20 May, 2026 - 12:02

Jannik Sinner vince gli Internazionali d’Italia a 50 anni dall’ultimo successo italiano di Adriano Panatta

In collaborazione con
Christian Mocerino
Jannik Sinner vince gli Internazionali d’Italia a 50 anni dall’ultimo successo italiano di Adriano Panatta

Il trionfo di Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia rappresenta uno dei momenti più significativi del tennis italiano contemporaneo. Il numero uno del mondo conquista il titolo a Roma battendo Casper Ruud in finale, scrivendo una nuova pagina di storia del torneo e riportando il trofeo in Italia a cinquant’anni dall’ultimo successo di Adriano Panatta.

Attraverso una prestazione solida e in crescita nei momenti decisivi, Sinner conferma il proprio status dominante nel circuito ATP e completa anche il Career Golden Masters, entrando in un’élite riservata a pochissimi giocatori nella storia del tennis.

Jannik Sinner e la consacrazione al foro italico                                            

Si respirava aria di storia al Foro Italico. Sugli spalti, ad assistere a una finale dal sapore speciale, c’erano una leggenda del tennis italiano come Adriano Panatta e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E la storia, alla fine, l’ha davvero scritta Jannik Sinner: il numero uno azzurro ha conquistato gli Internazionali d’Italia, riportando il titolo a un italiano cinquant’anni dopo il trionfo di Panatta e completando anche il prestigioso Career Golden Masters.

Partenza in salita: Ruud sorprende Sinner                                                                                                       

L’inizio della finale è diverso rispetto ai precedenti match. L’altoatesino parte comprensibilmente teso, considerando la posta in palio. Dall’altra parte Casper Ruud approccia la sfida in maniera aggressiva e cerca di cambiare qualcosa memore dei precedenti che lo vedevano perdente sempre in 2 set.

Il norvegese varia molto di più con lo slice di rovescio, palle corte e discese a rete, venendo premiato con il break iniziale che lo porta sul 2-0, grazie a un Sinner decisamente più falloso e una percentuale di prima profondamente sottotono.

 Reazione immediata

Ruud, però non approfitta fino in fondo di questo inizio a rilento dell’azzurro e dà subito l’opportunità del controbreak con un paio di errori di dritto. Il n. 1 del mondo non se lo fa ripetere due volte, entra con uno splendido lungolinea di rovescio riprendendosi subito il break di svantaggio e facendo entrare in partita anche il pubblico del Foro.

Da questo momento la partita rimane in equilibrio, con Jannik che incomincia gradualmente a ritrovare i propri colpi, eccezion fatta per la prima di servizio che rimane decisamente sotto il 50 %. Il nativo di Oslo cerca ulteriormente di estremizzare il suo gioco, accelerando ogni volta che ne ha l’occasione sia con il dritto, sia, soprattutto con il rovescio lungolinea: un colpo non naturale per lui, ma che durante il torneo si è rivelato particolarmente efficace.

La sensazione, però, è che qualcosa stia cambiando. L’azzurro, pur non essendo del tutto preciso da fondo campo, riesce a entrare e dominare lo scambio sempre con maggior frequenza.

Il sorpasso decisivo

 Il sorpasso che tutti si aspettano arriva sul 4-4 dove questa volta è il n.1 del mondo a variare il proprio gioco; due splendide palle corte portano Sinner sul 15-40. Il norvegese annulla la prima palla break, ma sulla seconda — e sulla terza smorzata del game — il recupero di rovescio di Ruud termina lungo, permettendo al tennista di San Candido di andare a servire per il primo set.

Nel game successivo Sinner ritrova il servizio proprio nel momento più importante e, con quattro prime consecutive, conquista il primo parziale col punteggio di 6-4, facendo esplodere il Centrale del Foro Italico.

Uno due devastante

Proprio come un pugile che vede l’avversario in difficoltà, Sinner piazza il colpo che mette al tappeto Ruud.

Il norvegese ancora frastornato dalla perdita del primo parziale, comincia a sbandare sempre di più, in particolare di rovescio, e proprio con 3 errori da quel lato concede immediatamente una palla break. Il n.1 del mondo proprio come accaduto in apertura di match, lo fulmina ancora una volta con uno splendido lungolinea di rovescio ottenendo subito il break in apertura di secondo set.

Si arriva così alla fase decisiva del match dove il norvegese ha l’ultima opportunità per provare a ritornare in partita. Sul 4-3 e servizio in favore dell’azzurro, fino a quel momento aveva concesso le briciole in risposta, solo 4 punti e sembrava procedere senza particolari difficoltà, con l’altoatesino sempre in comando.

Ruud prova a forzare qualcosa in più, ma senza riuscire realmente a impensierire il numero uno del mondo; anzi, è proprio il norvegese a rischiare più volte di andare sotto di un doppio break.

Il successo riporta il trofeo a un italiano per la prima volta dal trionfo storico di Adriano Panatta nel 1976 contro Guillermo Vilas. Ma non solo: grazie a questa vittoria, Sinner diventa l’unico giocatore insieme a Novak Djokovic a completare il Career Golden Masters, vincendo almeno una volta tutti e nove i Masters 1000 del circuito.

A rendere il momento ancora più simbolico è la presenza di Adriano Panatta, che consegna il trofeo al nuovo re di Roma e che sarà anche colui che porterà in campo la Coppa dei Moschettieri al Roland Garros. Un passaggio ideale di consegne tra passato e presente del tennis italiano, con la prospettiva che Sinner possa presto completare la doppietta realizzata da Panatta nel 1976, conquistando anche l’unico Slam che ancora manca alla sua già straordinaria collezione.

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