24 May, 2026 - 09:16

"Euphoria 3", non piace a nessuno ma tutti la guardano: cosa sta succedendo alla serie HBO

"Euphoria 3", non piace a nessuno ma tutti la guardano: cosa sta succedendo alla serie HBO

Euphoria 3 è un paradosso. Com’è possibile che una stagione così criticata negativamente sia allo stesso tempo tanto vista?
Proprio così: con i dati alla mano e l’attesissimo ritorno della serie su HBO Max, "Euphoria" è arrivata in streaming con un indice di gradimento bassissimo rispetto a com’era stata accolta in passato. 

Giunti al 24 maggio 2026, la stagione 3 ha un indice di gradimento del 40% su Rotten Tomatoes da parte della critica. Se osserviamo quello del pubblico, troviamo la stessa percentuale.

Il rating più basso della serie, questo, considerando l’80% della prima stagione e il 78% della seconda.
Il calo, così brusco e sentito da tutti online, è del 42%.

Ed è proprio qui che nasce il paradosso: gli ascolti. HBO ha dichiarato che il debutto di questa nuova stagione si è guadagnato ben 8,5 milioni di spettatori negli USA nei soli primi tre giorni e che c’è stato un aumento del 44% rispetto al lancio della stagione 2.

"Euphoria", attualmente, secondo quanto dichiarato da HBO, è la serie più seguita sulla piattaforma da quando è stato pubblicato il primo episodio. Com’è possibile?

Perché "Euphoria 3" non piace come le altre? I difetti della serie

La nuova stagione ha messo d’accordo pubblico e critica. Il New York Post definisce la stagione un disastro senza freni, in cui i personaggi si mettono in situazioni talmente assurde da essere state definite “un incontro in piena regola tra "Breaking Bad" e i "Looney Tunes"” e in molti gli hanno dato ragione, specie per questo "effetto pastrocchio": dove si vede molto del western, gangster, cinema grottesco lanciato a sorpresa qui dall'ispirazione di Sam Levinson, ma sicuramente poco del teen drama che abbiamo visto nelle scorse stagioni.

Quello che meno ha convinto della serie è stato, infatti, il cambio di rotta. Inserito sì per mostrare personaggi più grandi d’età, in ambientazioni più pericolose e conseguenti alla loro incoscienza liceale, ma che non trovano né verosimiglianza nella realtà né empatia sufficiente da parte di chi guarda.
Resta sì audace a livello visivo il prodotto, ma sicuramente, come scrive anche BBC Culture, ha veramente poco da comunicare e ha perso moltissimo dell’identità che l’aveva resa così iconica con l’uscita nel 2019.

Ci sono poi critiche a non finire per il ritmo narrativo, le cose che vengono annunciate, sperate, ma che poi non succedono, la coerenza spesso discutibile di alcuni personaggi, magari forzati per motivi off screen, magari non chiariti né oltre né sullo schermo, che lasciano spesso il pubblico a desiderare perplesso. Si cambia direzione, ma si punta più a scioccare che a raccontare: l’insistenza sul sesso, poi, sul sex work, la sessualizzazione di tutte (o quasi) le figure femminili della serie, hanno poi provocato un’indignazione che l’ha stroncata del tutto.

La figura femminile stroncata: indignazione sul web

A portare la bandiera delle critiche online, lo abbiamo visto più volte, è il personaggio di Cassie Howard, che fa di tutto per diventare una creator OnlyFans e attirare attenzione su di sé, seguita da Maddy che la assiste come manager e che, assetata di lavoro, si avvicina al mondo della prostituzione per seguire più ragazze.
Si passa poi a Jules che, disillusa dopo aver iniziato il percorso da studentessa d’arte, molla tutto per diventare una sugar baby, come se fosse la sua unica ambizione nella vita.

Tutte queste visioni, queste donne, capitanate in cast da una bravissima e intensa Zendaya, che però si ritrova con un personaggio sempre alla deriva e ai margini della legalità, a lungo andare stancano e indignano il pubblico (specie femminile), che ormai non fa altro che andare avanti per aspettare di criticare ferocemente la prossima puntata.

Perché è la più vista su HBO? Il paradosso di "Euphoria 3"

La parola chiave è curiosità. I dati di HBO che abbiamo citato all’inizio per il primo episodio di questa stagione ci ricordano che con la stagione 2 "Euphoria" si era già posizionata tra le serie più viste dell’emittente dall’era "Game of Thrones", con medie intorno ai 16 milioni a episodio; e che questo aumento del +44% al ritorno, dopo ben quattro anni, ci indica chiaramente che non è calato l’interesse, al contrario, si è rafforzato.

Il margine di attesa lungo ha fatto sì che anche nuovi utenti si interessassero agli attori che negli ultimi anni hanno sfornato film su film, tra Sydney Sweeney, Zendaya e Jacob Elordi, tanto da recuperare, magari, le stagioni precedenti o rimanere sintonizzati sull’ultima. 
Proprio il cast è il primo ad accendere il livello d’interesse, quindi. Allo stesso tempo, però, è anche l'arma a doppio taglio di questa produzione, dal momento che si percepisce, anche nella sceneggiatura, una grande difficoltà nel tenere insieme il gruppo sul set: alcuni di loro non si incontrano praticamente mai e questo rende la visione tesa, meno coinvolgente rispetto a com'era prima.

 

A rafforzare l’elemento curiosità, spezza il cuore solo dirlo, ci sono anche le domande su come avrebbero sistemato la trama dopo la morte di Angus Cloud nel 2023, che interpretava l’amatissimo Fezco.
In fila ai motivi, la presenza (che poi per molti si è rivelata deludente) di Hans Zimmer nella colonna sonora, con l’assenza a sorpresa di Labrinth, che era diventato per la storia della serie un’icona. 

Insomma, tanti cambiamenti vogliono dire tanti rischi, ma anche tanta curiosità e, di conseguenza, anche tanti ascolti.
E se di attenzione si parla, "Euphoria" non ha certo perso la capacità di attirarla attraverso scene di sesso, momenti forti, gli stessi che il pubblico ferocemente critica, ma che rimane a guardare nonostante tutto.

Il fenomeno dell’hate watching: ecco perché Euphoria è ancora tanto vista

Ma non è certo solo il cast in stato di grazia o la curiosità a spingere così tanto fino agli ultimi episodi della serie. Paradossalmente, il pubblico continua a guardare "Euphoria" perché si sente deluso, irritato, arrabbiato e prova un senso di piacere nel criticarla. Questo è diventato sul web, ormai, settimanalmente, un rito collettivo. La serie è spesso oggetto di analisi negative, sfoghi, discussioni e generazione continua di contenuti sui social, che aumentano ancora di più il raggio d’azione e provocano altre visualizzazioni.
Per quanto in molti la stiano trovando esagerata o senza senso, ormai vogliono arrivare alla fine.
La si potrebbe collegare anche, addirittura, alla famosa metafora dell’incidente stradale: non vuoi davvero vedere, non lo desideri perché lo ritieni bello o gratificante, ma quando lo incroci in autostrada rallenti e guardi lo stesso. "Euphoria" ormai viene percepita come qualcosa di disturbante da cui fai comunque fatica a distogliere lo sguardo.

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