02 May, 2026 - 16:26

Chi era Michelangelo Scamarcia, il 68enne ucciso per 30 euro a Bari: fermato il killer, ha confessato

Chi era Michelangelo Scamarcia, il 68enne ucciso per 30 euro a Bari: fermato il killer, ha confessato

Si chiamava Michelangelo Scamarcia e aveva 68 anni l'uomo che nella giornata di venerdì 1 maggio 2026 è stato trovato senza vita - con il corpo avvolto in alcuni sacchetti di cellophane - all'interno del negozio di casalinghi "Moda casa" di piazza Umberto a Carbonara, alla periferia di Bari. Il titolare, fermato per pericolo di fuga (si pensa che fosse in procinto di lasciare l'Italia) ha confessato in presenza del suo avvocato di averlo ucciso, spiegando anche le motivazioni del gesto. 

La scomparsa di Michelangelo Scamarcia e le prime indagini 

Scamarcia era stato visto per l'ultima volta dai familiari lo scorso 31 marzo, nel pomeriggio. Il 2 aprile, preoccupato di non ricevere sue notizie, uno dei due fratelli minori ne aveva denunciato la scomparsa alle autorità, rivolgendosi anche alla trasmissione "Chi l'ha visto?", che aveva fatto vedere una foto dell'uomo in diretta. 

Le ricerche si erano concentrate fin da subito nell'area di Bari-Carbonara, dove il suo telefono aveva agganciato una cella prima di essere spento. Poi, dall'analisi dei movimenti della carta di inclusione a lui intestata, gli inquirenti avevano iniziato a sospettare del titolare di un esercizio commerciale della zona.

Risultava, infatti, che la carta fosse stata utilizzata più volte all'interno dell'attività. Il 13 e il 30 aprile, l'uomo, di nome Lin Wei, cittadino cinese di 42 anni, era stato ascoltato. Ma non aveva fornito, a quanto pare, elementi ritenuti utili alle indagini, che comunque erano proseguite. 

Il ritrovamento del corpo del 68enne nel negozio e il fermo

La svolta è arrivata nella giornata di venerdì, quando i militari sono tornati nel negozio per una nuova perquisizione, insospettiti da un forte odore e dalla fuoriuscita di liquidi da un locale adibito a deposito. Dietro la porta chiusa c'era il corpo di Scamarcia, avvolto in una serie di sacchetti di cellophane e in avanzato stato di decomposizione.

Sul posto sono intervenuti, oltre al pm di turno, i carabinieri della Scientifica, che, dopo aver messo in sicurezza l'area, hanno avviato i rilievi del caso. Da un primo esame esterno, si è subito ipotizzato che l'uomo fosse morto diversi giorni prima del ritrovamento. Da ricostruire ora l'esatta sequenza degli eventi.

La confessione del 42enne e la ricostruzione del movente

Il negozio è stato posto sotto sequestro e il 42enne fermato con le accuse di omicidio volontario, occultamento di cadavere e utilizzo indebito di strumenti di pagamento. Tra il 27 e il 28 aprile, secondo le ricostruzioni, avrebbe tentato di prelevare contanti con la carta sottratta alla vittima, non riuscendo a completare l'operazione per un errore nel pin.

Nel corso dell'interrogatorio, davanti agli inquirenti e al suo avvocato, ha poi ammesso le proprie responsabilità, spiegando che tra lui e il 68enne ci sarebbe stato un accordo legato proprio all'utilizzo della carta. 

L'intesa prevedeva, in pratica, una transazione di 600 euro effettuata tramite il POS del negozio, con la restituzione in contanti di 530 euro e la trattenuta di 70 come compenso per l'operazione. Al momento dello scambio, Scamarcia avrebbe però riavuto indietro solo 500 euro: 30 in meno di quelli concordati.

Ne sarebbe nata una lite degenerata in aggressione, al culmine della quale il 42enne avrebbe soffocato Scamarcia. Nelle prossime ore verrà chiesta dalla Procura la convalida del fermo. Sul corpo della vittima sarà invece eseguita l'autopsia. 

Tanti i messaggi di cordoglio apparsi sui social per l'uomo e la sua famiglia. "Non meritavi questa morte [...] Ricorderemo la tua grande bontà. Vola alto tra gli angeli di Dio", recita uno di essi. E ancora: "Sono davvero senza parole, allucinante. Condoglianze alla famiglia". 

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