19 May, 2026 - 13:45

Caso Pamela Genini, cosa succede? Nuove ricerche della testa trafugata nei campi della Bergamasca

Caso Pamela Genini, cosa succede? Nuove ricerche della testa trafugata nei campi della Bergamasca

Potrebbero essere vicine a una svolta le indagini per vilipendio di cadavere e furto legate alla scomparsa della testa di Pamela Genini, trafugata dopo la profanazione della tomba della 29enne, uccisa dall’ex compagno Gianluca Soncin nell’ottobre 2025. Nella mattinata di oggi, 19 maggio 2026, gli investigatori hanno avviato nuove ricerche in un’area rurale della provincia di Bergamo, anticipando in una nota che, per via della loro complessità, “dureranno più giornate”.

Le ricerche della testa nei campi della Bergamasca

Le operazioni sono scattate su disposizione della Procura di Bergamo e interesseranno, come si legge in una nota dei carabinieri del comando pronviciale, che vi prendono parte, "alcune aree rurali preventivamente individuate sulla base delle risultanze investigative sinora acquisite".

Spiegano ancora gli investigatori che si preventivano "particolarmente complesse" sia per "estensione territoriale che caratteristiche dei luoghi da ispezionare". È stato per questo chiesto l'intervento di un'unità cinofila specilizzata nella ricerca di resti umani, proveniente da Firenze. 

L'indagine per vilipendio e furto su Francesco Dolci

Per la vicenda risulta iscritto nel registro degli indagati Francesco Dolci, amico della vittima (nonché, a suo dire, ex fidanzato). L'uomo, già interrogato più volte dagli investigatori, assistito dal proprio legale ha sempre dichiarato di essere estraneo ai fatti, presentando una memoria in cui elencherebbe i nomi di persone che gravitavano intorno a Pamela, spiegando che era finita in un "losco giro d'affari".

Secondo chi indaga, però, la sagoma ripresa dalle telecamere di videosorveglianza installate fuori dal cimitero di Strozza, dove la tomba di Pamela è stata profanata pochi giorni dopo il funerale, sarebbe compatibile all'80-90% con la figura dell'uomo. Da qui le ricerche estese anche ad alcuni terreni di sua proprietà a Sant'Omobono Terme.

virgolette
Passano i giorni e i mesi, ma i risultati non ci sono. L'unica persona indagata, che potrebbe sapere e dire qualcosa, purtroppo non vuole aiutarci. Diceva di amare Pamela, ma ora sta cercando solo di depistare le indagini. Non ce la racconta giusta,


ha dichiarato qualche giorno fa ai microfoni della trasmissione Rai La Vita in Diretta la madre della 29enne, auspicando risposte. 

In alto il servizio completo de "La Vita in Diretta" - 15 maggio 2026. 

Pamela Genini, la tomba profanata e il femminicidio 

La scoperta del furto è avvenuta lo scorso marzo, quando l'operaio di un'impresa funebre intervenuto per la traslazione della salma - richiesta per la creazione di una tomba di famiglia - si è accorto che il cofano di legno del feretro non era perfettamente allineato ed era stato chiuso con del silicone.

Le indagini sono partite subito, ma la testa rubata non è stata mai ritrovata. Neanche nella casa di Dolci, perquisita a lungo insieme a quella dei genitori la sera del 6 maggio. Un dramma che si è aggiunto a quello della morte della 29enne per mano dell'ex compagno, avvenuta il 14 ottobre dell'anno scorso nell'abitazione in cui la giovane viveva a Milano.

Secondo le ricostruzioni, Gianluca Soncin si sarebbe intrufolato in casa sua dopo essersi procurato una copia delle chiavi d'ingresso, per cogliere di sorpresa Pamela e accoltellarla. Parte dell'aggressione è avvenuta sotto gli occhi attoniti dei vicini, che hanno dato l'allarme.

L'uomo, 52 anni, è al momento detenuto nel carcere di San Vittore. Per lui i pm hanno chiesto e ottenuto dal gip il giudizio immediato, che consente di saltare la fase dell'udienza preliminare (senza finalità premiali per l'imputato) e accelerare il dibattimento.

Il processo inizierà il 4 giugno. Quattro le aggravanti che gli vengono contestate: oltre alla premeditazione, anche i futili motivi, la crudeltà e la relazione affettiva terminata con la vittima. Escluso, invece, lo stalking, che era stato ipotizzato nell'ordinanza di custodia emessa dopo il fermo. Rischia, comunque, l'ergastolo. 

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