Giuseppe Sempio ha parlato di una "vigliaccata" quando, pochi giorni fa, intervistato da una giornalista del Tg1, ha rotto per la prima volta il silenzio sulle accuse contestate al figlio Andrea dopo la conclusione delle nuove indagini sul delitto di Garlasco.
La moglie, Daniela Ferrari, madre del 38enne, a Quarto Grado ha definito tutto una "grandissima bufala". Nel corso dell'intervista andata in onda ieri, 22 maggio 2026, su Rete 4, la donna ha ribadito anche la propria convinzione dell'estraneità del figlio rispetto all'omicidio di Chiara Poggi.
sono state le prime dichiarazioni di Ferrari alla giornalista Martina Maltagliati. Alla domanda se i cosiddetti "soliloqui" intercettati in auto possano essere interpretati come ammissioni di colpevolezza o confessioni, la donna ha risposto più volte: "No, no, no", tornando a difendere la versione di famiglia sulla mattina del 13 agosto 2007.
ha affermato. E ancora: "Se avessimo voluto creare un alibi per Andrea, perché dire che è andato a Vigevano? Nessuno lo ha visto uscire in macchina quella mattina [...], avremmo potuto dire tranquillamente che era a casa".
Ferrari, il marito Giuseppe e il figlio Andrea raccontano fin dall'inizio che quella mattina il ragazzo, 19 anni, si recò con l'auto di famiglia a Vigevano, per andare in libreria. Secondo gli accertamenti della Procura, il suo telefono non avrebbe però agganciato celle diverse da quelle che coprivano Garlasco. E lo scontrino di piazza Sant'Ambrogio presentato a supporto della sua ricostruzione potrebbe essergli stato procurato da altri.
ha detto ancora la madre a "Quarto Grado", descrivendo il figlio come "tranquillissimo", "una persona normalissima", diversa da quella che viene descritta negli atti.
ha proseguito Ferrari, dichiarando però di non aver paura. Infine, a domanda su Stasi ha risposto: "Da come vedo le cose adesso, io ti dico sinceramente, non posso dire: 'Sicuramente è colpevole'. Mi auguro che si arrivi finalmente a una verità definitiva".
Per i pm pavesi, che hanno coordinato le nuove indagini, dietro l'omicidio ci sarebbe proprio Sempio, a carico del quale sarebbero stati raccolti almeno 21 indizi. Da qui la richiesta alla Procura generale di Milano di valutare un'istanza di revisione processuale per Stasi.
Tra le prossime mosse, il deposito, da parte dei difensori di Sempio, di una memoria, a corredo di una serie di consulenze tecniche da contrapporre a quelle prodotte dalla Procura. Inclusa una consulenza medico-legale sulle cause e i tempi del decesso di Chiara.
Ma anche un'analisi antropometrica per confrontare le impronte del 38enne e verificare eventuali compatibilità con quelle attribuite all'assassino, come la famosa "impronta 33" repertata sul muro delle scale che conducono alla cantina di casa Poggi, dove fu trovato il corpo della 26enne.
Prevista inoltre una consulenza fonica sui soliloqui dell'indagato, finiti al centro del dibattito. "Le consulenze sono di parte e andranno valutate come tali", ha precisato sempre a Rete 4 l'avvocata Angela Taccia, che insieme al collega Liborio Cataliotti difende l'indagato.
Su una possibile richiesta di interrogatorio per Sempio, la legale ha invece dichiarato: "Non possiamo anticipare le mosse, è una fase in cui, più che mai, si vive alla giornata. Adesso dobbiamo fare di tutto per stare nel termine per le questioni tecniche, oggettive". Per il resto, bisognerà aspettare.