I suicidi sospetti, i presunti abusi al Santuario della Madonna della Bozzola, le armi gettate (e ritrovate) nel canale di Tromello: Nei numerosi faldoni che compongono la nuova indagine sul delitto di Garlasco, gli investigatori avrebbero verificato ed escluso diverse piste alternative che, negli scorsi mesi, hanno alimentato il dibattito mediatico sulla vicenda.
Secondo quanto emerso, intercettazioni telefoniche e ambientali sono state disposte su diversi "soggetti di interesse" nell'indagine sul 38enne Andrea Sempio, tra cui l'indagato e la sua famiglia e la famiglia Poggi, e non sono state trascurate altre piste, che oggi sembrano ormai essere state accantonate definitivamente.
Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, anche Marco Muschitta, il 'supertestimone' che aveva già ritrattato le sue dichiarazioni nel 2007, avrebbe confermato di aver 'inventato tutto' quando è stato risentito nel 2025.
In una nota della Procura di Pavia, riporta AdnKronos, viene spiegato che, dopo l'intervista a Le Iene fatta da Giovanni Battista Bruscagin, viene eseguita la perquisizione dal tratto di roggia che copre l'area davanti alla casa della famiglia Cappa. Il testimone, che non avrebbe assistito direttamente ai fatti, riferisce di aver appreso da un'altra persona, poi deceduta, che una delle gemelle Cappa fosse nei pressi dell'abitazione della nonna con un grosso borsone.
La perquisizione del maggio 2025 ha dato esito negativo, così come non hanno dato risultati le armi (un'ascia, una pinza da camino, la testa di una mazzetta) consegnate da un uomo e recuperate nel canale nel 2018.
Più complessa la vicenda di Marco Muschitta che, nel 2007, racconta di aver visto una ragazza in bici nei pressi di casa Poggi la mattina del delitto, mentre trasportava un grosso oggetto. La sua testimonianza, poi ritrattata, è stata spesso ripresa negli ultimi mesi, alimentando nuovi interrogativi.
Muschitta, scrive Il Corriere, è stato risentito ad aprile 2025 alla presenza, oltre che degli investigatori, anche di due carabinieri del Racis. In questa occasione avrebbe confermato di "aver detto delle bugie" nel 2007 con l'obiettivo di impressionare i colleghi. Sarebbe poi scoppiato a piangere tornando sulle presunte pressioni ricevute da un carabiniere all'epoca, affinché ritrattasse. Ma non si sarebbe arrivati a nessun elemento concreto.
La Procura di Pavia avrebbe verificato, e poi scartato, anche la pista legata a presunti abusi avvenuti al Santuario della Bozzola di Garlasco, emersa dalle dichiarazioni di Flavius Savu, condannato per estorsione ai danni dell'ex rettore. Nonostante non sia stato ascoltato dai pm, l'analisi dei fascicoli non avrebbe portato ad alcun elemento utile.
Anche per quanto riguarda i suicidi avvenuti in Lomellina, tra cui quello di Michele Bertani, amico di Andrea Sempio, non sarebbero emersi collegamenti con l'omicidio di Chiara Poggi. Nell'informativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano sono elencati gli oggetti, appartenuti a Bertani e sequestrati al padre. In questo caso, secondo la Procura, si sarebbe trattato di una storia di sofferenza e tossicodipendenza.
Al procuratore di Pavia sarebbero arrivate molte segnalazioni in questi mesi, ma le verifiche effettuate non avrebbero portato a scenari investigativi differenti rispetto a quanto sostiene oggi: un delitto che sarebbe stato compiuto da Andrea Sempio a causa del rifiuto di Chiara Poggi a un approccio sessuale.