21 May, 2026 - 09:00

Oscar 2027 l'Academy cambia le regole: cosa succede e cosa aspettarci dalle prossime candidature

Oscar 2027 l'Academy cambia le regole: cosa succede e cosa aspettarci dalle prossime candidature

La corsa agli Oscar del 2027 si annuncia come una delle più rivoluzionarie degli ultimi decenni. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha approvato un ampio pacchetto di modifiche al regolamento della 99ª edizione della notte più importante per il cinema, con novità destinate a cambiare profondamente il modo in cui verranno selezionati candidati e vincitori.

Le nuove regole toccano alcuni dei temi più caldi dell’industria cinematografica contemporanea: l’uso dell’intelligenza artificiale, la tutela della creatività umana, le categorie di recitazione e l’accesso dei film internazionali alla competizione. Si tratta di una riforma che non solo aggiorna i criteri di ammissione, ma ridefinisce il concetto stesso di autorialità e merito artistico.

Dal 2027, gli attori potranno ottenere più nomination nella stessa categoria, gli sceneggiatori dovranno dimostrare che i loro testi sono stati scritti da esseri umani e i film stranieri non saranno più legati esclusivamente alla selezione ufficiale del proprio Paese. Un cambiamento epocale che promette di rendere la competizione ancora più aperta, imprevedibile e globale.

Oscar 2027: più nomination per lo stesso attore

Se da un lato l'Academy ha finalmente chiarito la sua posizione sulla questione IA, dall'altra le nuove regole hanno aperto le porte a una vera e propria rivoluzione.

La novità più clamorosa, infatti, riguarda gli interpreti. Per la prima volta nella storia moderna degli Oscar, un attore o un’attrice potrà essere candidato due volte nella stessa categoria, a condizione che entrambe le performance rientrino tra le cinque più votate.

Fino a oggi, se un interprete otteneva abbastanza voti per due ruoli nella stessa categoria, solo la performance con il punteggio più alto veniva mantenuta, mentre l’altra veniva automaticamente esclusa. Questo sistema spesso spingeva gli studios a strategie di "category fraud", promuovendo una delle due interpretazioni come non protagonista per evitare la dispersione dei voti.

Il caso simbolo resta quello di Kate Winslet nel 2008. L’attrice fece campagna come protagonista per "Revolutionary Road" e come non protagonista per "The Reader", ma alla fine quest’ultimo venne riclassificato come ruolo principale, portandola alla vittoria dell’Oscar come migliore attrice.

Con il nuovo regolamento, situazioni simili non richiederanno più manovre tattiche. Attori con due performance forti nello stesso anno, come Paul Mescal, Sebastian Stan o in passato Leonardo DiCaprio e Jessica Chastain, potranno ambire a una doppia candidatura senza compromessi.

L’Academy ha inoltre stabilito che, nelle categorie attoriali, saranno eleggibili soltanto ruoli accreditati nei titoli di coda e interpretati in modo dimostrabile da esseri umani con il loro consenso esplicito. In altre parole: no attoria IA, no interpretazioni costruite al computer.

Stop all’intelligenza artificiale nelle categorie creative

L’altra grande svolta riguarda il rapporto tra cinema e intelligenza artificiale generativa. L’Academy ha deciso di rafforzare il principio secondo cui le categorie artistiche devono premiare il contributo umano.

Nelle categorie di sceneggiatura, il regolamento stabilisce ora in modo esplicito che i testi devono essere scritti da esseri umani. Questo significa che un copione generato interamente o in larga parte da strumenti di IA non potrà concorrere per il premio.

Anche nelle categorie recitative sono stati introdotti paletti rigorosi: l’uso di avatar digitali, repliche vocali o ricostruzioni artificiali delle sembianze degli attori sarà sottoposto a verifiche approfondite. La decisione arriva in un momento di forte dibattito a Hollywood, dove la tutela dell’identità e del lavoro creativo è diventata centrale dopo gli scioperi di Writers Guild of America e SAG-AFTRA.

L’Academy si riserva il diritto di richiedere documentazione aggiuntiva sull’impiego dell’IA in qualsiasi film presentato. Il messaggio è chiaro: la tecnologia può essere uno strumento di supporto, ma non può sostituire l’autorialità umana nel percorso verso la statuetta.

Film internazionali più liberi: addio al monopolio dei Paesi

La categoria per il miglior film internazionale è quella che potrebbe beneficiare maggiormente delle nuove regole. Da ora in avanti, più opere provenienti dallo stesso Paese potranno qualificarsi per una nomination, anche se non selezionate ufficialmente dal comitato nazionale.

Per accedere direttamente alla corsa agli Oscar, un film non in lingua inglese dovrà vincere uno dei principali premi in sei festival di riferimento: Berlin International Film Festival, Busan International Film Festival, Cannes Film Festival, Sundance Film Festival, Toronto International Film Festival e Venice International Film Festival.

La norma è già stata soprannominata "regola Anatomy of a Fall", in riferimento al caso del film di Justine Triet, escluso dalla selezione ufficiale francese nonostante la vittoria della Palma d’Oro e poi capace di ottenere cinque nomination agli Oscar.

Il cambiamento offre una tutela importante anche ai registi che lavorano in contesti politici complessi, come Jafar Panahi, permettendo ai loro film di emergere sul palcoscenico internazionale indipendentemente dalle decisioni governative.

A partire dal 2027, inoltre, la candidatura sarà attribuita formalmente al film stesso e non al Paese che lo presenta. La statuetta verrà ritirata dal regista a nome dell’intero team creativo, sottolineando ulteriormente la centralità dell’opera e dei suoi autori.

Le nuove regole confermano la volontà dell’Academy di adattarsi a un’industria in rapido cambiamento, senza rinunciare ai principi fondamentali del cinema come espressione umana e universale. Con la cerimonia in programma il 14 marzo 2027 al Dolby Theatre di Hollywood, la 99ª edizione degli Oscar promette già di entrare nella storia.

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