20 May, 2026 - 10:00

Omicidio Sako Bakari a Taranto, cos'è emerso dall'autopsia: accertamenti sui tempi dei soccorsi

Omicidio Sako Bakari a Taranto, cos'è emerso dall'autopsia: accertamenti sui tempi dei soccorsi

Tre ferite da taglio e un violento pugno al volto: sono le prime evidenze emerse dall'autopsia sul corpo di Sako Bakari, il migrante 35enne ucciso da una baby gang nella città vecchia di Taranto nelle prime ore del mattino del 9 maggio 2026.

L'esame autoptico si è svolto ieri, 19 maggio, nell'ospedale Santissima Annunziata, disposto dalla procuratrice facente funzioni del Tribunale per i minorenni Daniela Putignano e dalla pm del Tribunale ordinario Paola Francesca Ranieri. Il medico legale Roberto Vaglio depositerà tra 60 giorni la relazione.

Omicidio Sako Bakari, i primi risultati dell'autopsia

Dall'autopsia sul corpo di Sako Bakari sono emerse tre ferite da taglio non sanguinanti: due nella parte toracica centrale e una nella regione addominale destra, compatibili con lesioni penetranti profonde, che hanno gravemente compromesso il quadro interno.

Inoltre il 35enne originario del Mali è stato colpito con un pungo al volto, che gli ha rotto un dente e gli ha causato lesioni al labbro superiore. La chiamata al 118 è stata effettuata alle 5:34, quando l'uomo era ormai già privo di vita. Il decesso, dopo le manovre di rianimazione purtroppo inutili, è stato dichiarato alle 7:07.

Il medico legale Vaglio dovrà inoltre valutare, come richiesto, se una richiesta di soccorso più tempestiva avrebbe potuto evitare la morte di Sako Bakari, in base alle lesioni provocate e ai tempi di intervento. 

Gli accertamenti tecnici su dispositivi e filmati

Il migrante sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani, quattro minorenni e due maggiorenni: il 20enne Fabio Sale e il 22enne Cosimo Colucci. Sono accusati in concorso di omicidio volontario aggravato. Anche il titolare del bar in cui l'uomo aveva cercato rifugio, ma da cui è stato mandato via senza allertare il 112, è indagato con l'ipotesi di reato di favoreggiamento personale nei confronti di Colucci. 

Il fermo dei minorenni non è stato convalidato, ma il gip ha disposto la misura cautelare in un istituto di detenzione. Il giudice ha inoltre escluso l'aggravante dei futili motivi.

Il presunto autore materiale del delitto ha compiuto 16 anni proprio ieri. Ha raccontato di essere intervenuto per "difendere i suoi amici". Intanto proseguono le indagini. Una perizia tecnica è stata assegnata al consulente Silverio Greco, che dovrà svolgere l'analisi forense dei dispositivi sequestrati, inclusi i cellulari degli indagati e della vittima. Sotto la lente anche i sistemi di videosorveglianza, compreso quello all'interno del bar di piazza Fontana.

Gli insulti alla vittima

Dall'ordinanza del gip di Taranto sono emersi anche gli insulti alla vittima. "Ehi, ehi, quello la finta sta facendo. Si sta riprendendo quel mongoloide" avrebbe detto il 22enne agli altri componenti della gang che aveva appena aggredito Bakari. Non si erano resi conto che in realtà l'uomo era agonizzante.

Sempre secondo l'ordinanza, come riporta Il Corriere della Sera, alcune persone avrebbero assistito al pestaggio, senza però fare nulla.

Lo scorso 18 maggio, il consiglio comunale della città ha commemorato il bracciante ucciso, arrivato in Italia alla ricerca di un futuro migliore per sé e per la sua famiglia: "Noi Bakari Sako - Taranto dice No alla violenza".

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