Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. La celebre strofa cantata da Antonello Venditti sembra incarnare alla perfezione la carriera di José Mourinho, che è sempre tornato dove si è trovato bene. Lo ha fatto al Chelsea e, fra qualche giorno, lo farà anche al Real Madrid. Questioni di priorità per lo Special One, alla ricerca di una piazza all'altezza del suo nome. E nonostante l'ipotesi portoghese fosse affascinante, José ha scelto di ripartire dalle certezze. Perché l'ex tecnico dell'Inter può dare ancora molto al calcio e, allo stesso tempo, il calcio si aspetta tanto dal suo DNA vincente.
Mourinho si siederà di nuovo sulla panchina del Santiago Bernabeu, completamente rinnovato dall'ultima volta che lo ha fatto da "padrone di casa". D'altronde sono passati quasi 13 anni dall'addio ai Blancos e l'allenatore portoghese non ha mai dimenticato cosa significhi guidare una squadra di questo calibro. Anche per questo era impossibile farsi scappare un'occasione del genere, nonostante il suo ritorno si preannunci tutt'altro che rose e fiori. Il Real Madrid deve fare i conti con un vero fiume in piena, in cui i problemi continuano a moltiplicarsi giorno dopo giorno. E allora quale miglior allenatore dello Special One per provare a invertire la tendenza.
In Spagna non hanno dubbi: Mourinho è a un passo dal ritorno sulla panchina del Real Madrid. L’accordo è praticamente definito e manca solo l’annuncio ufficiale, atteso a breve. I principali quotidiani di Madrid parlano di una trattativa ai dettagli, con il club pronto a riportare il tecnico lusitano alla guida dei Blancos dopo 13 anni.
Nei giorni scorsi anche il presidente Florentino Pérez aveva ribadito il forte gradimento per Mourinho, ricordando il lavoro svolto durante la sua prima esperienza alla guida delle Merengues. Lo Special One dovrebbe salutare il Benfica nell'ultima gara di campionato contro l’Estoril, per poi aprire le porte alla nuova avventura. L'ex Inter prenderà il posto di Alvaro Arbeloa, tornando nel club dove conquistò la Liga del 2012 prima dell’addio nel 2013.
Se il Real ha scelto di puntare su un allenatore di esperienza è anche per le troppe questioni extra campo che hanno scosso l'ambiente recentemente. Il presidente Florentino Perez si augura che il carisma dello Special One possa riportare coesione e serenità, aggettivi che al momento non appartengono al mondo Blancos. Mourinho sarà chiamato in primis a risolvere il caso Mbappé, fischiato dai tifosi del Bernabeu dopo le dichiarazioni al veleno nei confronti di Arbeloa. Il fuoriclasse francese non ha risparmiato l'allenatore, reo di avergli concesso poco spazio e di considerarlo la quarta punta del Real Madrid.
Dichiarazioni che hanno acceso uno spogliatoio già di per sé caldo, spaccato dalla recente lite tra Tchouameni e Valverde. Dalla Spagna raccontano di una profonda divisione e di due fazioni opposte che continuano a ignorarsi sul terreno di gioco. Da una parte ci sarebbero gli stranieri con Courtois, Mbappé, Vinicius, Camavinga, Tchouameni, Rudiger, Alexander-Arnold, Alaba e Bellingham, mentre dall'altra i vari Carreras, Valverde, Asencio, Ceballos, Carvajal e Brahim Diaz. La tensione, che va avanti dai tempi di Xabi Alonso, è arrivata a un punto di non ritorno e toccherà a Mourinho riportare le cose al proprio posto. Missione complicata, ma alla portata di un comunicatore del calibro del portoghese.
Come detto, la personalità di Mourinho avrà il suo peso nella gestione del gruppo. Allo stesso tempo, però, il portoghese sarà obbligato a portare delle novità in una squadra reduce da una stagione sottotono. Il fantasma degli "zero tituli" è diventato realtà dalle parti del Santiago Bernabeu e la sensazione è che la disfatta sia stata ampiamente meritata. C'è bisogno di ripartire con uno spirito diverso, cambiando qualcosa anche a livello tecnico-tattico.
La missione numero uno sarà ritrovare la compattezza, non tanto a livello difensivo, dato che il Real ha la seconda miglior retroguardia del campionato, ma dal punto di vista generale. Lo Special One manderà in campo un undici pronto a chiudersi in fase di non possesso e a ripartire grazie alle accelerazioni dei propri fuoriclasse. In questo senso il 4-3-3 sembra la soluzione più logica e bisognerà capire se Mbappé agirà da punta centrale o sarà spostato sulla fascia sinistra. Molto passerà anche dalle scelte di mercato, dove l'arrivo di un nuovo centravanti potrebbe cambiare la fisionomia della squadra.
Nel corso dei colloqui Mourinho ha ricevuto le garanzie che aveva chiesto a Florentino Perez prima di dare il suo sì al Real Madrid. Lo Special One vuole avere un ruolo importante nelle scelte future del club, dalla gestione della rosa al mercato, fino alla scelta dello staff tecnico.
Tra le richieste avanzate dall’allenatore portoghese ci sarebbero anche alcuni cambiamenti nell’area dei preparatori atletici, considerati responsabili dei tanti infortuni avuti dal Real Madrid nelle ultime due stagioni. Dopo aver ricevuto le dovute rassicurazioni, Mourinho avrebbe sciolto gli ultimi dubbi e accettato verbalmente la proposta del club spagnolo. Dalla Spagna, infatti, parlano di un accordo biennale fino al 30 giugno 2028.