13 May, 2026 - 22:28

Delitto di Garlasco, quali sono i 21 indizi della Procura contro Andrea Sempio

Delitto di Garlasco, quali sono i 21 indizi della Procura contro Andrea Sempio

Sarebbero 21 gli elementi indicati dalla Procura di Pavia contro Andrea Sempio, ritenuti utili a sostenere l'ipotesi accusatoria nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Stando alla nuova indagine, avrebbe agito spinto "dall'odio verso la vittima" dopo un rifiuto a un approccio sessuale.

La difesa dell'indagato parla di "movente fantasmagorico" e lui continua a proclamarsi innocente, pur dicendosi "preoccupato".

Delitto di Garlasco, quali sono i 21 indizi contro Sempio secondo l'accusa

Tra gli indizi, come riporta l'Ansa, i pm indicano le "tre telefonate fatte a casa Poggi" pochi giorni prima dell'omicidio, su cui Sempio avrebbe mentito, affermando di non sapere che il suo amico Marco fosse in vacanza in Trentino. In realtà, secondo i pm, cercava un approccio con Chiara.

Ci sono poi le sue ricerche sul web relative al DNA e al processo ad Alberto Stasi nel 2014, in cui sembra mostrare una certa preoccupazione e un interesse sul tema; ma anche l'ipotesi dei "soldi" reperiti, insieme al padre Giuseppe, "per pagare gli investigatori" della prima indagine contro di lui nel 2016.

I pm indicano inoltre il malore avuto nel 2008, quando Sempio viene convocato dai carabinieri e sottoposto a domande più precise, tanto da richiedere l'intervento di un'ambulanza. Oltre alle versioni "mendaci" messe a verbale nel 2017, quando sarebbe stato informato in anticipo degli elementi a suo carico.

Il DNA sulle unghie, l'impronta 33 e i soliloqui sui video intimi

Tra questi 21 elementi elencati alcuni riguardano i temi su cui si è indagato, come il DNA trovato sulle unghie della vittima a seguito di una colluttazione e compatibile, secondo la perizia Albani, all'aplotipo Y della linea paterna di Sempio. Nonché l'impronta 33, trovata sul muro delle scale della villetta Poggi. C'è poi la compatibilità di questa traccia, date le "misure antropometriche", con "l'impronta di scarpa insanguinata" sul "gradino zero".

La mano che ha lasciato l'impronta era "bagnata", ma non solo di acqua, in quanto già visibile prima che il RIS di Parma spruzzasse la ninidrina. Non era solo sudata, dato che il sudore "non lascia nel tempo impronte visibili".

Un altro elemento, per i pm, è il fatto che il 26 febbraio 2025, all'inizio della nuova indagine, avrebbe buttato nella spazzatura, lontano da casa, appunti che "si ricollegano all'omicidio". Su questo particolare, nei giorni scorsi il giornalista Gianluigi Nuzzi ha confermato quanto dichiarato dallo stesso Sempio, ossia che si trattasse di una "scaletta" per uno spettacolo teatrale.

Secondo l'accusa fondamentali sono anche gli audio captati da una microspia inserita nella sua auto in cui parla dei filmini intimi copiati su una chiavetta e del rifiuto di Chiara: secondo la difesa, "commenti a un podcast".

La Procura, inoltre, evidenzia che Sempio non avrebbe un alibi per la mattina del 13 agosto 2007 e che, dopo il delitto, "è tornato sulla scena del crimine per ben due volte". 

Il movente e la sua visione delle donne

Secondo i pm Sempio aveva un movente: quel rifiuto di Chiara al suo approccio sessuale, dopo aver visto il video "dentro la penna". Un interesse "non reciproco".

Provava "risentimento e astio", emersi pure dopo 18 anni quando, intercettato, affermerebbe: "È stata bella st****a... giù il telefono".

Dopo aver avuto il tempo di ucciderla, con la vittima che avrebbe tentato di difendersi, sarebbe tornato nel pomeriggio davanti alla villetta. L'ultimo elemento riguarda i suoi scritti e le sue ricerche, che lo mostrerebbero come un uomo "del tutto irrispettoso della dimensione personale femminile" e "ossessionato dal sesso violento".

La difesa di Sempio al lavoro sulle consulenze

Intanto, Andrea Sempio continua a ribadire la sua innocenza, come sottolineato da Marina Baldi, consulente della difesa che, raggiunta dai giornalisti al suo ingresso nella sede della Genomica Srl, il laboratorio a Roma dove ieri, 12 maggio, Sempio si è recato per una perizia personologica, ha spiegato:

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Andrea si è sottoposto a colloqui che sono andati avanti per due giorni perché tutto ciò che è psicodiagnostica è molto lungo e quindi adesso si farà una relazione. Lui chiaramente è preoccupato, però è sempre sereno e ha ribadito la sua innocenza.

Il pool difensivo sta ora lavorando per controbattere alle accuse: sta procedendo a "una consulenza medico-legale" per determinare le cause e l'orario della morte della vittima; e "una antropometrica" relativa alla misura dell'impronta della scarpa lasciata dall'assassino. Dovranno inoltre

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ripulire i poco comprendibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni, o di alcune delle intercettazioni

ha spiegato l'avvocato Liborio Cataliotti che rappresenta l'indagato insieme ad Angela Taccia.

I consulenti sono inoltre impegnati in "una replica della Bpa", "un supplemento di indagine dattiloscopica sull'impronta 33 e sui rapporti con la 45", ovvero la traccia poco più sotto della palmare presente sul muro di destra del vano delle scale che portano in cantina.

Come da codice di procedura penale, dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni di tempo per visionare gli atti, produrre documenti, presentare memorie, oppure chiedere che l'indagato venga interrogato. 

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