Non sono solo canzonette: Edoardo Bennato, evidentemente, aveva torto.
Soprattutto se si prendono in considerazione quelle che vengono intonate sul palco del Primo Maggio, in una piazza iconica per la sinistra italiana come San Giovanni a Roma.
Soprattutto davanti a oltre centomila persone dal vivo e un pubblico televisivo che nel pomeriggio ha avuto il 9,5% di share (media di 864.000 spettatori) e di sera, pur perdendo la sfida a distanza con "Il diavolo veste Prada" su Canale 5 e "Someone like you - L'eco del cuore" andato in onda su Rai 1, un altro 12,8% di share per 1.713.000 telespettatori.
Come dire: la vetrina è troppo ghiotta per resistere alla tentazione di cantare solamente.
Tanto più che le ultime edizioni di Sanremo sono state "spoliticizzate". Per molti cantanti, quindi, non è rimasto che il Concertone per fare il loro comizio.
Ma è giusto? Nel day after non si fa che parlare delle performance di Delia e Piero Pelù, ad esempio.
Se Delia e Piero Pelù, salendo sul palco del Concertone organizzato dai sindacati in occasione della Festa del lavoro, cercavano il loro quarto d'ora di celebrità, possono ben dire che hanno fatto centro.
Certo, soprattutto per il secondo, c'è anche una carriera discografica che parla per lui.
Ma tant'è: la voglia di farsi ricordare anche dal punto di vista politico li ha accomunati.
Delia ha cantato "Bella Ciao" levando dal testo la parola "partigiano" e inserendo al suo posto "essere umano". All'Ansa ha spiegato che il suo intento era "allargare" il significato della resistenza:
Sarà: ma "Bella Ciao" è diventato da anni un inno universale per tutte le lotte di liberazione. E nessuno mai prima di Delia aveva avvertito il bisogno di eliminare la parola "partigiano".
Fatto sta che è stato in serata, con Piero Pelù, che il Concertone ha raggiunto il suo apice politico.
Piero Pelù, il leader dei Litfiba, non ha bisogno di presentazioni. A 63 anni gli italiani hanno imparato a conoscere bene sia la sua musica che le sue posizioni politiche.
In ogni caso, ha estratto un foglio e cominciato a leggere quanto segue:
Il pubblico ha risposto No. Così, il leader dei Litfiba ha potuto continuare:
Questa la prima provocazione.
E comunque: il Pelù-pensiero, in diretta sulla Rai, non è finito qui:
Il finale, poi, è stato un gran crescendo. Con il dito medio alzato:
Fatto sta che un altro Primo Maggio è passato e ancora non si è capito se gli artisti che si lasciano andare ai comizi lo facciano per conformismo, opportunismo, captatio benevolentiae o perché ci credono davvero.
Primo Maggio: le performance politiche di Dalia e Piero Pelù sono giuste? pic.twitter.com/NZ7YXSqE80
— Tag24.it (@Tag24news) May 2, 2026