Il futuro della panchina del AC Milan potrebbe presto parlare spagnolo. Dopo le ore convulse vissute dal club rossonero in seguito alla mancata qualificazione alla prossima Champions League, il nome che starebbe emergendo con maggiore forza per raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri sarebbe quello di Andoni Iraola.
La rivoluzione voluta dal presidente Gerry Cardinale ha travolto completamente l’assetto societario e tecnico del Milan. Unitamente agli esoneri di Allegri e Igli Tare, anche Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani sono stati accompagnati verso la via d'uscita di Milanello nell’ambito di una profonda riorganizzazione interna pensata per aprire un nuovo ciclo sportivo.
In questo contesto, il club rossonero starebbe valutando profili molto diversi rispetto al recente passato: allenatori giovani, innovativi e capaci di dare un’identità chiara e moderna alla squadra. Ed è proprio per questo che il nome di Iraola starebbe guadagnando sempre più quota.
L’allenatore basco, reduce dalle positive esperienze tra Liga e Premier League, viene infatti considerato uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama europeo grazie a un calcio aggressivo, verticale e ad altissima intensità.
Ma chi è davvero Andoni Iraola? Qual è stata la sua carriera e soprattutto come giocano le sue squadre?
Andoni Iraola Sagarna nasce il 22 giugno 1982 a Usurbil, nei Paesi Baschi, una terra calcisticamente molto identitaria e storicamente legata all’Athletic Club.
Da calciatore è stato per anni uno dei simboli del club basco, diventando un punto di riferimento nel ruolo di terzino destro grazie a intelligenza tattica, corsa e grande continuità di rendimento. Con la maglia dell’Athletic ha collezionato oltre 500 presenze ufficiali, disputando anche competizioni europee e finali importanti.
La sua formazione calcistica all’interno del mondo Athletic ha avuto un’enorme influenza anche sul suo modo di allenare. Intensità, pressing, organizzazione tattica e spirito collettivo sono infatti concetti che oggi caratterizzano fortemente le sue squadre.
Dopo aver chiuso la carriera negli Stati Uniti con il New York City, Iraola ha deciso di intraprendere subito la carriera da allenatore, mostrando fin dalle prime esperienze idee moderne e una forte personalità.
La prima vera occasione importante arriva sulla panchina del Mirandés. È qui che il tecnico basco inizia ad attirare l’attenzione del calcio europeo grazie a una storica cavalcata in Copa del Rey.
Con una rosa inferiore rispetto a molte avversarie, Iraola riesce infatti a portare il Mirandés fino alla semifinale della competizione, eliminando club ben più attrezzati e proponendo un calcio coraggioso e offensivo.
Le sue idee convincono così il Rayo Vallecano ad affidargli la panchina. Ed è proprio a Madrid che arriva la definitiva consacrazione.
Con il Rayo, Iraola conquista la promozione in Liga e successivamente trasforma una squadra costruita per salvarsi in una delle realtà più interessanti del campionato spagnolo. Il suo calcio aggressivo e spettacolare permette al club madrileno di mettere spesso in difficoltà anche le big della Liga, guadagnandosi l’apprezzamento di tifosi e addetti ai lavori.
Le ottime stagioni in Spagna attirano inevitabilmente l’attenzione della Premier League. Nel 2023 arriva così la chiamata del Bournemouth.
Anche in Inghilterra Iraola riesce rapidamente a imporre la propria identità tattica. Pur lavorando con una squadra non costruita per i vertici del campionato, il tecnico spagnolo dimostra ancora una volta grande capacità nel valorizzare i giocatori e nel dare organizzazione alla squadra.
Il calcio di Andoni Iraola è uno dei più moderni e intensi presenti oggi in Europa. Le sue squadre cercano continuamente di giocare in avanti, mantenere ritmi elevati e recuperare il pallone il più rapidamente possibile.
Il principio fondamentale del suo gioco è il pressing offensivo. Iraola vuole che la squadra aggredisca alta gli avversari, limitando il tempo disponibile per costruire l’azione.
Le principali caratteristiche tattiche delle sue squadre si riconducono a pressing ultra offensivo; linea difensiva molto alta; recupero immediato del pallone; verticalizzazioni rapide; attacco diretto della profondità; grande intensità atletica; continui movimenti senza palla.
Dal punto di vista tattico, il modulo preferito di Iraola è il 4-2-3-1, anche se spesso durante le partite il sistema si trasforma in un 4-3-3 molto fluido.
4−2−3−1 → 4−3−3
Gli esterni offensivi hanno un ruolo fondamentale, sia in fase di pressing sia nelle transizioni offensive. Anche i terzini partecipano continuamente alla costruzione del gioco, garantendo ampiezza e sovrapposizioni.
Uno degli aspetti più apprezzati di Iraola riguarda inoltre la capacità di migliorare i giovani giocatori. Le sue squadre sono organizzate ma allo stesso tempo molto dinamiche, caratteristica che permette ai talenti offensivi di esprimersi con libertà.
L’eventuale arrivo di Iraola rappresenterebbe una scelta molto diversa rispetto alla tradizione recente del Milan. Dopo una stagione deludente e senza Champions League, il club rossonero potrebbe infatti decidere di ripartire da un progetto più moderno e sostenibile.
Il profilo del tecnico basco piace perché unisce idee innovative, intensità e capacità di lavorare con rose giovani. Caratteristiche considerate fondamentali dalla proprietà di Gerry Cardinale.
Inoltre, diversi elementi presenti nella rosa rossonera sembrerebbero adattarsi perfettamente al calcio verticale e aggressivo di Iraola, soprattutto giocatori rapidi e tecnici negli spazi aperti.
Al momento non esistono conferme ufficiali, ma il nome dell’allenatore spagnolo continua a circolare con insistenza attorno all’ambiente Milan. E in una fase di profonda rivoluzione societaria e tecnica, la sua candidatura potrebbe diventare sempre più concreta nelle prossime settimane.