22 May, 2026 - 13:33

Nba Playoff: Brunson illumina il Garden, battuti i Cavs con una rimonta epica

In collaborazione con
Christian Mocerino
Nba Playoff: Brunson illumina il Garden, battuti i Cavs con una rimonta epica

Per i tifosi dei Knicks, 26 anni di attesa per rivivere le emozioni delle finali di Conference ne sono valsi la pena. Ancora una volta il Madison Square Garden è teatro di una notte destinata ad entrare nella storia dello sport. Gara inizialmente equilibrata, poi dominata dai Cavs fino al quarto periodo, guidati da Donovan Mitchell, autore di 29 punti. Nel finale emerge un immenso Jalen Brunson, decisivo nel duello con James Harden e trascinatore della rimonta dei Knicks all’overtime. New York Knicks 115 – 104 Cleveland Cavaliers (OT) Una rimonta che consegna alla franchigia una delle più grandi imprese della sua storia playoff.

Primo quarto regna l’equilibrio

L’approccio alla sfida delle due squadre è decisamente sotto ritmo. Da un lato i Cleveland Cavaliers, reduci da due gare 7 consecutive e quindi comprensibilmente affaticati, con meno di 48 ore di riposo. Dall’altro i Knicks, costretti a togliere un po’ di ruggine dopo 10 giorni senza partite. Un dato testimonia le basse percentuali al tiro di entrambe le squadre, in particolare da tre punti: 1/10 per i New York Knicks e 2/12 per i Cavs, dato sotto tono per una squadra che nei playoff supera abitualmente il 40% dall’arco. L’inizio leggermente migliore è di Donovan Mitchell, autore di 7 punti nel primo parziale. Per i Knicks, invece, a partire meglio è Jalen Brunson, protagonista di 10 punti e del leggero vantaggio di New York sul 23-16 alla prima sirena.

Il secondo quarto si apre con la squadra guidata da Mike Brown che prova ad alzare l’intensità, soprattutto difensiva, riuscendo a portarsi anche sul +11. In questa fase i Cavs appaiono però stanchi e poco lucidi, con un attacco meno fluido rispetto al solito. Nel finale di periodo, però, Cleveland ritrova improvvisamente efficacia dalla lunga distanza, guidata dal suo leader Donovan Mitchell.

“The Spider” segna due triple nel finale, tra cui una conclusa con un gioco da quattro punti, coinvolgendo anche il resto della squadra nel miglior momento offensivo dei Cavs. Le percentuali confermano il cambio di inerzia: Cleveland chiude il quarto con uno straordinario 6/9 da tre punti, mentre i Knicks continuano a faticare pesantemente dall’arco con un 2/19 dalla lunga distanza. Cleveland riesce così a ricucire lo svantaggio, chiudendo il primo tempo avanti 48-46. 

Crollo Knicks

I ragazzi guidati da Kenny Aktinson partono decisamente meglio all’uscita dell’intervallo. Al contrario ,i New York Knicks sembrano completamente sfiduciati. I cavs impongono il loro ritmo, cercano di mettere il piede sull’acceleratore: più energia a rimbalzo, maggiore presenza offensiva e più precisione dalla distanza. Guidati sempre da Donovan Mitchell, che sale in cattedra arrivando a 29 punti già all’inizio dell’ultimo quarto, Cleveland continua a essere pienamente in controllo. Per i Knicks l’unico che cerca di mantenere un minimo in piedi offensivamente i suoi è Jalen Brunson. Ma non viene supportato dal resto della squadra.

Il supporting cast fatica: Karl-Anthony Towns appare troppo spento in attacco e poco incisivo in difesa, mentre OG Anunoby è ancora condizionato dal minutaggio limitato dopo l’infortunio al polpaccio, così come Mikal Bridges e Josh Hart, quest’ultimo comunque tra i più produttivi con 13 punti. Anche la panchina non risponde: Miles McBride, protagonista nell’ultima gara contro Philadelphia con 25 punti, non riesce a ripetersi, così come Jordan Clarkson e Jose Alvarado che non incidono nel match A peggiorare la siccità offensiva dei Knicks, ci pensa la difesa dei Cavs, che ricorre spesso al “hack-a-player” su Mitchell Robinson, mandandolo ripetutamente in lunetta per sfruttarne le difficoltà ai tiri liberi.

Ricordiamo che Robinson è il peggior tiratore di tiri liberi nella storia dei playoff Nba con almeno 100 tiri liberi tentati, con il suo 39% (28 per lui stasera). Tutto ciò fa precipitare i Knicks sotto 93-71 a 7:52 dalla fine della partita. 

Finale al fotofinish, overtime e rimonta leggendaria

Nel finale il Madison Square Garden diventa una vera polveriera. New York trova il pareggio grazie ad una tripla di Landry Shamet, arrivata dopo uno dei primi veri raddoppi su Brunson. Shamet si rivela decisivo con tre triple pesantissime negli ultimi minuti. Gli ultimi possessi dei regolamentari sono lo specchio perfetto del quarto periodo. Prima è Harden a riuscire finalmente a battere Brunson in isolamento, risposta immediata del play dei Knicks nel possesso successivo. Cleveland ha poi l’occasione di vincere la partita con l’ultimo possesso: Harden, raddoppiato, serve un perfetto scarico dietro la schiena per Sam Merrill, che dall’arco prova la tripla della vittoria. Il pallone però entra ed esce dal ferro.

Si va così all’overtime. Il copione, però, non cambia. Il Garden continua a trascinare New York, che si affida ancora a un monumentale Jalen Brunson, ormai padrone assoluto della partita. “JB” gestisce ogni possesso con freddezza, attacca ancora Harden nei cambi difensivi e crea vantaggi continui per sé e per i compagni. L’atmosfera diventa elettrica. I Cavaliers non riescono più a reagire: l’attacco perde completamente lucidità, con Harden e Donovan Mitchell incapaci di ritrovare ritmo nei momenti decisivi. Alla sirena finale esplode il Madison Square Garden: i Knicks completano una rimonta leggendaria, vincendo 115-104 dopo l’ overtime e firmando una delle più grandi imprese playoff della storia della franchigia.

È vero, siamo soltanto a Gara 1. E soprattutto Cleveland ha già dimostrato in questi playoff di essere una squadra capace di crescere con il passare della serie. Ma questa partita, già entrata nella storia dei playoff NBA, potrebbe rappresentare il primo vero turning point della serie. Bisognerà capire se in Gara 2 vedremo un James Harden completamente diverso e se la difesa dei Cavs riuscirà finalmente a trovare contromisure allo strapotere offensivo di Jalen Brunson. Per scoprirlo, non resta che aspettare Gara 2.

A cura di Christian Mocerino

LEGGI ANCHE