Crollo inaspettato nei sondaggi politici del centrosinistra che, nell'arco di una sola settimana, ha quasi buttato all'aria i progressi degli ultimi due mesi. Perdono tutti ai piani alti del campo largo, lasciando sul terreno quasi un punto percentuale.
Una flessione resa ancora più pesante dal fatto che, in controtendenza rispetto alle ultime rilevazioni demoscopiche, il centrodestra ha ricominciato a crescere (+0,6%) ristabilendo le distanze di sicurezza con lo schieramento avversario.
E' questo il dato politicamente più rilevante dell'ultima Supermedia di Youtrend dei sondaggi delle ultime due settimane sulle intenzioni di voto degli italiani in vista delle Politiche del 2027.
I dati demoscopici evidenziano un inversione delle tendenze, con il crollo dei principali partiti di opposizione e la ripresa inattesa del centrodestra che almeno per i prossimi sette giorni non dovrà guardarsi le spalle.
Dopo settimane di crescita o stabilità per il campo progressista, il calo contemporaneo di Pd e Movimento 5 Stelle, infatti, riapre spazi alla maggioranza guidata da Giorgia Meloni.
Ecco, nel dettaglio, cosa è emerso dai sondaggi politici delle ultime due settimane e come sono cambiati gli equilibri tra le due coalizioni.
Il partito di Giorgia Meloni si conferma il primo partito della coalizione e del Paese al 28,4%. Il partito di Giorgia Meloni cresce dello 0,2% e consolida la sua leadership nel panorama politico italiano. La premier beneficia soprattutto della frammentazione e delle difficoltà strategiche delle opposizioni.
La vera sorpresa della settimana, tuttavia, è la Lega di Matteo Salvini che recupera tre decimali salendo al 7,3% interrompendo un lungo periodo di stagnazione, peggiorato con l'esplosione del caso Vannacci e l'uscita del generale della Folgore dal partito.
Resta stabile all'8,2% Forza Italia, mentre Noi Moderati di Maurizio Lupi guadagna un decimo e arriva all'1,2%. L’equilibrio interno al centrodestra resta dunque invariato: Meloni domina, Tajani presidia l’area centrista e Salvini tenta una lenta rimonta.
Fuori dalla coalizione, Futuro Nazionale - il partito fondato da Vannacci - continua a crescere, settimana dopo settimana, portandosi al 3,6% (+0,2%) dimostrando di poter contare su una base elettorale consolidata.
???? #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia dei sondaggi (e variazione rispetto al 30 aprile):
— Youtrend (@you_trend) May 14, 2026
FdI 28,4% (+0,2)
PD 22,0% (-0,4)
M5S 12,6% (-0,2)
FI 8,2% (0)
Lega 7,3% (+0,3)
AVS 6,4% (-0,1)
FN 3,6% (+0,2)
Az 3,0% (-0,1)
IV 2,5% (+0,1)
+E 1,6% (+0,1)
NM 1,2% (+0,1) pic.twitter.com/5MyoIpYf6R
Si arresta la rincorsa del centrosinistra dove perdono tutti i partiti maggiori. A trascinare giù la coalizione è soprattutto il Partito Democratico che perde lo 0,4%, registrando il calo più significativo della settimana. Il partito di Elly Schlein scivola al 22% e vede interrompersi la fase positiva che negli ultimi due mesi lo ha portato stabilmente a superare tale soglia.
Il dato appare ancora più rilevante se letto insieme alla flessione del Movimento 5 Stelle, che scende al 12,6% (-0,2%). La contemporanea frenata di Pd e pentastellati rappresenta un problema strategico per tutto il campo progressista.
Anche Alleanza Verdi-Sinistra perde terreno, seppur lievemente, scendendo al 6,4% (-0,1%). Si tratta di una flessione marginale, ma sufficiente a certificare un generale raffreddamento dell’area progressista.
Tra i partiti cosiddetti minori dell'area, Azione cala al 3% (-0,1%), mentre crescono Italia Viva e +Europa. Il partito di Renzi sale al 2,5%, quello di Riccardo Magi arriva all’1,6%.
Se si tornasse oggi alle urne, il centrodestra partirebbe ancora nettamente favorito. Sommando i consensi di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, la coalizione di governo supererebbe infatti il 45% dei voti (45,1%), mantenendo un vantaggio significativo sulle opposizioni.
Il centrosinistra puro (PD, M5S, AVS) scivola al 41% (-0,7%) a ben 4 punti dalla coalizione avversaria. Nell'ultima rilevazione di riferimento del 30 aprile lo svantaggio era solo del 2,8%. La situazione migliora leggermente se si aggiunge al conteggio del campo largo anche la componente centristra composta da Italia Viva e +Europa, che porta il computa al 45,1% determinando una situazione di sostanziale parità.
La fotografia della Supermedia conferma quindi una dinamica chiara: più che la crescita del centrodestra, pesa l’incapacità delle opposizioni di trasformare il malcontento in consenso compatto. E nel vuoto lasciato dagli avversari, Meloni torna a rafforzarsi.