo" dei social:

virgolette
Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto. Lo abbiamo visto a Mosul, a Raqqa e a Mariupol. È l'effetto inevitabile del combattere un nemico che si trincera tra i propri civili. È terribile, ma non è genocidio

Erri De Luca la pensa come la senatrice a vita Liliana Segre. Ma anche lei è finita nel mirino dei haters, di chi si professa "democratico" fino a quando non incontra qualcuno che la pensa in maniera diversa da lui.

virgolette
Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile da nord a sud e da sud a nord per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende l'accusa di genocidio vuota. Non si basa su fatti o osservazioni, ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e ferirne la legittimità

Del resto, la Segre aveva avvertito della stessa cosa. Il tentativo è di arrivare a dire: "Un genocidio l'avete subito, un altro l'avete fatto: ora possiamo riprendere a discriminarvi".

Il tutto, naturalmente, senza distinguere le responsabilità che toccano al governo Netanyahu e quelle (inesistenti) a un intero popolo. 

De Luca e l'establishment culturale italiano 

A De Luca, dopo questa presa di posizione (che, in realtà, come detto, non è nuova) è stato fatto presente che l'establishment culturale italiano gliel'avrebbe fatta pagare. Ma lui l'ha messa così:

virgolette
Gli insulti della cricca letteraria non mi toccano. Sono volontariamente isolato dal mondo culturale italiano da un quarto di secolo. Non ho mai accettato di partecipare a manifestazioni e premi letterari, né come giudice, né come ornamento. Non mi interessano le piccole conventicole, la politicizzazione a buon mercato delle case editrici...

La guerra di Israele, per De Luca, è giustificabile:

virgolette
C'è un momento in cui un popolo può essere liberato solo attraverso la sconfitta militare dei suoi leader tirannici come ora a Gaza ed è l'unica possibilità di un vero cambiamento nella regione

Per lo scrittore, del resto, la stessa Italia "è riuscita a liberarsi dal fascismo di Mussolini solo perché ha perso completamente la guerra e perché le forze alleate, gli americani, gli inglesi e anche la Brigata ebraica, hanno occupato il Paese. Nessun popolo può liberarsi da solo di un regime totalitario interno senza uno shock esterno schiacciante".

Non ditelo ai ProPal: per loro, i palestinesi non devono liberarsi da Hamas. Ma di Israele.   

 

 

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