Sono stati l'essenza del calcio mondiale per stagioni e stagioni. Tre modi differenti di intendere il gioco, ognuno unico e inimitabile nella sua grandezza. E ora, con i Mondiali 2026 ormai alle porte, è inevitabile pensare a come cambierà il mondo del calcio senza di loro. Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar hanno incarnato i sogni dei bambini di tutto il mondo, cresciuti con le loro prodezze e i loro colpi di genio. E nonostante quei bambini oggi siano cresciuti, non hanno certo dimenticato le giocate di quei tre fenomeni.
D'altronde, nonostante sembri passato poco tempo, sono ormai diversi anni che il triumvirato è sparito dai radar del calcio europeo. Cristiano Ronaldo è stato il primo a salutare nell'autunno del 2022, seguito da Messi e Neymar in ordine. Inutile dire che, senza di loro, la Champions League non è più stata lo stesso e ora i tifosi si preparano per l'ultimo ballo ai Mondiali. La convocazione in extremis di O'Ney da parte di Ancelotti ci ha regalato la possibilità di vederli un'ultima volta tutti insieme, uniti da un talento sconfinato che ha resistito al passare degli anni.
Da sempre Neymar è considerato il terzo incomodo nell'eterno dualismo tra Messi e Cristiano Ronaldo. Secondo molti il brasiliano non meriterebbe nemmeno di stare lì, nell'olimpo del calcio mondiale e nei più grandi della storia recente. Tuttavia, il calcio non segue sempre logiche razionali e gli sprazzi di talento mostrati da O'Ney appartengono a un'altra categoria. Nulla a che vedere con le accelerazioni di Mbappé o i cambi di direzione di Yamal, per quanto possano essere altrettanto spettacolari.
Neymar, nella sua discontinuità, è stato uno dei più grandi e, al fianco di Messi, ha costruito una pagina straordinaria nella storia del Barcellona. La sua grandezza sta proprio nell'essere riuscito a brillare nonostante il compagno di squadra con il 10 sulle spalle, accentratore per eccellenza grazie a un talento sconfinato. Il brasiliano si è ritagliato il suo spazio sulla fascia sinistra, chiudendo l'avventura spagnola con 105 gol e 76 assist in 186 presenze. Averlo in campo, in pratica, significava partire sempre avanti, a testimonianza di come il classe 1992 non fosse solamente "bello da vedere".
This Neymar goal against Villarreal isn't talked about enough. ???????? pic.twitter.com/RrE1jOkwKp
— Football Tweet ⚽ (@Footballtweet) February 13, 2023
Ovviamente, nella testa degli appassionati rimarranno i dribbling, i colpi di tacco e i gol da cineteca, come quello messo a segno contro il Villarreal nel 2016. Oltre a tutto questo, però, Neymar era anche un vincente e i tifosi brasiliani si augurano che lo sia rimasto. Difficile sbilanciarsi, anche perché le appena 15 presenze stagionali con il Santos sono state costellate da infortuni e continui problemi fisici. In ogni caso, Ancelotti gli ha dato una chance e lui è pronto a sfruttarla per chiudere nel migliore dei modi.
Se Neymar rischia di giocare un Mondiale da comparsa, lo stesso non varrà per Messi e Ronaldo. I due campioni guideranno Argentina e Portogallo con l'obiettivo di arrivare fino in fondo e, perché no, sollevare il trofeo. I riflettori saranno puntati nuovamente su loro due, abituati alle luci della ribalta anche lontano dall'Europa. Chiaramente i Mondiali sono un'altra storia e ci sarà da tenere fede a una carriera fuori da ogni logica.
CR7 e Messi hanno incantato, si sono affrontati su ogni palcoscenico, hanno dichiarato di essersi rispettati ma mai amati, e ora sono pronti a salutare insieme. D'altronde il ritiro è dietro l'angolo e il Mondiale americano rappresenta l'ultima occasione per ribadire che, dopo di loro, il calcio non sarà più lo stesso. I tifosi lo hanno iniziato a capire già da qualche anno, con l'addio all'Europa. Proprio per questo era giusto farlo insieme, chiudere un cerchio durato 20 anni e lasciare il palcoscenico più importante da numeri uno.
Quando Diego Armando Maradona decise di dire stop al calcio giocato si diceva che non ci sarebbe mai stato un altro come lui. Probabilmente è vero, ma la luce di Messi ha riacceso l'entusiasmo di un intero popolo riaprendo il dibattito su chi sia il migliore della storia. Senza entrare nel merito, è chiaro che l'avvento di Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar abbia ridefinito i confini del talento e della classe, creando delle icone che vanno oltre il calcio.
Oggi tutto questo sembra essersi leggermente smarrito. Fatta eccezione per Mbappé e Yamal, non esistono giocatori in grado di scombinare gli equilibri in maniera così decisiva. Forse il calcio è diventato più tattico, ma l'estro dei campioni si è ridimensionato anno dopo anno. Lo stesso Mbappé, escludendo i trofei conquistati in Francia, ha vinto un Mondiale e una Supercoppa europea a 27 anni. Alla sua età Messi aveva già conquistato quattro Palloni d’Oro e tre Champions League, tutti da protagonista. Per non parlare di Ronaldo e Neymar, trascinatori assoluti con i rispettivi club e nazionali. Tutto questo ci porta a dire che il Mondiale chiuderà un'epoca difficilmente replicabile, anche se è lecito attendersi un futuro ancora più brillante.