Mentre la Procura di Pavia si appresta a chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, accusato di aver ucciso Chiara Poggi dopo il presunto rifiuto di un approccio sessuale, i difensori di Alberto Stasi - a cui i pm hanno inoltrato gli atti del nuovo fascicolo - fanno sapere di voler "accelerare il più possibile" per presentare - una volta analizzato l'intero materiale - un'istanza di revisione del processo per il 42enne. Iniziativa che, in parallelo, potrebbe essere presa in considerazione anche dalla Procura generale di Milano, ma che sembra non incontrare il favore della famiglia della vittima.
La parte civile, rappresentata dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, ha continuato a ribadire nel corso dell'ultimo anno la propria convinzione sulla colpevolezza di Stasi, prendendo posizione rispetto al nuovo impianto investigativo che vede al centro Sempio.
ha dichiarato ora Tizzoni ai cronisti che lo hanno intercettato fuori dal Tribunale di Milano. "Non si può immaginare una revisione del processo togliendo quello che non piace e che non torna senza spiegarlo", ha aggiunto. E ancora:
Tra questi, secondo il legale, quello della bicicletta nera che alcuni testimoni riferirono di aver visto in via Pascoli la mattina dell'omicidio. "Per le sentenze, anche quelle di assoluzione - ha ricordato Tizzoni - è il mezzo con cui si è recato sulla scena del crimine l'assassino".
Per i carabinieri di via Moscova, che ne parlano nell'ultima parte della loro informativa, non sarebbe possibile escludere che Sempio ne possedesse una, poiché "all'epoca dei fatti non vennero fatte indagini" su di lui così come sugli altri amici di Marco Poggi.
Secondo Tizzoni, neanche le varie consulenze depositate sarebbero in grado di scagionare Stasi. Una posizione opposta rispetto a quella della difesa, che ritiene invece di avere tra le mani elementi significativi a discarico del 42enne, e della stessa Procura, che ha già sollecitato alla Procura generale di Milano la valutazione di un'istanza di revisione.
Gli esperti avrebbero evidenziato, innanzitutto, un'azione omicidiaria più lunga rispetto a quella prospettata nelle sentenze di condanna (9:12-9:35, fascia oraria oltre la quale Stasi aveva un alibi accertato). C'è poi il tema delle impronte rinvenute sul dispenser del bagno al piano terra della villetta: oltre a quelle dell'anulare destro - la cui presenza fu interpretata come compatibile con un'azione di lavaggio dell'oggetto - ce ne sono altre.
Inclusa una del mignolo destro del 42enne, che indicherebbe un uso ordinario del dispenser durante la permanenza nella casa. Lettura che si collega a quella secondo cui il killer non si sarebbe lavato in bagno - ma in cucina, come suggerirebbe la presenza di una macchia di sangue sotto al lavandino - stazionando solo brevemente sul tappetino, forse per guardarsi allo specchio e valutare le sue condizioni.
I pm pavesi avrebbero anche collocato Stasi sulla scena come scopritore del corpo, smontando di fatto la ricostruzione secondo cui non sarebbe entrato in casa al momento di dare l'allarme perché già a conoscenza della presenza del cadavere di Chiara.
Una nuova consulenza avrebbe inoltre riconsiderato la questione del sangue rinvenuto su uno dei pedali della sua bicicletta. Ed è "quantomeno particolare - scrivono i carabinieri nell'informativa - che il quantitativo di Dna estratto" da quei campioni
L'avvocato Giada Bocellari ha anticipato che ascolteranno anche "gli audio delle intercettazioni" di Sempio. "Da quello che abbiamo letto - ha aggiunto - sembrano confessorie, ma vanno sentite per pesarne il valore". Solo dopo lo studio completo, con l'avvocato Antonio De Rensis decideranno le prossime mosse. Chiedendo, eventualmente, la sospensione della pena per Stasi.