18 May, 2026 - 19:42

Omicidio Paganelli, il movente e gli altri indizi: perché la Procura chiede l'ergastolo per Dassilva

Omicidio Paganelli, il movente e gli altri indizi: perché la Procura chiede l'ergastolo per Dassilva

Ergastolo. Questa la pena richiesta dalla Procura di Rimini per Louis Dassilva, imputato davanti alla Corte d'Assise per l'omicidio della 78enne Pierina Paganelli, avvenuto la sera del 3 ottobre 2023 in un garage di via del Ciclamino. Per l'accusa, gli indizi raccolti sarebbero tali da non lasciare dubbi sulla colpevolezza del 36enne, che si proclama invece innocente.

La requisitoria della Procura e la richiesta di ergastolo

Nel corso della sua requisitoria, il pubblico ministero Daniele Paci ha ricostruito l'intera vicenda.

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Pierina era una donna energica, amorevole collante della famiglia, non aveva nemici e non meritava di morire urlando terrorizzata,

ha affermato, secondo quanto riportato dall'Ansa. Proprio le urla della donna, registrate da una telecamera di videosorveglianza del garage in cui si consumò l'omicidio - 29, secondo gli esperti, le coltellate inflitte alla 78enne -, hanno fornito a chi ha indagato "lo stimolo e la forza" necessari per le indagini, affinché si arrivasse alla verità, ha specificato. 

Poi, con un'impronta assolutamente garantista, rivolgendosi ai giudici popolari, Paci ha ribadito il principio cardine di ogni processo, invitando i giudici popolari a una valutazione complessiva del quadro indiziario "al di là di ogni ragionevole dubbio", aggiungendo

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che anche questo pm è convinto che siano meglio cento colpevoli fuori che un innocente in carcere.

Il movente: la relazione extraconiugale con Bianchi

L'accusa ritiene che il 36enne possa essersi macchiato del delitto per evitare che la vittima scoprisse la relazione extraconiugale con Manuela Bianchi, con tutte le conseguenze - anche di natura economica - che ne sarebbero derivate, sia per lui che, di riflesso, per la sua famiglia in Senegal.

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Ha ucciso Pierina perché non voleva che la moglie (Valeria Bartolucci, ndr) lo scoprisse. Lo ha fatto per non perdere la vita che si era costruito in Italia dopo aver attraversato il deserto del Mali, passato le torture delle carceri libiche e dove era stato costretto a lottare per la sua vita,

ha dichiarato il pm, sostenendo che in un processo indiziario come il suo, "anche il movente è un indizio". 

Omicidio Paganelli, gli altri indizi a carico di Dassilva

Secondo la Procura, contro Dassilva ci sarebbero anche altri elementi, che, letti nel loro insieme, non lascerebbero spazio a interpretazioni alternative su quanto accaduto quella sera di ottobre di quasi tre anni fa a Rimini.

Tra di essi, Paci ha citato in aula "le immagini della Cam3, che secondo un'analisi di intelligenza artificiale vedono in Dassilva la figura ripresa vicino al garage", oltre al fatto che le sue scarpe fossero particolarmente pulite - forse lavate - dopo il delitto.

Ma anche la zoppia che il 36enne avrebbe simulato e la questione affrontata in una delle ultime udienze, sulla registrazione da parte del suo telefono di alcuni passi, negli stessi momenti in cui il tablet della vittima si attivava, probabilmente perché spostato. 

Elementi che la difesa dell'imputato, rappresentata dagli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, ha sempre contestato.

Nel servizio di Altarimini, le dichiarazioni degli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi e del figlio della vittima, Giuliano Saponi, prima dell'udienza odierna - 18 maggio 2026. 

La richiesta formulata è stata alla fine la massima possibile. La condanna all'ergastolo con il riconoscimento di ben quattro aggravanti: la crudeltà, la premeditazione, i motivi abietti e la minorata difesa, senza attenuanti. Secondo l'accusa,

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Dassilva sapeva che Pierina era sola e che Giuliano, il marito dell'amante, sarebbe tornato a breve (dall'ospedale, dove era stato ricoverato per mesi in seguito a uno strano incidente, ndr). Il 3 ottobre era la sua ultima occasione. 

Il 25 maggio la parola spetterà alle parti civili e ai difensori, per l'arringa finale. In quell'occasione, Dassilva potrebbe anche decidere di rendere dichiarazioni spontanee per ribadire la propria posizione. Poi la sentenza. 

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