Ci sarebbe un approccio sessuale rifiutato, secondo la Procura di Pavia, dietro l'aggressione che ha portato alla morte di Chiara Poggi. La svolta arriva a qualche giorno dalla possibile chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima, con l'avviso a comparire recapitato proprio al 38enne nella giornata di ieri, 29 aprile, per il prossimo 6 maggio.
Nell'avviso gli inquirenti ricostruiscono in modo dettagliato le fasi dell'omicidio, scrivendo che, dopo un'iniziale colluttazione, l'indagato
Un'azione violentissima, seguita dallo spostamento del corpo lungo le scale della cantina, dove fu poi ritrovato. Con un'ultima fase in cui, come si legge nell'atto,
I pm pavesi contestano a Sempio l'aggravante della crudeltà, per l'efferatezza utilizzata, il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima. Ma anche quella dei motivi abietti, perché avrebbe agito spinto dall'"odio" provato "a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Elementi che, in un eventuale processo, potrebbero costargli l'ergastolo.
Il capo di incolpazione è al momento per omicidio volontario. Nell'avviso a comparire non si cita il concorso con Alberto Stasi, unico condannato per il delitto (per il quale la Procura di Pavia avrebbe già sollecitato la Procura Generale di Milano a una richiesta di revisione), né con ignoti.
L'avvocata Angela Taccia, che insieme al collega Liborio Cataliotti assiste Sempio, aveva fatto sapere ieri che "valuteranno i passi più opportuni per la strategia difensiva". Oggi dichiara che l'indagato "non si capacita" del movente prospettato dalla Procura, ribadendo di non aver mai avuto rapporti con Chiara.
Mercoledì Sempio potrà decidere di presentarsi e rispondere alle domande oppure di avvalersi della facoltà di non rispondere. In alternativa, potrebbe seguire la strada già delineata il 20 maggio dell'anno scorso, quando, convocato insieme a Marco Poggi e Alberto Stasi, si appigliò a un cavillo tecnico per evitare l'interrogatorio. Si attendono ulteriori sviluppi.