La corsa alla guida della FIGC entra nella fase decisiva e inizia a delineare schieramenti e strategie. Con le elezioni fissate per il 22 giugno e la scadenza per le candidature a metà maggio, i due nomi principali sono quelli di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Ma chi appoggia davvero l’uno e chi l’altro?
Il presidente del CONI, CONI, raccoglie un fronte ampio e trasversale. Il suo nome è stato indicato inizialmente da gran parte dei club di Serie A, che rappresentano una quota significativa nel sistema di voto federale.
A rafforzare ulteriormente la sua posizione sono arrivati due endorsement chiave:
Queste due componenti pesano complessivamente il 30% del voto (20% calciatori + 10% allenatori), un blocco decisivo che, sommato alla Serie A (18%), porta Malagò vicino alla soglia della maggioranza.
Il suo profilo viene percepito come:
Il consenso trasversale indica una volontà di “fare sistema”, tema centrale nel dibattito attuale del calcio italiano.
Nonostante il vantaggio dell’avversario, Giancarlo Abete resta in corsa con una base solida: la Lega Nazionale Dilettanti.
Questo blocco rappresenta il 34% dei voti, il peso più alto all’interno della FIGC. Tuttavia, il sostegno non è completamente compatto: alcune componenti territoriali non sono allineate, riducendo il margine “sicuro”.
Il ruolo decisivo di Serie B e Serie C
Gli equilibri non sono ancora definitivi. A risultare determinanti potrebbero essere:
Queste due leghe, infatti, non hanno ancora espresso una posizione ufficiale. I loro voti potrebbero ribaltare o consolidare il vantaggio di Malagò.
Come funziona il voto FIGC
Il sistema elettorale federale si basa su percentuali assegnate alle diverse componenti:
Si vota a scrutinio segreto e vince chi ottiene la maggioranza semplice. In caso di più candidati, è previsto un eventuale ballottaggio.
Sulla carta, Giovanni Malagò parte avanti grazie a una coalizione più ampia e trasversale. Tuttavia, la forza della base dilettantistica di Giancarlo Abete e l’incertezza delle leghe intermedie mantengono la sfida aperta.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se si formerà un consenso definitivo o se si arriverà a una votazione incerta fino all’ultimo.