23 May, 2026 - 10:30

Perchè si torna a parlare di patrimoniale e perchè ne sentiremo parlare ancora molto fino al 2027?

Perchè si torna a parlare di patrimoniale e perchè ne sentiremo parlare ancora molto fino al 2027?

Il tema della patrimoniale, la cosiddetta tassa sulle ricchezze, torna ciclicamente nel dibattito politico italiano e nei prossimi mesi è destinato a diventare uno degli argomenti chiave della campagna elettorale per le Politiche 2027.

Diversi segnali politici fanno pensare che il centrosinistra possa puntare anche sul tema della patrimoniale, come lasciano supporre le manovre di avvicinamento e le iniziative già in corso. 

L'idea di tassare i patrimoni più elevati per finanziare misure di sostegno alle fasce sociali più deboli è da sempre cara alla sinistra, che da mesi sta sondando il terreno per capire come proporre il tema in un contesto elettorale, nonostante le diverse sensibilità all'interno del cosiddetto campo largo. 

La patrimoniale, infatti, resta una misura fortemente divisiva, soprattutto nell'opinione pubblica: c'è chi la considera uno strumento di equità e solidarietà sociale e chi, invece, la ritiene una misura punitiva nei confronti dei contribuenti più abbienti. 

A riaccedere il confronto contribuiscono due proposte di legge di iniziativa popolare: una presentata dall'associazione "1% Equo" per la quale è già partita la raccolta firme sul sito del Ministero della Giustizia, e un'altra promossa dalla Cgil, che ha annunciato l'avvio della raccolta delle sottoscrizioni.

Quali sono, dunque, le ultime novità sul dibattito relativo alla patrimoniale e perché ne sentiremo parlare ancora nei prossimi mesi?

Patrimoniale, al via la raccolta firme per due proposte di legge popolari

La scorsa settimana l'associazione "1% Equo" ha depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare che propone di introdurre nella legislazione italiana un'imposta progressiva sui grandi patrimoni, avviando una raccolta firme online sul sito del Ministero della Giustizia – dove è possibile firmare telematicamente - che si concluderà il 15 novembre 2026. 

Affinché la nuova proposta di legge sulla patrimoniale possa essere depositata in Parlamento è necessario raggiungere un quorum di 50 mila firme.

Quando si parla di patrimoniale si indica una tassa annuale sulla ricchezza posseduta (non sul reddito) che, in questo caso specifico, si applicherebbe solo ai patrimoni netti superiori ai due milioni, escludendo la prima casa.
 
La legge di iniziativa popolare prevede aliquote progressive che vanno dall'1% al 3,5% da applicare solo sulla quota eccedente alla soglia dei due milioni.

Una tassa di questo tipo coinvolgerebbe solo l'1% della popolazione italiana e garantirebbe un introito per le casse dello Stato tra i 26 e i 7 miliardi annui, che secondo i promotori dell'iniziativa dovrebbero servire per finanziare la sanità, l'istruzione e il welfare sociale.

Un'iniziativa analoga è stata lanciata anche dalla Cgil. La scorsa settimana il segretario nazionale, Maurizio Landini, ha annunciato l'inizio della raccolta firme per due nuove proposte di legge, una delle quali riguarda la sanità pubblica e prevede l’introduzione di una tassa patrimoniale come fonte di finanziamento.

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Raccoglieremo firme per presentarle in parlamento e chiedere al governo di cambiare leggi e fare investimenti, non ci fermeremo finché non avremo portato a casa questi risultati,

ha dichiarato Landini.

La tassa sui patrimoni, come si è sviluppato il dibattito nell'ultimo anno?

La patrimoniale è da sempre uno dei temi più divisivi del dibattito pubblico italiano. Negli ultimi trent’anni, il tema di una più equa redistribuzione della ricchezza è stato al centro di numerose proposte di legge che, però, non sono mai arrivate a compimento.

Negli ultimi mesi il confronto è tornato ad accendersi, soprattutto nel centrosinistra dove il tema - seppur con sensibilità diverse – resta identitario: Pd e Avs sono più favorevoli a una tassa sui grandi patrimoni, mentre il M5s mantiene una posizione più prudente.

Alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein va il merito di aver rimesso il tema al centro dell'agenda del centrosinistra.

La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha rilanciato più volte il tema di una tassazione sui grandi patrimoni, sottolineando come l’obiettivo non debba essere il ceto medio ma i cosiddetti “super-ricchi”, preferibilmente nell’ambito di un coordinamento europeo o internazionale.

In una dichiarazione del febbraio 2025 ha affermato che “il tema non può essere un tabù” e che una tassazione dei grandi patrimoni potrebbe essere affrontata a livello europeo.


Più cauta la posizione del M5S per il quale una patrimoniale “non è all’ordine del giorno”. La sua linea, del partito sarebbe quella di escludere una patrimoniale secca nazionale, pur lasciando aperta una discussione su eventuali imposte sui grandi patrimoni in sede europea.

Avs è tra le forze politiche che hanno espresso con maggiore chiarezza una posizione favorevole alla patrimoniale. Angelo Bonelli ha detto che per Avs la patrimoniale è all’ordine del giorno perché la considera una misura di equità sociale, e ha annunciato che il tema sarà tra le priorità politiche dell’alleanza.

Anche Nicola Fratoianni e altri esponenti di Avs sono stati riportati come sostenitori di una tassa progressiva sui grandi patrimoni, con soglie e aliquote diverse.

Perchè la patrimoniale sarà uno dei temi della prossima campagna elettorale?

Dall'evoluzione del dibattito politico degli ultimi mesi, sembra che la patrimoniale sia destinata a diventare uno dei temi centrali della prossima campagna elettorale perché racchiude tre nodi politici decisivi: redistribuzione della ricchezza, finanziamento del welfare e identità del centrosinistra. 

Nel cosiddetto “campo largo” il tema è già entrato nel dibattito e difficilmente resterà fuori dal programma in vista delle Politiche del 2027.

In un contesto segnato da inflazione, salari stagnanti e aumento del costo della vita, la tassazione dei grandi patrimoni viene presentata da una parte della sinistra come uno strumento di equità sociale e redistribuzione, capace di intercettare il malcontento di un ceto medio sempre più impoverito.

Per il centrosinistra la patrimoniale rappresenta anche un terreno identitario utile a differenziarsi dal centrodestra su temi economici concreti. L’obiettivo politico del centrosinistra sembra essere quello di spostare il confronto su temi materiali come salari, sanità pubblica, costo della vita e welfare.

In questo quadro parlare di redistrubuzione delle ricchezze e di solidarità sociale può diventare un messaggio elettorale semplice e immediato.  

I critici della patrimoniale sostengono però che una tassa sui grandi patrimoni potrebbe favorire la fuga di capitali e scoraggiare investimenti e risparmio, in un Paese che già presenta una pressione fiscale elevata.

Alla luce delle divisioni interne è improbabile, tuttavia, che il centrosinistra proponga una patrimoniale tradizionale e generalizzata sulla prima casa o sul risparmio diffuso. L'insidia maggiore, che Pd e M5S cercano di evitare, è che passi il messaggio di una nuova tassa sul ceto medio.

Il dibattito probabilmente si concentrerà soprattutto su ipotesi come tasse sui super-ricchi a livello europeo, contributi sulle grandi eredità, imposte europee sui patrimoni ultra-milionari e tassazione degli extraprofitti e delle rendite finanziarie.

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