04 May, 2026 - 13:10

Israele contro la Flotilla ha compiuto un atto di pirateria? Cosa dice il diritto internazionale, la risposta netta di Feltri

Israele contro la Flotilla ha compiuto un atto di pirateria? Cosa dice il diritto internazionale, la risposta netta di Feltri

Scordatevi i pirati alla Johnny Depp: nel caso di Israele e della Global Sumud Flotilla non c'entrano nulla. Firmato Vittorio Feltri.

Il direttore, nella sua consueta rubrica sul Giornale, diritto internazionale alla mano, ha detto la sua sul presunto atto di pirateria di cui si sarebbe macchiato il governo Netanyahu e di cui tanto si discute in questi giorni. 

Feltri ha sostenuto che "quando le parole vengono utilizzate a casaccio, il dibattito pubblico smette di essere un confronto e diventa una recita".

Per di più: una recita che vede sempre e comunque un protagonista negativo, Israele.

Feltri contro la Flotilla: "Nessun atto di pirateria"

Mai dire "pirateria" a un vecchio lupo di mare (almeno quello delle vicende politiche nazionali e internazionali) come Vittorio Feltri:

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È un termine evocativo, cinematografico, buono per titoli urlati e coscienze facili. Peccato che giuridicamente non c'entri nulla

Insomma: il governo Netanyahu può stare tranquillo da questo punto di vista: da tutto deve difendersi, tranne che dalle nuove accuse piovutegli addosso dall'equipaggio della Flotilla:

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La pirateria, secondo il diritto internazionale, è un atto violento compiuto da navi private per fini privati. Qui, invece, abbiamo navi militari di uno Stato sovrano che operano per finalità di sicurezza

Pane al pane, vino al vino: Feltri ricorda che cos'è la Flotilla: "Non è una spedizione neutrale di benefattori disinteressati. È una iniziativa apertamente politica, che dichiara senza ambiguità il proprio obiettivo: forzare il blocco marittimo imposto da Israele su Gaza":

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Non si tratta, dunque, di navi casuali intercettate per capriccio, ma di imbarcazioni dirette deliberatamente verso un'area sottoposta a restrizioni, con l'intento esplicito di violarle

Feltri, a questo punto, ha fatto presente che Israele era a un bivio: aspettare che le imbarcazioni entrassero nelle proprie acque territoriali oppure dare il via a un'operazione preventiva.

L'operazione in acque internazionali

Fatto sta che le polemiche sono esplose proprio per la scelta di Israele di intervenire quando i flotilleros erano ancora in acque internazionali. Ma anche in questo caso, in punta di diritto, a leggere Feltri, Israele non si è messa dalla parte del torto: 

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Se uno Stato ritiene di essere coinvolto in un conflitto e di dover far rispettare un blocco navale, può esercitare controlli anche al di fuori delle acque territoriali, a determinate condizioni

Ora, il direttore ha ammesso che si può discutere se queste condizioni siano state rispettate. Ma tant'è: non bisogna cadere nella trappola di addossare a Israele automaticamente tutte le colpe del conflitto in Medio Oriente:

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Trasformare automaticamente l'azione di Israele in pirateria è becera propaganda

Come detto: scordiamoci Johnny Depp: 

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Qui non c'è stato saccheggio, non c'è stata violenza indiscriminata. C'è stata un'operazione di controllo condotta da uno Stato che, piaccia o non piaccia, rivendica il diritto di difendere i propri confini e di far rispettare un blocco che considera essenziale per la propria sicurezza 

  

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