09 May, 2026 - 19:15

Dalla leadership di Alvini al talento dei giovani: così il Frosinone è tornato in Serie A

Dalla leadership di Alvini al talento dei giovani: così il Frosinone è tornato in Serie A

Un anno fa, di questi tempi, dalle parti di Frosinone il pensiero era solo uno: conquistare la salvezza e mettersi alle spalle una stagione da dimenticare. L'annata dei ciociari non aveva rispettato le premesse, portandoli a un passo dal baratro. Dodici mesi dopo la musica è cambiata totalmente, merito di un progetto studiato nei minimi dettagli. E la promozione in Serie A, conquistata ieri contro il Mantova, ha chiuso un cerchio ricco di gioie e soddisfazioni.

La formazione laziale è riuscita nell'impresa di risalire dopo due soli anni di purgatorio. Una scalata costruita passo dopo passo, il cui merito va diviso in parti uguali tra società, allenatore e giocatori. La lungimiranza del club ha aperto le porte al sogno Serie A, portato a termine davanti a un Benito Stirpe gremito. L'atmosfera era quella delle grandi occasioni e la formazione di mister Alvini non ha tremato, chiudendo un 2026 da incorniciare.

Frosinone in Serie A: il capolavoro di Alvini

Il regista silenzioso della promozione è senza dubbio Massimiliano Alvini, chiamato durante la scorsa estate per dare un indirizzo preciso al progetto dei ciociari. La mano dell'ex Cosenza si è vista subito, anche se ci è voluto del tempo per apprendere le sue idee di gioco. Normale, d'altronde, per una squadra che aveva cambiato tre tecnici nella stagione 2024/2025. 

Il Frosinone ha stupito, è caduto, ma ha saputo rialzarsi immediatamente. I due ko di ottobre contro Venezia e Monza sembravano riflettere la superiorità delle squadre del Nord nella lotta ai vertici della classifica, ma così non è stato. Incassato il colpo, Alvini ha blindato la difesa e ha messo in fila 14 risultati utili consecutivi, che hanno portato la sua squadra a ridosso delle prime posizioni. Da allora in poi è stato un continuo crescendo e, non a caso, il Frosinone è reduce da sette vittorie nelle ultime otto giornate.

I numeri da record

Per conquistare la promozione servono numeri impeccabili e, anche in questo, il Frosinone non ha deluso. I ciociari hanno chiuso il campionato con il secondo miglior attacco dietro al Venezia e la quarta miglior difesa. Impressionante il rendimento lontano dal Benito Stirpe, con i ragazzi di Alvini che hanno segnato 34 gol in 19 partite (più di chiunque altro) chiudendo in testa alla classifica per i match in trasferta. 

La coesione del gruppo ha fatto la differenza e la spinta del pubblico non è mai venuta meno. D'altronde la città di Frosinone sognava di tornare in Serie A con una stagione perfetta e, alla fine, è stata accontentata. Ora l'attende il grande salto, con la speranza che il sogno possa durare più a lungo possibile.

La forza dei giovani

Fin dall’estate il progetto di Stirpe e del direttore sportivo Castagnini è stato preciso: mettere a disposizione di Alvini una rosa giovane, con ragazzi di prospettiva affiancati da altri con maggiore esperienza. L’obiettivo era creare una squadra competitiva e pronta a reggere la pressione di una piazza così ambiziosa. La scelta si è rivelata più che azzeccata.

In attacco il classe 2004 Raimondo, arrivato dal Bologna, ha garantito continuità chiudendo a quota 11 reti. In difesa si è ritagliato spazio Giorgio Cittadini, centrale di proprietà dell’Atalanta, mentre tra i pali si è preso la scena Lorenzo Palmisani, rientrato a gennaio dall’esperienza alla Lucchese e diventato il nuovo titolare.

Tra i protagonisti dell’annata del Frosinone è impossibile non citare Giacomo Calò. Dopo gli anni tra Sampdoria, Genoa e Benevento, il centrocampista ha giocato la miglior stagione della sua carriera, trascinando la squadra con numeri da leader: 11 gol e 14 assist. Nell'undici di Alvini ha brillato anche la stella di Fares Ghedjemis, classe 2002 in grado di cambiare marcia sulla fascia destra. Un mix di talento e incoscienza che ha fatto la differenza.

Una società lungimirante

Al di là della bravura di tecnico e giocatori, dietro la macchina perfetta del Frosinone c'è una società solida, capace di risorgere dalle ceneri con una tranquillità disumana. Le pressioni sono sempre andate di pari passo con gli obiettivi, ma non hanno mai compromesso la serenità di mister Alvini e dei suoi ragazzi. 

La promozione del Frosinone è il frutto di un progetto costruito con pazienza e continuità dalla famiglia Stirpe, che negli anni ha scelto di puntare su una crescita sostenibile. Una gestione attenta, senza passi più lunghi della gamba, che ha permesso al club di consolidarsi e di investire in una struttura d’eccellenza come il Benito Stirpe. Uno stadio moderno, tra i più belli e funzionali d'Italia, capace di fare la differenza sia dentro che fuori dal campo.

Il ritorno in Serie A va oltre il semplice traguardo sportivo. Rappresenta la lungimiranza di un club che, dopo la retrocessione in Serie B, è riuscito a rialzarsi e a ricostruire step dopo step. D'altronde, quando i progetti nascono con intenzioni serie e realizzabili, è solo questione di tempo affinché prendano vita e si concretizzino. Nel caso del Frosinone la favola è diventata realtà, lasciando un segno indelebile in un club dalle mille risorse.

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