Le primarie non servono, se c'è un partito che ha il doppio dei voti dell'altro non c'è "contesa".
E' questa in sintesi l'analisi dell'ex senator del Pd, Luigi Zanda, che ieri sera, durante la trasmissione Otto e Mezzo su La7, è intervenuto nella polemica sulle primarie del centrosinistra e sulle reali possibilità della coalizione di vincere le Elezioni Politiche del 2027.
Nessuno dei leader del campo largo vuole parlarne, eppure, volenti o nolenti il tema rappresenta un vulnus nel percorso di "unificazione" dell'alleanza.
I sondaggi non lasciano più dubbi: un centrosinistra unito (compresa la componente centrista) avrebbe la vittoria alle Politiche del 2027 in pugno.
Eppure? Eppure, a un anno e mezzo dall'apertura delle urne e con un centrodestra che mostra evidenti difficoltà, i leader dei tre partiti principali (PD,M5S e AVS) ancora non si sono seduti intorno ad un tavolo per definire l'alleanza.
Zanda è poi intervenuto anche sulla situazione del governo profetizzando un ultimo anno di legislatura "molto complicato" per Giorgia Meloni.
L'esponente del Pd sottolinea gli effetti del referendum sulla maggioranza che - secondo la sua analisi - soffre di "assenza del senso dello Stato".
Ecco cosa ha detto, ieri, l'ex senatore del Pd Luigi Zanda, sul Elly Schlein e Giorgia Meloni.
Luigi Zanda promuove la guida del partito di Elly Schlein a cui nelle ultime settimane viene contrapposta la figura della sindaca di Genova, Silvia Salis, come possibile leader della coalizione di centrosinistra.
Per l'ex senatore del Pd, però, la segretaria ha anche commesso qualche errore lungo la strada, come ad esempio non assumere una posizione più ferma sulla politica estera rispetto a quella del Movimento 5 Stelle.
Ha evidenziato Zanda, che ha anche azzardato una previsione sull'esito delle elezioni 2027:
Spiega Zanda che poi continua:
Se un partito ha il doppio dei voti rispetto ad un altro allora le primarie per definire la leadership della coalizione non dovrebbero essere necessarie. E' il pensiero di Lugi Zanda, ex senatore del Pd di cui è stato anche fondatore.
ha spiegato Zanda, che ha chiarito:
Il Pd è senza dubbio il primo partito della coalizione e se valesse anche qui la regola che vige nel centrodestra, dove il partito che ha più voti esprime il candidato premier, allora quel posto spetterebbe alla segretaria dem.
Ha dichiarato l'esponente dem.