24 May, 2026 - 07:00

Garlasco, Marco Gregoretti dopo la conclusione delle indagini su Sempio: "Ci saranno altri indagati"

Garlasco, Marco Gregoretti dopo la conclusione delle indagini su Sempio: "Ci saranno altri indagati"

Si continua a parlare dell'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. L'avviso di conclusione delle indagini notificato ad Andrea Sempio - unico indagato della nuova inchiesta della Procura di Pavia - e l'invio degli atti alla Procura generale di Milano per la valutazione della richiesta di una revisione del processo ad Alberto Stasi rappresentano uno snodo cruciale. Ecco il commento del giornalista d'inchiesta Marco Gregoretti a Tag24. 

Andrea Sempio e le nuove accuse, il commento di Gregoretti

"Ho letto le famose 310 pagine della relazione finale dei carabinieri di via Moscova; ci sono tante cose, certo, tanti indizi, ma dal mio punto di vista non bastano, non ho ancora visto la pistola fumante", dichiara Gregoretti, facendo riferimento agli elementi raccolti nei confronti di Andrea Sempio, che, secondo la Procura, invece, lo incastrerebbero. 

Tra di essi, "messaggi, appunti, intercettazioni, soliloqui". Secondo il giornalista, "occorre prudenza". "Se si va in profondità - le sue parole - potrebbero scoprirsi altri scenari, di cui io penso la Procura di Pavia sia a conoscenza. La mia impressione è che Sempio (sempre proclamatosi innocente, ndr) abbia paura e che per questo abbia deciso finora di non parlare", afferma. 

Gregoretti è convinto, insomma, che ci sia dell'altro; che tante cose non siano ancora uscite fuori. "Ci saranno a mio avviso altri indagati", prosegue, aggiungendo che da quello che è emerso finora "si possono immaginare altri personaggi, altri eventuali colpevoli, complici. Si possono immaginare tante cose". 

Lo scarto tra le vecchie e le nuove indagini e le responsabilità

Punto fermo sembra essere la rivisitazione critica, da parte dei pm, dell'inchiesta che portò alla condanna di Stasi. Alla domanda "Se ci sono stati errori, ci sarà l'accertamento di responsabilità?" Gregoretti risponde di sì, ricordando che già il colonnello Gennaro Cassese, nel 2007 a capo dei carabinieri di Vigevano, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per "false informazioni ai pm", in merito all'audizione di Sempio nel 2008 e alle successive dichiarazioni rese agli inquirenti.

Al tempo stesso, il giornalista invita "a fare attenzione a non creare dei mostri", soffermandosi sulle polemiche che negli ultimi mesi hanno coinvolto - per esempio - il generale Luciano Garofano, che guidava il Ris. "Non bisogna criminalizzare, in generale", dichiara. Del resto, ciò avvenne per lo stesso Stasi, condannato a 16 anni e per cui ora si valuta la revisione. Gregoretti parla nell'intervista anche dell'inchiesta per presunta corruzione in atti giudiziari aperta a Brescia (e ormai prossima alla conclusione).

L'intervista completa al giornalista d'inchiesta Marco Gregoretti sul canale Youtube di Tag24.

"C'è un mercato delle notizie": mediaticità del caso ed esposti

Riflette poi sul clima mediatico che circonda il caso. Clima che ha portato alla presentazione di una serie di querele, denunce, esposti, compreso quello di Stefania Cappa, cugina della vittima, nei confronti dell'avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, il giornalista de "Le Iene" Alessandro De Giuseppe e l'ex maresciallo Francesco Marchetto, con l'ipotesi di reato (già rigettata dagli interessati) di istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione. 

Il giornalista commenta infine la notizia secondo cui sarebbero state aperte indagini su una persona che, fingendosi una fonte interna alla Procura, avrebbe in questi mesi diffuso una serie di "polpette avvelenate" tra gli "addetti ai lavori". Gregoretti parla di "mercato delle notizie". "Se è vero, perché lo fanno? C'è una regia?", si chiede. "Per Garlasco si è sviluppata un'ossessione, ma è un'ossessione che ha una ragione d'essere. Al di là della cronaca c'è molto", conclude. 

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