La decisione del Pentagono di ridurre il numero delle brigate da combattimento statunitensi presenti in Europa riporta la presenza militare americana ai livelli precedenti alla guerra tra Russia e Ucraina. La misura si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo degli Stati Uniti nella sicurezza europea e sulle pressioni esercitate da Washington affinché gli alleati NATO assumano maggiori responsabilità nella difesa del continente.
Il Pentagono ha annunciato, il 19 maggio 2026, la riduzione delle brigate da combattimento statunitensi di stanza in Europa da quattro a tre. Con questa decisione, Washington riporta il numero delle brigate di truppe in Europa ai livelli del 2021.
Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025 per un secondo mandato, è al centro del dibattito un eventuale disimpegno dell’amministrazione americana dall'Europa. Washington ha esercitato pressioni affinché gli alleati del vecchio continente si assumano maggiori responsabilità per la propria difesa.
La diminuzione delle brigate da combattimento rappresenta il risultato di settimane di attesa e speculazioni riguardo a una possibile riduzione della presenza militare degli Stati Uniti in Europa.
Il portavoce principale del Pentagono, Sean Parnell, ha annunciato che “tale decisione è il risultato di un processo completo e articolato, incentrato sulla postura delle forze statunitensi in Europa”.
La decisione comporterà un “ritardo temporaneo” nell’invio di ulteriori forze statunitensi in Polonia, definita da Parnell come “un alleato modello degli Stati Uniti”.
“La Polonia ha dimostrato sia la capacità che la determinazione di difendersi. Gli altri alleati della NATO dovrebbero seguire il suo esempio”, si legge nella dichiarazione di Parnell.
STATEMENT:
— Sean Parnell (@SeanParnellASW) May 19, 2026
The Department of War has reduced the total number of Brigade Combat Teams (BCTs) assigned to Europe from four to three. This returns us to the levels of BCTs in Europe in 2021. This decision was the result of a comprehensive, multilayered process focused on U.S.…
L’annuncio era stato preceduto, sempre il 19 maggio, dalle dichiarazioni del vicepresidente deli Stati Uniti, JD Vance. Secondo Vance, il previsto dispiegamento di 4mila soldati americani in Polonia sarebbe stato rinviato e non cancellato.
La revisione rientrerebbe nella linea politica “America First” di Trump. Secondo questa dottrina, l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump avrebbe scelto di spingere l’Unione Europea e gli alleati europei verso una maggiore autonomia strategica e una maggiore capacità di difesa. In questo contesto, “una NATO più europea” emergerebbe come una necessità, nonostante i numerosi aspetti che dovrebbero ancora essere definiti per un ruolo più incisivo all’interno dell’Alleanza.
Il ritorno del numero di soldati statunitensi di stanza in Europa ai livelli del 2021 ha aperto una nuova discussione sulla sicurezza e sulla deterrenza. Washington aveva inviato ulteriori truppe nel vecchio continente dopo l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina nel febbraio 2022.
Il comandante supremo della NATO, generale Alexus Grynkewich, ha dichiarato il 19 maggio, durante una conferenza stampa a Bruxelles, che non sono previsti ulteriori piani nel breve termine per ridurre il numero di truppe in Europa. Trump aveva precedentemente annunciato che gli Stati Uniti avrebbero ritirato almeno 5mila soldati dalla Germania. La linea dell’amministrazione Trump rifletterebbe una trasformazione nella strategia statunitense.
Tuttavia, ulteriori ritiri potrebbero essere effettuati in futuro, man mano che i paesi alleati rafforzeranno le proprie capacità.
“Con il rafforzamento del pilastro europeo dell’alleanza, gli Stati Uniti potranno ridurre la propria presenza in Europa e limitarsi a fornire solo quelle capacità critiche che gli alleati non sono ancora in grado di offrire”, ha affermato Grynkewich.
Attualmente sono dispiegati circa 80mila soldati statunitensi in diversi paesi europei.
La riduzione delle brigate statunitensi in Europa e il dibattito sul possibile ridimensionamento della presenza militare americana segnano un passaggio rilevante nell’equilibrio della sicurezza transatlantica. Mentre Washington rivede la propria postura strategica, il tema della difesa europea e della ripartizione delle responsabilità all’interno della NATO resta centrale.