16 May, 2026 - 12:42

Chi è Concita Borrelli, la giornalista della frase sullo stupro sognato da tutti a Porta a Porta (e perché ha scatenato un caso politico)

Chi è Concita Borrelli, la giornalista della frase sullo stupro sognato da tutti a Porta a Porta (e perché ha scatenato un caso politico)

Chi è Concita Borrelli? La giornalista che giovedì sera, nel corso della puntata di Porta a Porta, ha fatto sobbalzare molti telespettatori dalla poltrona sostenendo, nel corso di un dibattito su Garlasco (ça va sans dire) che tutti sogniamo lo stupro?

Concita Borrelli Ruffo di Calabria (ha sposato un principe, Fulco Ruffo di Calabria) è una giornalista, un'autrice televisiva e un'avvocata nata ad Avellino nel 1966.

La notorietà però l'ha conquistata solo pronunciando questa frase (dalla quale Bruno Vespa non ha preso immediatamente le distanze):

virgolette
Diciamo una cosa dura però secondo me molto realistica. Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi c'è lo stupro. C'è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno. Nella testa, nei sogni, nell'immaginazione, ce l'abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini...

Queste parole hanno scatenato i social. Ma non solo: hanno anche fatto nascere un caso politico. Pd e Movimento Cinque Stelle premono affinché la Rai avvii delle verifiche. Usigrai e le associazioni antiviolenza sono sul piede di guerra.

Un terremoto, in seguito al quale sia Vespa che Borrelli hanno annunciato scuse pubbliche.

Vita privata e pubblica, cosa sappiamo di Concita Borrelli

Concita Borrelli è nata ad Avellino e ha appena compiuto 60 anni essendo nata il 13 maggio 1966.

Laureata in giurisprudenza, ha intrapreso inizialmente la carriera legale prima di dedicarsi completamente al mondo della comunicazione e dell'intrattenimento televisivo.

È una figura poliedrica del panorama mediatico italiano, riconosciuta nelle vesti di avvocato, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva.

In Rai è di casa da molti anni: è stata autrice per lungo tempo del programma Uno Mattina e attualmente ricorpre il ruolo di consulente e opinionista in diversi programmi della rete pubblica, inclusa Porta a Porta di Bruno Vespa.

Il 30 novembre 2024 ebbe modo anche di debuttare nel pomeriggio di Rai 2 con la conduzione del programma "La mia metà".

Sul piano personale, Borrelli è sposata con il principe Fulco Ruffo di Calabria e ha figli.

I maligni dicono che le sue ospitate nei salotti della Rai si sono moltiplicate con Giorgia Meloni al governo: sui suoi profili social spesso la Borrelli ne ha decantato le doti.

Perché la sua frase sullo stupro a Porta a Porta ha scatenato un caso politico

Durante la puntata di Porta a Porta di giovedì 14 maggio dedicata al delitto di Garlasco e al profilo psicologico di Andrea Sempio, Borrelli ha dichiarato:

virgolette
Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c'è lo stupro. C'è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno nella testa, nei sogni e nell'immaginazione. Ce l'abbiamo tutti..

Al che, ha cercato di spiegare:

virgolette
Sognare significa avere una fantasia. Non c'è alcun auspicio

Fatto sta che le reazioni sono state immediate e durissime.

Il Pd in Vigilanza Rai ha sottolineato che le sue sono state parole "scandalose, gravissime e inaccettabili". Per i dem, banalizzano la violenza sessuale e risultano offensive verso le donne vittime di abusi.

La deputata Ouidad Bakkali ha criticato anche Bruno Vespa per non aver preso immediatamente le distanze dalle sue affermazioni e ha chiesto scuse pubbliche alle vittime e alle associazioni che si occupano di contrastare la violenza di genere.

Il direttore dell'approfondimento Rai Paolo Corsini ha chiesto chiarimenti alla trasmissione avviando verifiche interne.

In ogni caso, con la Borrelli, anche la redazione di Porta a Porta ha annunciato che si scuserà con il pubblico nella trasmissione che andrà in onda martedì prossimo, 19 maggio.

Dopo Ranucci, sarà quindi la volta di Vespa di cospargersi il capo di cenere.

Rimane però il caso: il servizio pubblico radiotelevisivo può consentirsi di spettacolarizzare tutto, compreso un omicidio, senza porsi alcun limite davanti alle telecamere? Tanto più che quella frase, pronunciata sui titoli di coda della trasmissione, è stata ripresa da tutti i maggiori media italiani. Questo è il post che ne ha fatto il Corriere, ad esempio.

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