Richard Gadd si era fatto una promessa semplice dopo "Baby Reindeer": basta mettersi al centro della scena. Niente più serie in cui scrive, produce e si carica addosso anche il ruolo principale. E invece rieccoci qui.
"Half Man", il suo nuovo ambizioso progetto per BBC e HBO, doveva averlo solo dietro le quinte con altri attori davanti alla macchina da presa. Oggi lo vediamo nel ruolo di Ruben Pallister, fisicamente trasformato e completamente assorbito da un'altra storia tossica e cupa. Perché all'inizio non voleva recitare e cosa l'ha fatto cambiare idea?
In un'intervista a "Entertainment Weekly", Gadd ha dichiarato:
Dopo l'esperienza intensissima di "Baby Reindeer", in cui era praticamente in ogni scena, la sua idea era scomparire un po' dallo schermo, alleggerire le responsabilità e magari limitarsi a un cameo per i fan. Solo che, come spesso succede in televisione, è stata la storia a decidere diversamente.

Half Man: immagine tratta direttamente dal trailer della serie.
"Baby Reindeer" è stata un'esperienza totalizzante. Gadd ha messo in scena una versione romanzata (ma molto vicina) a quella traumatica che l'ha coinvolto in prima persona.
L'ha scritta, poi l'ha interpretata, promossa, ed è stato psicologicamente pesante. Quando quella corsa è finita, l'idea di tornare subito davanti alla camera non lo entusiasmava per niente.
Alla BBC e a "Entertainment Weekly" racconta che "Half Man", inizialmente, era pensata come una serie dove lui restava soprattutto autore e produttore:
Meno ore sul set, meno pressione, meno esposizione.
L'idea era magari quella di infilare un piccolo ruolo nascosto, un easter egg per chi lo segue, e stop.
Poi è arrivato il momento delle discussioni sul cast. E qui entra in scena Jamie Bell: co-protagonista della serie e uno dei primi a dire ad alta voce quello che tutti stavano già pensando, ovvero che Ruben poteva essere interpretato al massimo soltanto da uno come Gadd.
L'idea di poter fallire in un ruolo così diverso dal precedente terrorizzava Gadd: se la performance non avesse funzionato, sarebbe "sembrato un idiota", ha detto, dopo l'adorazione nel ruolo di Donny Dunn.
Ruben, infatti, è quasi l'opposto di Donny. Donny era magro, fragile, emotivamente scoperto, un barman comico e insicuro che arrancava; Ruben è un uomo massiccio, pieno di rabbia, sempre impulsivo, esplosivo, immerso in una storia che parla di una relazione maschile tossica e autodistruttiva.
Ha dichiarato l'attore, svelando che temeva di risultare a tutti poco credibile.
Ma poi c'è stato un timore più grande, quello del rimpianto.
Gadd racconta di aver chiesto 24 ore per decidere, e di aver passato la notte con il cuore che gli batteva all'impazzata, chiedendosi cosa sarebbe successo se avesse detto no. Se qualcun altro avesse interpretato Ruben e la serie fosse esplosa, avrebbe potuto perdonarsi di non averci nemmeno provato?
Alla fine, sono state proprio la paura del rimpianto e l'insistenza di chi lavorava con lui a ribaltare la decisione. Jamie Bell è stato uno dei primi a spingerlo a prendersi il ruolo, e più si andava avanti con lo sviluppo, più "Half Man" gli sembrava un progetto in cui non poteva restare solo spettatore.
Da lì parte la trasformazione, raccontata con dovizia di dettagli a "Entertainment Weekly". Per "Baby Reindeer", Gadd pesava circa 68-69 kg e aveva lavorato al ribasso per sembrare ancora più fragile e giovane. Per "Half Man" ha fatto il contrario: in un anno è arrivato a sfiorare i 110 kg, con un aumento di circa 40 kg per rendere Ruben una figura di mascolinità ingombrante, minacciosa.

Half Man: immagine tratta direttamente dal trailer della serie.
Voleva un corpo che sembrasse vero, segnato, qualcosa che raccontasse un uomo che ha trasformato il proprio peso in difesa contro la vita.
Richard Gadd non voleva recitare in "Half Man" perché sapeva esattamente quanto gli sarebbe costato, fisicamente ed emotivamente. Proprio per questo, però, a un certo punto ha capito che era l'unico modo per raccontare quella storia fino in fondo e che preferiva farlo lui stesso in quel ruolo.
continua Gadd.