09 May, 2026 - 16:45

Pescara, Reggiana e Spezia: come funziona il paracadute per le retrocesse dalla Serie B 2025/26

Pescara, Reggiana e Spezia: come funziona il paracadute per le retrocesse dalla Serie B 2025/26

La corsa finale della Serie B non sta regalando emozioni soltanto nella zona promozione. Se nella parte alta della classifica la lotta per la Serie A continua a essere serrata, è soprattutto la bagarre salvezza ad aver acceso le ultime giornate del campionato. Dodici squadre racchiuse in appena dieci punti hanno dato vita a uno dei finali più equilibrati degli ultimi anni, con piazze storiche e club blasonati costretti a convivere con l’incubo della retrocessione in Serie C.

Alla fine, però, il verdetto del campo ha iniziato a delinearsi. Pescara, Reggiana e Spezia hanno già conosciuto la matematica retrocessione, mentre il quarto posto destinato alla discesa in terza serie verrà deciso dal playout tra Bari e Südtirol. Un epilogo pesantissimo non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche e soprattutto economico.

Scendere dalla Serie B alla Serie C significa infatti perdere una fetta enorme di introiti legati ai diritti televisivi, agli sponsor e agli incassi da stadio. Per molte società il rischio è quello di dover ridimensionare drasticamente il progetto tecnico e societario, con inevitabili ripercussioni sui bilanci. Proprio per questo motivo entra in gioco il cosiddetto “paracadute”, il fondo economico pensato per attutire almeno in parte il colpo della retrocessione.

Come funziona il paracadute per le retrocesse dalla Serie B

Il meccanismo è stato spiegato nei dettagli anche da Il Resto del Carlino. Le quattro squadre che retrocederanno dalla Serie B alla Serie C si divideranno un fondo complessivo pari a 5,5 milioni di euro. Una cifra fissa, che non subirà variazioni indipendentemente dal blasone o dalla situazione delle società coinvolte.

La distribuzione delle risorse avviene però attraverso tre differenti fasce, costruite sulla base della permanenza dei club tra Serie A e Serie B negli ultimi anni.

Fascia 1: il contributo più alto

Nella prima fascia rientrano le società che hanno partecipato per almeno tre stagioni nelle ultime quattro tra Serie A e Serie B. I club appartenenti a questa categoria hanno diritto al contributo massimo, fissato in 1,9 milioni di euro.

Si tratta della fascia pensata per tutelare soprattutto le realtà più strutturate, quelle che nel tempo hanno consolidato costi di gestione, monte ingaggi e investimenti superiori rispetto alla media della Serie C.

Fascia 2: contributo intermedio

La seconda fascia riguarda invece le squadre che hanno preso parte alla Serie A o alla Serie B in almeno due delle ultime tre stagioni. In questo caso il contributo economico previsto è inferiore rispetto alla prima categoria, ma resta comunque fondamentale per garantire continuità gestionale nella stagione successiva alla retrocessione.

Fascia 3: il contributo minimo

Nella terza fascia finiscono invece le società che hanno disputato soltanto il campionato di Serie B attualmente in corso. Per queste realtà il paracadute è decisamente più contenuto, proprio perché il sistema considera meno consolidata la loro permanenza nel calcio professionistico di seconda fascia.

Pescara, Reggiana e Spezia: a quale fascia appartengono

Guardando ai club già retrocessi, la situazione appare ora più definita anche dal punto di vista delle fasce. Spezia e Reggiana rientrano infatti nella seconda fascia, avendo disputato i campionati di Serie B nelle stagioni 2023/24, 2024/25 e 2025/26. Entrambe le società soddisfano quindi il requisito della presenza in Serie A o Serie B per due delle ultime tre annate.

Diversa invece la situazione del Pescara, che dovrebbe essere inserito nella terza fascia. Il club abruzzese ha infatti disputato le stagioni 2023/24 e 2024/25 in Serie C, tornando in Serie B soltanto nel campionato 2025/26. Proprio per questo motivo il Delfino rientra tra quelle società che hanno preso parte alla cadetteria esclusivamente nella stagione attualmente in corso.

Molto dipenderà anche dall’esito del playout tra Bari e Südtirol. Se dovesse retrocedere il Bari, il numero di società inserite nella prima fascia aumenterebbe ulteriormente, con una conseguente ridistribuzione delle risorse disponibili. Il fondo totale, infatti, resta invariato: 5,5 milioni di euro complessivi da dividere tra le quattro retrocesse.

Ed è proprio questo l’aspetto che rischia di ridimensionare sensibilmente gli aiuti economici previsti. Nel caso in cui tutte e quattro le squadre retrocesse appartenessero alla prima fascia, ciascun club riceverebbe 1 milione e 375 mila euro, ben lontano dunque dalla quota teorica massima di 1,9 milioni.

La Serie C come anno zero

Negli ultimi anni il calcio italiano ha dimostrato come la retrocessione in Serie C possa trasformarsi tanto in una condanna quanto in un’occasione di ripartenza. Molto dipenderà dalla capacità delle società di riorganizzarsi rapidamente, evitando di trascinare costi insostenibili.

Il paracadute servirà soprattutto a questo: garantire liquidità immediata per affrontare il primo impatto con la nuova categoria, pagare stipendi, sostenere le spese di gestione e programmare il futuro senza il rischio di un immediato collasso finanziario.

Ma sarà soltanto il campo a stabilire se Pescara, Reggiana, Spezia e la perdente del playout riusciranno a trasformare la delusione della retrocessione in un nuovo punto di partenza.

Perché nel calcio italiano la Serie C non perdona: chi riesce a ripartire con lucidità può tornare velocemente protagonista, chi invece sottovaluta l’impatto economico e gestionale della retrocessione rischia di restare intrappolato per anni lontano dal grande calcio.

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