05 May, 2026 - 14:21

Roberto Savi e la banda della Uno Bianca: cosa ha rivelato l'ex poliziotto nell'intervista in carcere

Roberto Savi e la banda della Uno Bianca: cosa ha rivelato l'ex poliziotto nell'intervista in carcere

"Loro ce la mettevano tutta, ma non ci trovavano, non ci prendevano". A dirlo, in un’intervista rilasciata a Francesca Fagnani per la trasmissione Rai "Belve Crime", è Roberto Savi, considerato uno dei capi della banda della Uno Bianca, attiva tra il 1987 e il 1994 tra Emilia-Romagna e Marche. L'uomo, condannato all’ergastolo, ha confermato anche vecchie dichiarazioni su presunte "coperture", rilanciando la tesi - da sempre sostenuta dai familiari delle vittime - di un possibile appoggio esterno ai criminali.

Roberto Savi, cos'ha detto nell'intervista rilasciata in carcere

"Ad un certo punto della storia si sono inseriti dei personaggi che non sono dei delinquenti, i quali ci hanno garantito la copertura della rete investigativa. Lo ha detto lei", chiede Fagnani nell'intervista. "Mi ricordo di averlo detto", risponde Savi, confermando che fosse vero.

Poi, alla domanda: "Capitava che faceste qualche azione perché chiesta da altri?", l'ex poliziotto, in carcere dal '94, aggiunge: "Ci sono degli uffici particolari che hanno un apparato e noi eravamo di quelli che, delle volte, appunto, abbiamo fatto quel lavoro lì".

L'anteprima dell'intervista rilasciata da Roberto Savi alla giornalista Francesca Fagnani per "Belve Crime" sul Canale Youtube di RaiPlay. 

Dichiarazioni - quelle contenute nelle anticipazioni della puntata che andrà in onda dalle 21,20 del 5 maggio 2026 - che hanno già scatenato la reazione dell'Associazione dei familiari. L'ex presidente, Rosanna Zecchi, ha dichiarato al Corriere della Sera

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Non so bene cosa pensare. Sarebbe anche ora che dicesse la verità, è possibile che tutto sia stato fatto per soldi e non ci sia nient'altro dietro? L'importante è che non dica bugie, perché allora sì che c'è da arrabbiarsi.

Le nuove indagini sui delitti della banda della Uno Bianca

La domanda di Zecchi è quella che ha portato i familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, a chiedere la riapertura del caso. Due i filoni al momento aperti presso la Procura di Bologna su alcuni dei delitti attribuiti alla banda.

L'ipotesi è che non si trattasse di semplici delinquenti riuniti in un gruppo, ma che abbiano agito - con la complicità di altri - seguendo uno specifico disegno terroristico-eversivo. Al vaglio degli inquirenti, materiale già agli atti, che dovrà essere riesaminato. 

I crimini, le indagini e le condanne dei fratelli Savi e degli altri

Rapine, assalti armati, omicidi. Per sette anni la banda ha messo a segno i suoi colpi, seminando il panico soprattutto tra Emilia-Romagna e Marche, muovendosi di sovente con una Fiat Uno Bianca, da cui il nome con cui è diventata nota.

Tra le vittime - 24 in totale - diversi appartenenti alle forze dell'ordine, come Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, poco più che ventenni quando, nel '91, vennero uccisi durante un servizio di pattugliamento nel quartiere Pilastro di Bologna.

Cinque le persone condannate per un totale di oltre cento azioni di varia natura accertate: oltre a Roberto Savi e ai fratelli Fabio e Alberto, ritenuti al vertice del gruppo, anche Marino Occhipinti, Pietro Gugliotta e Luca Vallicelli, quest'ultimo con un ruolo considerato marginale nelle attività. 

Ha fatto discutere, nel 2018, la liberazione condizionale concessa a Occhipinti, condannato all'ergastolo (e poi finito di nuovo nei guai per maltrattamenti). Gugliotta e Vallicelli sono tornati in libertà dopo aver scontato le rispettive pene. Alberto Savi ha avuto accesso nel tempo ad alcuni permessi premio. 

 Roberto e Fabio sono detenuti a Bollate. Fabio era stato intervistato anni fa da Franca Leosini; più di recente, l'ex compagna Eva Mikula era stata ospite sempre a "Belve". Ora l'intervista a Roberto Savi dal carcere. Una delle poche apparizioni pubbliche che si ricordino dell'uomo a ormai oltre trent'anni dal suo arresto. 

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