07 May, 2026 - 14:35

Madre e figlia avvelenate a Pietracatella, spunta il possibile movente: i sospetti e i nuovi interrogatori

Madre e figlia avvelenate a Pietracatella, spunta il possibile movente: i sospetti e i nuovi interrogatori

Proseguono senza sosta le indagini sull'avvelenamento con la ricina di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita appena 15enne, morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025.

Gli inquirenti stanno scavando nei rapporti familiari e, secondo quanto riporta Repubblica citando fonti qualificate, avrebbero individuato un possibile movente. L'Ansa parla di più piste aperte, mentre il cerchio si starebbe stringendo intorno a quattro-cinque persone.

Lo scorso 4 maggio, intanto, la Scientifica è tornata nell'abitazione della famiglia Di Vita, sotto sequestro da mesi, dove sono stati reperiti alcuni dispositivi elettronici in uso alle vittime: due telefoni, un pc, un tablet e una chiavetta usb.

Mamma e figlia avvelenate a Pietracatella: il movente secondo gli inquirenti

Come già anticipato da Repubblica, gli inquirenti pensano che il movente possa essere quello di contrasti insanabili, sorti all’interno delle famiglie Di Vita e Di Ielsi.

Nonostante gli investigatori mantengano uno stretto riserbo sul caso, è emerso inoltre che chi ha usato la ricina abbia potuto ricavarla in maniera artigianale dai semi della pianta di ricino, presente anche nel basso Molise. Elementi ancora da confermare, dato che Ansa riferisce di più moventi su cui si starebbero focalizzando le indagini.

Intanto continuano in Questura a Campobasso le audizioni di "persone informate sui fatti", finora oltre cento. Oggi, 7 maggio 2026, la Squadra Mobile ha ascoltato alcuni zii della famiglia Di Vita.

La novità è che verrà nuovamente ascoltata Laura Di Vita, cugina di Gianni, padre e marito delle vittime, che da settimane ormai sta ospitando in casa lui e la figlia Alice. Con la donna, quarantenne insegnante di sostegno, tutta la famiglia ha sempre avuto un rapporto molto stretto.

Quarta audizione per Laura Di Vita

Laura Di Vita sarà risentita per la quarta volta dalla procuratrice Elvira Antonelli, ma non è ancora stato deciso dove e quando.

Secondo quanto emerso, le sue dichiarazioni presenterebbero incongruenze rispetto ad altri testimoni, in merito ai giorni di Natale, con omissioni su episodi considerati rilevanti da chi indaga. Gianni Di Vita ha sempre negato che ci fossero degli attriti tra la moglie e la cugina, ribadendo di non avere nemici. 

Stando agli ultimi aggiornamenti, nuovi elementi sarebbero stati forniti anche dal fratello di Gianni Di Vita e da sua moglie, che vivono fuori regione.

I nuovi accertamenti

Al momento ci sarebbero solo supposizioni e sospetti, su cui ruotano le indagini, che potrebbero avvalersi anche di registrazioni, intercettazioni e dati raccolti nel traffico dati sui cellulari delle vittime.

Gli esperti del Servizio centrale operativo stanno analizzando chat e cronologia del telefonino di Alice Di Vita, mentre sarebbero sotto esame anche i due router wifi della casa, che potrebbero rivelare accessi non dichiarati oppure ricerche compiute da dispositivi di persone presenti nei giorni delle festività natalizie.

Nonostante il Centro antiveleni Maugeri di Pavia abbia confermato l'avvelenamento da ricina, con la positività al potente veleno in tutti i campioni ematici esaminati di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, i parenti del ramo Di Vita continuerebbero a sostenere che si sia trattato di una tragica fatalità.

La zia di Gianni, intercettata dai cronisti dopo aver lasciato la Questura di Campobasso lo scorso 28 aprile, aveva detto: "Per noi è stato un incidente".

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