20 May, 2026 - 17:39

Renzi su Modena ha fatto la domanda che tutti avremmo voluto fare: ecco quale 

Renzi su Modena ha fatto la domanda che tutti avremmo voluto fare: ecco quale 

Se c’è una cosa che tutti, o quasi, abbiamo pensato davanti alle immagini dell’auto lanciata a tutta velocità sulla folla a Modena è che l’incubo attentati sembrava essere arrivato anche in Italia.

Subito dopo, però, le autorità hanno chiarito che le indagini per ora tendono a escludere una matrice terroristica. Le indagini sono tutt'ora in corso per chiarire le ragioni alla base della tragedia.

Rimane comunque la domanda che ha attraversato l’opinione pubblica: come è stato possibile, visto che fino a oggi casi del genere non si erano verificati in Italia?

È proprio questo il punto sollevato da Matteo Renzi ieri sera durante il suo intervento a “Porta a Porta”, su RaiUno.

Il leader di Italia Viva non ha parlato di attentato, ma ha chiesto chiarimenti sulle eventuali falle nei sistemi di prevenzione e controllo: “Chi se l’è perso?”, ha chiesto riferendosi Salim El Koudri, il 31enne, fermato con l’accusa di strage.

Renzi ha rivolto le sue domande direttamente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo maggiore trasparenza sui protocolli di monitoraggio, sulla collaborazione con le piattaforme social e sui meccanismi di segnalazione che, fino a oggi, avrebbero contribuito a evitare episodi di questo tipo nel nostro Paese.

Modena, la domanda di Renzi a Piantedosi: “Chi se l’è perso?”

La domanda che Matteo Renzi ha posto è: chi si è perso il 31enne? Dove si è verificata la falla che ha innescato la tragica catena di eventi culminata con la tragedia di Modena? Cosa non ha funzionato nei protocolli?

"A me c'è qualcosa che non torna", ha detto il leader di Italia che ha chiamato in causa direttamente il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi a cui ha presentato anche un’interrogazione in Parlamento.

Renzi ha spiegato che negli anni del suo governo esisteva un protocollo di collaborazione con le piattaforme social che segnalavano al governo eventuali post sensibili, con minacce o linguaggi simili a quelli utilizzati dal 31enne in alcune mail inviate alla sua università.

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“Io chiedo a Piantedosi: avevano segnalato qualcosa? Chi se l’è perso questo qui? Perché qualcuno se l'è perso, che siano i servizi sociali, che siano i servizi di intelligence, che siano i servizi di informazione tecnici dei social, secondo me è ai cittadini va detta la verità, non vanno presi per il naso.”

Ha detto il senatore di Italia Viva che ha sottolineato l’anomalia dell’Italia che negli anni del terrorismo internazionale non ha mai subito attentati grazie anche a protocolli efficaci. 

Protocolli che questa volta – secondo Renzi – non sarebbero riusciti a fermare il giovane marocchino, che secondo gli inquirenti non avrebbe agito spinto da motivi di odio religioso e si starebbero concentrando sulla pista del disagio personale.

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“Io voglio capire che è successo perché penso che l'Italia sia stata molto fortunata, ma anche molto brava, a non avere mai avuto casi di questo genere, siamo stati gli unici negli anni terribili del terrorismo internazionale a non averli, perché avevamo dei protocolli che funzionavano.”

E infine chiede a Piantedosi: "Ministro, tutto a posto, non è che qualcuno se le perso?"

Il senatore di Iv attacca il governo dove fa più male: cosa ha detto?

Il leader di Italia Viva nel solco della linea condivisa da tutto il centrosinistra non ci sta a consentire al governo di liquidare la faccenda come il gesto di una persona con problemi psicologici.

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Per me l’importante è essere onesti con gli italiani, se c’è stato un caso di terrorismo va detto e va definito come tale. In ogni caso quello che deve essere certo è che è vero che c'è un problema di sanità mentale. Tantissimi ragazzini hanno bisogno, sono chiusi in camera, hanno delle difficoltà, tantissime persone hanno dei problemi relazionali, ma non è che da questa storia si esce con il bonus psicologo. Vorrei che dal ministro Piantedosi in giù la catena di comando fosse trasparente”, 

dice Renzi, che non risparmia neanche il vicepremier Matteo Salvini:

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Quando Salvini la butta sul passaporto si qualifica per quello che è. C'è un problema sulla sicurezza. Hanno costruito i centri in Albania per i migranti, ma là ci sono 500 agenti che non servono a una mazza, io ne ho bisogno in Italia”.

Renzi, quindi, colpisce il governo dove il fa più male: il tema della sicurezza, la promessa elettorale che ha portato il centrodestra a Palazzo Chigi. 

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“Io ho l’impressione che in questo Paese ci sia un po' meno sicurezza di quello che immaginavamo che ci fosse.”

 

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