La Israele ha approvato una nuova legge che introduce la pena di morte e processi pubblici per i responsabili dell’attacco del 7 ottobre 2023. La decisione del Parlamento israeliano ha acceso un dibattito interno e internazionale.
I legislatori israeliani hanno approvato una legge che prevede la pena di morte e processi pubblici per i responsabili dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato la legge con 93 voti favorevoli e 0 contrari in un’assemblea composta da 120 seggi. I restanti 27 legislatori erano assenti o si sono astenuti dal voto.
Secondo la legge verrà istituito un tribunale speciale. È previsto che un collegio di giudici possa decidere la pena di morte a maggioranza e che i processi si svolgano in un tribunale a Gerusalemme. Le fasi principali del processo, compresi l’inizio delle udienze, la lettura del verdetto e la sentenza finale, saranno riprese e trasmesse attraverso un sito web dedicato.
Per queste caratteristiche, la legge viene paragonata ad un famoso processo storico: quello del 1962 contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. Quel processo fu trasmesso in televisione e si concluse con la condanna a morte di Eichmann da parte di un tribunale civile.
L’ultima volta che la pena di morte è stata effettivamente applicata in Israele è stata l’esecuzione di Adolf Eichmann. Da allora non ci sono più state esecuzioni capitali.
Tuttavia, la pena di morte non è stata abolita del tutto e resta prevista dalla legge per alcuni reati molto gravi, come genocidio, spionaggio in tempo di guerra e alcuni atti di terrorismo.
Il sistema previsto dalla nuova legge stabilisce un percorso di revisione diverso dal normale processo giudiziario. Gli imputati hanno la possibilità di contestare la sentenza presentando ricorso. Tuttavia, questi ricorsi non verranno valutati dai normali tribunali d’appello ma da una corte d’appello speciale istituita appositamente.
L’approvazione della nuova legge sulla pena di morte in Israele segna un passaggio legislativo di forte impatto politico e giuridico. Alcune organizzazioni per i diritti umani, sia israeliane che palestinesi, hanno evidenziato le criticità della nuova legge, sostenendo che renderebbe più facile applicare la pena di morte. Allo stesso tempo, affermano che eliminerebbe le garanzie legali che tutelano il diritto a un processo equo.
La Knesset ha approvato nel mese di marzo una legge sulla pena di morte per i palestinesi condannati per l’omicidio di israeliani. Tuttavia, si tratta di una normativa distinta. Quella legge non ha effetto retroattivo e si applica solo ai casi futuri. La normativa è stata ampiamente condannata dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni per i diritti umani.
Il 7 ottobre 2023 è stato il giorno più grave mai registrato nella storia di Israele, quando un attacco guidato da Hamas ha causato oltre 1.200 morti nel sud del paese, la maggior parte dei quali civili. Sono state rapite 251 persone, tra civili israeliani e stranieri, portate nella Striscia di Gaza.
In seguito è scoppiato il conflitto nell’enclave palestinese, che ha provocato decine di migliaia di vittime. Secondo le autorità sanitarie locali, il bilancio dei morti ha superato le 72.700 persone, in gran parte civili come donne, bambini e anziani.
Il cessate il fuoco a Gaza è entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Si tratta della prima fase di un accordo mediato da vari paesi, basato su un piano in 20 punti del presidente americano, Donald Trump. Il cessate il fuoco resta formalmente in vigore, ma è fragile, mentre si attende la piena attuazione della fase successiva della tregua.